La Regione ‘apre’ al nucleare, furiosa l’opposizione

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La regione apre le porte al Nucleare. La bocciatura, ieri in Consiglio regionale, del documento sul nucleare presentato dalle opposizioni, segna di fatto il passo all’autorizzazione degli insediamenti in Abruzzo.

Il documento prevedeva che, sulla scorta del pronunciamento della Corte Costituzionale, che ha stabilito che il governo nazionale deve chiedere alle Regioni il parere rispetto al nucleare, il presidente della Giunta, Gianni Chiodi, determinasse il no.

Ma il centrodestra non ha recepito positivamente la richiesta della minoranza sancendo, di fatto, la bocciature del documento stesso.

Torna quindi a riesplodere il grido d’allarme sugli insediamenti nucleari, nonostante le tantissime prese di posizione – in alcuni casi ‘bipartisan’ – sollevate nei mesi scorsi contro gli impianti nella nostra regione.

La preoccupazione era emersa già due anni fa, quando il Consiglio regionale aveva dichiarato, di fatto, l’eventuale disponibilità ad ospitare una centrale nucleare sul territorio abruzzese.

Ma poi la sentenza della Corte costituzionale, che ha dato una certa autonomia alle regioni, aveva fatto fare un passo indietro anche all’Abruzzo. Fino a ieri, quando la bocciatura del documento dell’opposizione ha rimescolato tutte le carte in gioco.

La Regione Abruzzo, per ora, potrebbe essere la sola o una delle poche regioni destinataria di centrali nucleari, visto che molte altre, di diverso orientamento politico, si sono già pronunciate contro.

«E’ sconcertante quanto accaduto – ha commentato il consigliere regionale Lucrezio Paolini (IdV), primo firmatario del documento - La maggioranza di centrodestra non solo ha detto di essere a favore delle centrali nucleari, ma, quel che è più grave, ha anche affermato che sarebbe inutile e demagogico parlarne».

Paolini contesta l’abitudine della Regione di commissariare tutto, perché questo mette a tacere ogni possibile iniziativa o presa di posizione politica e parla di «mancanza assoluta di responsabilità e di rispetto per i cittadini e chiaro disprezzo degli organi costituzionali: questo – ha aggiunto - è il centrodestra al governo della Regione Abruzzo».

Di fatto, secondo l’esponente dell’Idv, con il voto contrario su un documento che avrebbe impegnato Chiodi a dire no al nucleare in Abruzzo, è stato conferito il mandato di dire sì.

La pensa più o meno allo stesso modo il capogruppo di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo: «E pensare che in altre regioni il Pdl ha votato risoluzione di opposizione al nucleare - commenta Acerbo -In Abruzzo non c'é il Pdl, ma lo Zdl, cioè zerbino della libertà».

«E’ evidente l’irresponsabilità di tale decisone – sottolineano Acerbo e Antonio Saia (Comunisti Italiani) - in quanto appare contradditorio ed inopportuno che si decida di dare l’assenso alla costruzione di una centrale nucleare in territorio come quello abruzzese, quasi totalmente ricompreso in zona ad alto rischio sismico e, tra l’altro, con grande valenza ambientalistica e con un economia fondata in modo preminente sul turismo».

09/03/11 11.20