Bernardo Mazzocca alla commissione sanità:«dirò che il mio assessorato funzionava»

Alessandro Biancardi

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      Bernardo Mazzocca alla commissione sanità:«dirò che il mio assessorato funzionava»
ABRUZZO. Bernardo Mazzocca, l’ex assessore regionale alla sanità del centrosinistra, tornerà protagonista per un giorno.*COMMISSIONE DI VIGILANZA, BARALDI PIÙ MORBIDA

La prossima settimana è prevista la sua audizione alla Commissione del Senato che ha già ascoltato l’ex presidente Ottaviano Del Turco. Mazzocca si è ritirato dalla vita politica attiva in attesa del processo di Sanitopoli che lo vede imputato, ma non rinuncia a commentare le vicende della sanità quando viene coinvolto nel dibattito sulle scelte e sulle decisioni del centrosinistra che lo hanno visto in prima linea.

Cosa dirà alla Commissione del Senatore Marino?

«Dipende dalle domande che mi faranno, io comunque mi limiterò a rispondere cercando di ristabilire la verità storica della sanità in quegli anni. Girano troppe versioni di comodo e notizie poco precise. Nessuno dice infatti che con il mio assessorato sono aumentati i controlli alla Cliniche private. E’ un dato che alcuni hanno completamente rimosso, ma purtroppo per loro è vero e documentato».

Si riferisce alla sua lettera del febbraio 2007 che provocò la reazione dell’Aiop?

«Certo, ma non ci fu solo una lettera. Come si dovrebbe ricordare, la Giunta Pace e l’assessore Domenici firmarono i contratti triennali con le cliniche a marzo 2005 e ci bloccarono per tre anni. Cioè per metà mandato la Giunta di centrosinistra non poteva fare nulla. Quei contratti significavano un costo totale di 400 milioni deciso dal Centrodestra, che aveva previsto solo il 5% di controlli. Non c’era l’UVM, l’unità di valutazione, ed io ho rinominato tutte le commissioni ispettive. Visto che venivano fuori dati “interessanti”, decisi di aumentare i controlli ad un campione del 50% delle cartelle cliniche. L’Aiop protestò, disse che i dvd con tutti i dati ci erano già stati consegnati. Che problema c’era? Volevamo solo approfondire».

Però il senatore Mascitelli ha rimproverato Del Turco di non aver toccato quei contratti.

«Allora Mascitelli era consigliere, ma forse si è distratto. E’ stata quella Giunta ad aver ridotto tariffe e posti letto. Cancellai 700 pl e la decisione fu impugnata, ma al Tar ebbi ragione io. E si badi bene: in percentuale ai privati fu tagliato il doppio dei posti letto rispetto agli ospedali. Quella del mio assessorato fu l’epoca della Legge 6, che è ancora in vigore, fu quella della riduzione delle tariffe ospedaliere, che però il Tar Abruzzo bocciò e vinsero i privati. Questa fu una vicenda strana, perché su una delibera analoga adottata dalla Regione Lazio, su ricorso del San Raffaele, quel Tar dette torto al privato e ragione alla Giunta regionale laziale. E’ una difformità che non ho mai capito...»

Da quello che dice, la sanità abruzzese cominciava a funzionare.

«In quel periodo ci furono fatti importanti, coma le legge 20, il Piano sanitario, la legge sull’accreditamento, la lotta ai ricoveri inappropriati. Tutte cose che poi sono continuate. La mia impressione è che allora si producevano atti concreti e pochi annunci, si incideva di più».

Però l’accusano di aver continuato nelle cartolarizzazioni e nella collaborazione con Masciarelli.

«Le cartolarizzazioni sono uno strumento finanziario che non ho inventato o usato solo io. Si può essere d’accordo o no con questo strumento, ma io rivendico che nelle mie cartolarizzazioni non c’era l’autocertificazione del debito, come accaduto precedentemente. Quanto a Masciarelli, che mi sono trovato come eredità del centrodestra, l’ho sostituito con lo spoil system, così come altri dirigenti dell’assessorato. Il mio assessorato ottenne risultati importanti per la sanità abruzzese. Per questo sono sereno rispetto alle domande che la Commissione mi farà. Non vedo l’ora di poter dire la mia».

Sebastiano Calella  05/03/2011 10.04

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COMMISSIONE DI VIGILANZA, BARALDI PIÙ MORBIDA NELLE CRITICHE AI DIPENDENTI DELL’ASSESSORATO

 ABRUZZO. Insomma la notizia è che «finalmente il subcommissario alla Sanità Giovanna Baraldi è intervenuta all’audizione» della Commissione regionale di Vigilanza.

Per il resto non sembrano particolarmente nuove le sue dichiarazioni, che riconfermano, con qualche ammorbidimento, le critiche alla struttura amministrativa dell’assessorato alla sanità della Regione. Infatti nella seduta di ieri, «il subcommissario, al riparo da strumentalizzazioni politiche come da me garantito – ha spiegato il Presidente Gino Milano - ha potuto chiarire il contenuto delle sue dichiarazioni».

 Il riferimento è alle polemiche scoppiate dopo l’audizione della Baraldi alla Commissione del Senato sulla sanità, quando le sue critiche si appuntarono sul personale dell’assessorato ritenuto non all’altezza del suo compito. Successivamente, come si ricorderà, il presidente Chiodi dovette ridimensionare il peso di quelle dichiarazioni in un incontro proprio con il personale dell’assessorato.

Secondo Gino Milano «ne nasce un quadro molto ridimensionato dei rilievi critici mossi nei confronti della struttura amministrativa della Regione Abruzzo davanti alla Commissione del Senato».

 In pratica, la situazione disastrosa della sanità e la possibilità di risolverne i problemi dipendono da varie cause, comprese «le inefficienze e le incompetenze della macchina amministrativa regionale. Appare riduttivo – sottolinea Milano -  ricondurre i problemi della sanità abruzzese e in special modo il gravoso deficit accumulato, all’inefficienza della struttura amministrativa del Settore Sanità della Regione Abruzzo che, è bene sottolinearlo, è governato dalle stesse regole e norme legislative e contrattuali che regolano i rapporti di tutti i settori  regionali, nonché di tutte le Regioni d’Italia. E’ manifesta, invece, l’invadenza della politica che spesso soffoca l’azione amministrativa della Regione, degli Enti e delle aziende da essa dipendenti, condizionandone gli esiti. Azione che – conclude il Presidente Milano - alimenta il crescente contenzioso nella Regione e contro la Regione, con esiti che sarebbe opportuno indagare nelle sedi preposte, anche per gli effetti economici e finanziari prodotti».

05/03/2011 10.00