Stati dopo l'inchiesta: «voglio la verità su Abruzzo Engineering»

Alessandro Biancardi

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DANIELA STATI

DANIELA STATI

ABRUZZO. Adesso l’ex assessore Daniela Stati chiede che si faccia chiarezza sull’operato di Abruzzo Engineering.

In vista del Consiglio regionale straordinario sulla società mista della Regione con la compartecipazione della Selex (Finmeccanica), in programma il 21 settembre, l'ex assessore alla Protezione civile, costretta a dimettersi dopo l'avvio dell'inchiesta su presunte tangenti nella ricostruzione, chiede che si faccia luce su tante questioni che riguardano la società abruzzese. «Pretendo delle risposte su vari aspetti», ha dichiarato in una conferenza stampa all'Emiciclo, «partendo dal fatto che Abruzzo Engineering non è un assessorato che dipende direttamente dal mio mandato, ma dall'assessore allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione. Vorrei conoscere - ha proseguito - in qualità di consigliere regionale, la situazione debitoria di questa società in house, inoltre mi piacerebbe sapere nel periodo Stati-Chiodi quante assunzioni sono state fatte, quanti dipendenti di preciso ha Abruzzo Engineering allo stato attuale, come sono stati assunti e come venivano affidati i lavori».

Domande alquanto “generiche” che probabilmente un assessore regionale era tenuto a sapere ma forse la tattica è quella di far scoprire il vulnus per mettere in difficoltà quel Pdl che –dice Stati- lo avrebbe scaricato. Dopo le dimissioni e le zappate agli ex “colleghi”, però, il senatore Pastore era intervenuto con una interrogazione che avanzava ampi dubbi sulla condotta della procura de L’Aquila.

La Stati, giorni fa ha infatti lasciato criticamente il Pdl per confluire nel gruppo misto ed ha rinnovato anche oggi l'invito al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a «venire qui a chiarire tutta la vicenda: la firma sulle ordinanze l'ha messa lui. Io non ho dato un euro a quella società».

Per quanto riguarda la situazione debitoria PrimaDaNoi.it aveva già parlato mesi fa di situazione tesa tra la Selex e la Regione che intimava il pagamento di lavori effettuati e non pagati per oltre 20milioni di euro. Dalle intercettazioni però dell’inchiesta sarebbe emerso che l’indebitamento sarebbe ben più elevato e si aggirerebbe sui 50-60 milioni di euro (cosa che dalle intercettazioni era ben nota anche all’ex assessore).

«Abruzzo Engineering (AE) oggi, Collabora Engineering ieri, ancora prima Collabora, ancora prima Sviluppo Lavoro», ha detto ancora Stati, «e' stato tutto un processo che e' iniziato insieme alla giunta provinciale dove era presidente Palmiero Susi, un percorso che e' stato condiviso dal Centro Sinistra con Stefania Pezzopane dopo c'è stato il coinvolgimento di partner privati come Finmeccanica e Selex fino ad arrivare alla conferenza stampa in cui la Regione si riconosceva in house questa societa'. Beh, io sono l'unico assessore che per quanto riguarda la protezione civile nei confronti di Abruzzo Engineering non ho mai affidato un euro di lavoro. Le delibere parlano per me, gli atti parlano per me».

«Io non ho fatto nomine nel Cda», ha detto Stati, «c'è il direttore di Alfredo Castiglione al quale chiedo di conoscere dettagliatamente a che punto stava anche il piano operativo che doveva riportare Abruzzo Engineering a lavorare. Vorrei avere tutte queste riposte possibilmente prima del 21 settembre sulla stampa altrimenti attendo tale data. Una domanda la faccio a me stessa: perchè pur non avendo assegnato una lira ad Abruzzo Engineering io oggi mi devo sentire dai colleghi, dagli stessi lavoratori e dalla stampa, come colei che ha voluto sciacallare su qualcosa o su qualcuno, questo non e' mai stato fatto - ha aggiunto - percio' vorrei che ci fosse chiarezza sugli atti di Abruzzo Engineering, che venga l'assessore Castiglione in aula a farlo che venga Domenico Longhi, direttore del sistema informatico a farlo».

E Domenico Longhi pare sia proprio la persona che ne sappia di più poiché oltre che dirigente regionale è anche componente del cda di Abruzzo Engineering.

Non sono mancati affondi anche diretti a Chiodi: «posso dire che amministrativamente e' una persona attenta, uno che non va a dormire per portare a termine tutti i compiti che gli vengono assegnati pero' vorrei spingermi un pochettino più in la' e chiedere a Chiodi di tenere ancora le deleghe ad interim ed aspettare la chiusura della vicenda giudiziaria, una volta chiusa, scegli l'assessore che tu riterrai opportuno, chiarendo che io non ci tengo a tornare a fare l'assessore ne' con quella deleghe ne' con altre, chiedo che mi venga data la possibilita' - ha concluso la Stati - di chiudere la mia vicenda giudiziaria».

 13/09/2010 14.31

*TUTTO SU ABRUZZO ENGINEERING