L'Aquila, modello matematico vede i movimenti della faglia

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Un modello matematico messo a punto in Italia ha permesso di studiare con una precisione senza precedenti le deformazioni avvenute nella faglia che ha causato il terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009.

Il sisma più documentato d'Italia è diventato così il banco di prova del nuovo strumento che permette di "tenere d'occhio" i terremoti, descritto sul Geophysical Journal International dai ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Il terremoto dell'Aquila è stato utilizzato come riferimento perché «é quello per il quale abbiamo la più grande quantità di dati geodetici», hanno osservato i due autori della ricerca: l'ingegnere Simone Atzori e il fisico Andrea Antonioli, entrambi dell'Ingv.

Quello che emerge, hanno detto ancora gli autori dello studio, «é una nuova distribuzione della dislocazione sul piano di faglia" che "differisce un po' da quelle presentate in passato».

Ossia risultano distribuiti in modo diverso gli sforzi sulle faglie vicine ed è possibile fare «nuove considerazioni sul meccanismo della rottura».

Il modello, hanno detto ancora i ricercatori, è adesso uno strumento a disposizione della ricerca sui terremoti in generale.

Basato su tecniche di rilevamento da satellite, come l'interferometria differenziale radar dello spazio (DInSAR) e misure Gps, permette di misurare la deformazione del terreno provocata dalle faglie con una precisione inferiore al centimetro.

Misure di questo tipo, secondo i ricercatori, sono «un passo in avanti per una corretta comprensione del fenomeno e delle sue conseguenze», ad esempio per descrivere dove e come una faglia si è mossa e per sapere come le faglie vicine possono essersi 'caricate' aumentando la possibilità di eventi successivi.

Intanto anche oggi la terra è tornata a tremare. Una scossa è stata avvertita dalla popolazione alle 8.11 nel distretto Monti della Laga.

ZONA ROSSA: NUOVA PERIMETRO, RIAPRE VIA ROMA 

E a quasi 2 anni esatti dal sisma via Roma e via Paganica, nel cuore dell'Aquila, tornano a essere parzialmente percorribili.

E' stata infatti pubblicata l'ordinanza con la quale viene ulteriormente ridotta la zona rossa del capoluogo abruzzese, quella interdetta a causa dei gravi danni prodotti dal terremoto di due anni fa.

Tale provvedimento è stato adottato in conseguenza della progressiva messa in sicurezza degli edifici pericolanti. In particolare, via Roma è stata riaperta dalla rotonda di piazza d'Armi fino alla confluenza con via dei Marsi, poco al di sotto della chiesa di San Paolo di Barete.

Fuori dalla zona rossa anche la vicina via Santa Croce, nel tratto compreso tra i numeri civici 7 e 13.

Di nuovo fruibile anche via Paganica, tra l'incrocio con via Garibaldi e quello con via dei Lombardi. Quest'ultima, insieme con via e arco dei Veneziani e via Caserma Angelini, è stata esclusa dalla zona rossa fino all'incrocio con via San Martino, che rimane interdetta. Torna di nuovo fruibile anche via Dragonetti, nella parte compresa tra corso Federico II-angolo piazza Duomo e via Rosso Guelfaglione. L'ordinanza esclude dalla zona rossa anche alcuni edifici delle zone in questione e di via dei Marrucini.

D’ALESSANDRO (IDV): «SISTEMA INFORMATIVO PER LA SICUREZZA ALIMENTARE ALL'AQUILA»

Il consigliere regionale dell'Italia dei Valori, Cesare D'Alessandro, ricorda invece che il Parlamento ha votato un ordine del giorno, su proposta dell’onorevole Carla Castellani, per realizzare nella città dell’Aquila un Sistema informativo per la sicurezza alimentare nazionale che, secondo il parere di alcuni esperti, avrebbe potuto garantire circa 150 posti di lavoro del settore informatico.

«Il sistema, chiamato S.I.S.A.N., sarebbe dovuto nascere tenendo conto dei contenuti dell’accordo di programma del 9 luglio 2003 e dell’intesa raggiunta tra il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e le Regioni Abruzzo e Molise», ricorda D'Alessandro.

«Chiodi – aggiunge il consigliere - nella sua duplice veste di presidente della Giunta regionale e Commissario per la ricostruzione, avrebbe dovuto almeno sollecitare il Governo ad avviare tutte le opportune iniziative per l’effettiva costituzione del S.I.S.A.N., ma nulla risulta che sia stato fatto in tal senso».

08/03/2011 16.11