Nuova sede della Regione. Carpineta: «tutto trasparente»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. A parole è sempre tutto trasparente, di dati per ora, però, non ce ne sono.

E' troppo presto: bisognerà attendere i risultati dell’indagine conoscitiva («a costo zero) avviata dalla Regione per reperire nuovi immobili da adibire ad uffici con il fine di accorpare tutti quelli pescaresi che sono sparsi in decine di sedi. Interviene oggi l’assessore Federica Carpineta che risponde al consigliere Carlo Costantini che aveva adombrato qualche conflitto di interessi addirittura con la partecipazione di una delle aziende del premier Berlusconi. L’ex palazzo Monti nei pressi di piazza Alessandrini avrebbe proprio una superficie di 20mila metri quadrati ed è di proprietà di Mediolanum, una delle aziende di Berlusconi.

Carpineta che ribadisce più di una volta che la procedura è «corretta», «gratis», «trasparente» non smentisce l’interesse della azienda e nella sua risposta non si ritrovano elementi che possano far pensare ad un “azzardo” del capogruppo di Idv e ad una eventualità impossibile.

«La dietrologia sembra essere stata scelta coma la principale filosofia delle opposizioni. Non si capisce altrimenti da cosa sia ispirata la presa di posizione del consigliere Costantini sulla indagine di mercato relativa alla situazione delle sedi della Regione Abruzzo a Pescara», ha detto Carpineta, «per quanto riguarda il merito del problema almeno un paio di sedi, quella di viale Bovio e quella di via Raffaello, hanno necessità di una complessiva sistemazione finalizzata alla sicurezza di quanti ci lavorano quotidianamente. Le sedi sono parte in proprietà e parte in locazione, ma sono più di una e tutte separate tra loro, con quel che comporta in ordine a costi di gestione e manutenzione. Prima di prendere qualsiasi decisione, abbiamo voluto verificare qual è la situazione di questi immobili e quali alternative vi sono per fare scelte che tengano conto di due aspetti fondamentali: la sicurezza del personale che lavora negli uffici regionali (ed anche di chi li frequenta in quanto cittadini-utenti degli stessi uffici) e l'economicità delle decisioni al fine di risparmiare il più possibile il denaro dei cittadini contribuenti».

«Il consigliere Costantini», ha aggiunto l'assessore, «non ha atteso neanche di leggere le risposte alla nostra indagine. Ha subito adombrato lo scandalo. E, per avere più risalto sugli attenti media regionali, ha trovato anche l'intrigante filo conduttore: Berlusconi, una sua azienda e chissà quali innominabili interessi. Invece la verità, lo ripeto e spero d'avere con la sola verità altrettanta attenzione sui media regionali, è quella di aver voluto sapere e capire quale è la situazione reale a Pescara prima di spendere denaro pubblico, con il fine di tutelare la sicurezza delle persone e di spendere il meno possibile per ottenere il massimo in termini di sicurezza e di funzionalità. Ma forse non ho tenuto conto del fatto che, anche in questa vicenda, per ogni altro verso tranquilla e trasparente, vi è lo scontro tra il vecchio ed il nuovo. C'è chi non rinuncia, per motivi suoi, alla polemica di un moralismo fasullo e inconcludente se non addirittura moralmente inerte rispetto a certe manovre di vecchio stampo».

13/09/2010 15.53