Pilkington, la preoccupazione della Cgil per il futuro dello stabilimento di San Salvo

Alessandro Biancardi

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SAN SALVO. Pilkington, lavoratori a rischio, produttività ferma e problemi relativi alla sicurezza.

La segreteria provinciale di Chieti della Filctem Cgil esprime in una nota forte preoccupazione per lo stato in cui versa lo stabilimento Pilkington Nsg di San Salvo e in particolare per il clima che si sta instaurando nei rapporti tra i responsabili delle strutture produttive e i lavoratori.

Secondo il sindacato da diversi mesi i segnali sulla produttività e sulla redditività dello stabilimento non sono positivi e nello stesso tempo non si registrano, da parte del management, sostanziali azioni e iniziative affinché questa tendenza sia definitivamente invertita. Più volte la Filctem ha denunciato la poca attenzione sull'organizzazione del lavoro, il massiccio ricorso allo straordinario per coprire le inefficienze produttive e l'utilizzo di lavoratori interinali che spesso sono collocati in postazioni chiave e importanti all'interno dello stabilimento, provocando non pochi disagi al momento della loro uscita.

A tal proposito il sindacato ricorda alla società che i criteri che regolano l'uscita di questi lavoratori dallo stabilimento Pilkington di San Salvo sono sanciti da un accordo sottoscritto tra le parti il 7 giugno 2007 e che recita testualmente: in caso di eventuali uscite l'identificazione di tali risorse sarà effettuata nell'ambito delle risorse con anzianità nei sei mesi precedenti la data dell'ultimo ingresso.

«Chiediamo alla società - prosegue la Filctem - che tale accordo sia rispettato, cosi da evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione e accuse infondate su chi si limita a svolgere correttamente il proprio lavoro, come indicato dall'azienda. La stessa problematica - aggiunge il sindacato - ha creato non pochi problemi nello stabilimento Bravo di San Salvo».

Al proposito la Filctem cita la recente uscita di circa 100 lavoratori interinali, tra cui anche donne, che è andata ulteriormente ad aggravare la piaga sociale della disoccupazione femminile.

«Pur avendo solo verbalmente comunicato ai delegati della rsu di Bravo tale criterio – sottolinea Filctem -  non possiamo accettare che all'interno dello stesso si tenga conto solo della capacità produttiva del singolo lavoratore e si tralascino altri fattori, come quello della condizione familiare del lavoratore stesso».

Per quanto riguarda Pilkington il sindacato fa notare che la società sta procedendo, legittimamente, a diverse nuove assunzioni di impiegati. Per la Filctem, però, sarebbe più adeguato valorizzare le risorse presenti all'interno dello stabilimento, ricercando tali professionalità tra le lavoratrici e i lavoratori, aventi qualità professionali per occupare postazioni di rilievo. 

Tra le altre tematiche di rilievo, il sindacato ricorda alla società che entro il 31 marzo prossimo dovranno concludersi definitivamente i rientri dei lavoratori ex Pilkington Nsg e che oggi operano ancora presso lo stabilimento Primo. La Filctem, in particolare, sottolinea che gli stessi, come da accordi tra le parti, al momento del rientro, manterranno l'anzianità aziendale acquisita a Primo anche ai fini della maturazione dell'eventuale passaggio di livello.

Ad aggravare tutto ciò preoccupa il clima di campagna elettorale per il rinnovo della rsu a giugno.

Infine il tema della sicurezza che, puntualizza il sindacato, deve essere assolutamente considerato come un investimento continuo e costante sui lavoratori, come un bene primario superiore anche a qualsiasi e legittima logica di profitto.

«Gli ultimi infortuni e i costanti episodi verificatisi nello stabilimento – fa notare la Filctem Cgil - devono far riflettere e alzare ancora di più il livello di guardia per la tutela della salute di tutti i lavoratori. La segreteria della Filctem, unitamente alle sue strutture, afferma che tali condizioni non possono che nuocere allo sviluppo e al futuro del gruppo Pilkington nel nostro territorio e auspica che la società e il suo management prendano atto delle continue denunce fatte dalla nostra organizzazione e assumano atteggiamenti tesi a recepire tali considerazioni».

08/03/2011 9.45