Stipendi ‘congelati’ per 2000 lavoratori del trasporto pubblico locale

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Stipendi ‘congelati’ per duemila lavoratori del trasporto pubblico locale per tre anni. Niente rinnovo del contratto nazionale, nessun riconoscimento degli scatti di anzianità e degli avanzamenti automatici parametrali.

Una situazione denunciata dalla Filt Cgil Abruzzo nel cui mirino finisce la Regione Abruzzo che, secondo il sindacato, ha esteso le misure di stabilizzazione finanziaria anche agli autoferrotranvieri delle società partecipate o controllate, andandoli a penalizzare ulteriormente.

Non soltanto il taglio dei servizi del trasporto pubblico locale, pari a circa 5 milioni di chilometri, i lavoratori del settore subiranno ulteriori conseguenze di carattere normativo ed economico, perché saranno equiparati ai lavoratori del pubblico impiego e quindi assoggettati al patto di stabilità.

 Le disposizioni, previste dall’articolo 67 della Legge Finanziaria regionale, e riguardanti le misure di stabilizzazione finanziaria, alle quali sono sottoposte Regioni ed Enti locali, sono state estese, in particolare, alle aziende di trasporto pubblico locale di cui la Regione Abruzzo è socio unico o controllante: Arpa, Gtm, Sangritana, Cerella, Paolibus.

 «Un provvedimento – secondo il segretario regionale Filt Cgil, Luigi Scaccialepre - al limite dell’incostituzionalità adottato, tra l’altro, unicamente dalla Regione Abruzzo e che risulterà insostenibile per le stesse aziende ma soprattutto per i circa 2.000 lavoratori interessati. L’attuazione di questa disposizione di legge regionale – aggiunge il sindacalista - comporterà notevoli penalizzazioni di carattere normativo ed economico, in totale violazione della contrattazione collettiva ed aziendale».

 Come se non bastasse, secondo la denuncia della Cgil i vincoli stringenti previsti dal “Patto di stabilità” impediranno nei prossimi 3 anni (2011/2012/2013) assunzioni di personale a tutti i livelli, passaggi dei lavoratori da part time a tempo pieno e, soprattutto, l’impossibilità di confermare i lavoratori precari in possesso di contratti d’inserimento in scadenza nei prossimi mesi.

Una penalizzazione che andrà a colpire maggiormente i dipendenti più giovani, ovvero quelli che possono contare su retribuzioni che non superano i 1.000 euro mensili.

 Al sindacato risulta, tra l’altro, che le stesse aziende di trasporto di proprietà della Regione, stiano applicando questa norma, in modo difforme e in totale autonomia interpretativa. Alcune, infatti hanno già attuato la disposizione di legge, provvedendo al congelamento al 31/12/2010 delle retribuzioni; altre hanno ignorato, al momento, gli effetti del provvedimento; altre ancora hanno comunicato formalmente ai lavoratori di essere in attesa di ulteriori chiarimenti dalla Regione, ottenute le quali procederanno al recupero delle somme corrisposte.

 «Non è possibile – incalza Scaccialepre - che ancora una volta a pagare siano i lavoratori e non si proceda invece concretamente a riorganizzare il settore abbattendo sprechi e costi impropri. Occorre che il Consiglio regionale modifichi i contenuti di questa norma. Nel frattempo sollecitiamo un’immediata convocazione da parte della Regione Abruzzo in considerazione delle ripetute richieste di incontro già avanzate dalla Cgil. Contro questo provvedimento, così iniquo ed ingiusto – conclude il segretario Filt Cgil - la categoria è già pronta ad opporsi attraverso una grande mobilitazione e con gli strumenti che la legge mette a disposizione».

 04/03/2011 10.00