Del Turco alla Commissione del Senato: anche lui contro i poteri forti in sanità

Alessandro Biancardi

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Del Turco alla Commissione del Senato: anche lui contro i poteri forti in sanità
ABRUZZO. E cosa avrà detto di interessante e soprattutto di nuovo, ieri, l’ex presidente Ottaviano Del Turco nell’incontro con la Commissione del Senato sul Sistema sanitario nazionale?* PROGETTI DI INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA ALLA REGIONE, MA SI LICENZIANO I PRECARI  DELLA SANITÀ

«La sua vicenda processuale di Sanitopoli é rimasta fuori da questa audizione poiché non è materia di cui la Commissione intende occuparsi»: così ha dichiarato il presidente Ignazio Marino al termine dell’audizione richiesta dallo stesso Ottaviano Del Turco. Richiesta inoltrata dall’ex presidente dopo aver letto le dichiarazioni del suo successore Gianni Chiodi nella stessa Commissione.

Allora è stata una semplice chiacchierata, un’occasione per rivedere vecchi amici, uno sfogo per togliersi qualche sassolino dalle scarpe nei confronti dei suoi nemici veri o presunti? Da quel poco che filtra dall’audizione, che inizialmente doveva essere secretata, il tutto si è esaurito nella consegna di alcuni documenti da parte di Del Turco. In primis il Piano di rientro dai debiti di cui ha rivendicato la paternità in capo al Centrosinistra, poi una memoria sulle cartolarizzazioni (peggiori quelle del Centrodestra), infine la corrispondenza con l’Aiop, l’associazione degli operatori della sanità privata, in particolare una lettera che lo avrebbe fortemente condizionato. Non sono mancati gli accenni ai “poteri forti” che si sarebbero posti di traverso alle riforme del sistema sanitario abruzzese (un punto di contatto e di accordo con il successore Chiodi). Ma le dichiarazioni di Marino e i commenti del senatore Alfonso Mascitelli, vice presidente della Commissione, raccontano che Del Turco ha descritto la solita sanità abruzzese scarsamente efficace, quasi mai efficiente e sempre di qualità mediocre a causa di «un sistema sanitario basatosi per anni su interessi privati, iniquità e collusioni».

Sullo sfondo di questo dipinto un pò manieristico (Del Turco ha l’hobby della pittura, ma in questo modo offende gli operatori della sanità), l’ex presidente ha avuto l’occasione di fornire alla Commissione documenti di Carabinieri (il famoso rapporto dei Nas già al centro della sua difesa, documento però agli atti di sanitopoli) e Finanza che dimostrerebbero come la sua Giunta abbia ben lavorato e di accusare  l’Aiop di comportamenti vessatori e lobbystici, da “poteri forti”.

 Questa ricostruzione dell’ex presidente è nota da tempo e non acquista valore maggiore solo perché è stata ripetuta in Commissione. E si presta a qualche riflessione. Intanto perché i Carabinieri e la Finanza sono gli stessi che lo hanno indagato e arrestato. Poi l’Aiop di lettere ne ha scritte decine e si è anche costituita parte civile nel processo alla sanità degli anni di Del Turco, quindi il suo coinvolgimento in Commissione potrebbe essere un sassolino che l’ex presidente si è tolto dalle scarpe. Infine i “poteri forti”: ma non sono gli stessi che hanno eletto lui e poi Chiodi, che usa spesso questa immagine?

La sorpresa dell’audizione, o se vogliamo la novità, è semmai questa loquacità di Del Turco, mai vista fino ad oggi da parte dell’ex presidente di fronte ai Pm di sanitopoli: spesso infatti, durante gli interrogatori, è stata opposta la facoltà di non rispondere. Allora un ex presidente imputato che ribalta le accuse e le usa a sua difesa? Chissà. Per ora solo un Del Turco che forse delude (da quel poco che filtra) perché ci si aspettava qualche dichiarazione più forte che servisse a fare chiarezza sui molti punti ancora oscuri della sanità abruzzese e magari di sanitopoli.

 MASCITELLI, IDV: «NON SI CAPISCE PERCHÉ DEL TURCO HA CHIESTO L’AUDIZIONE»

«Non si riesce a comprendere questa richiesta di audizione - dichiara il senatore Mascitelli, Idv - Del Turco non ha aggiunto nulla di nuovo e non ha chiarito diverse questioni che restano tutt’ora irrisolte».

«Sui poteri forti che condizionano la sanità abruzzese, come aveva detto anche Chiodi – ha aggiunto Mascitelli -  entrambi non si rendono conto che i poteri esterni sono forti quando la politica è debole o finta debole perché interessata». Anche la storia della lettera Aiop potrebbe essere letta diversamente: sembra che nel testo consegnato alla Commissione si legge con chiarezza che la richiesta era quella di ottenere i dati sui ricoveri inappropriati e sulle prestazioni sospette che la Regione non forniva. Il riferimento era sicuramente alle ispezioni nelle cliniche di Angelini, in rotta con l’Aiop, ma pur sempre punto di riferimento per i contratti e per il budget. Insomma un’interpretazione di comodo da parte dell’ex presidente che in questo caso rischia l’autogol, se questo contenuto della lettera fosse confermato.

«Per il resto – conclude il senatore Mascitelli – c’è continuità destra-sinistra dalle cartolarizzazioni per un miliardo di euro, ai contrati e alle tariffe con i privati. Furono gonfiati nella Giunta Pace e poi alla loro scadenza il 1° gennaio 2008 di fatto non sono stati modificati dalla Giunta Del Turco. Solo di recente, obbligatoriamente, sono stati modificati dal Commissario Chiodi nel 2010. Il risparmio però è stato minore rispetto agli obiettivi prefissati dagli accordi con lo Stato. Cambiano gli orchestrali, ma la musica è sempre la stessa».

 Sebastiano Calella  03/03/2011 8.38

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 PROGETTI DI INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA ALLA REGIONE, MA SI LICENZIANO I PRECARI  DELLA SANITÀ 

 ABRUZZO. Si è parlato di integrazione socio sanitaria ieri alla quinta commissione regionale presieduta da Nicoletta Verì.

Un problema sempre più urgente, visti i tagli agli ospedali ed ai posti letto operati dal Programma operativo, con ricadute negative soprattutto per le fasce deboli della popolazione abruzzese, cioè gli anziani, le famiglie in difficoltà, i portatori di handicap.

«Si tratta di studiare un’integrazione tra la medicina dei Distretti e gli Enti d’ambito – ha spiegato il presidente Verì – noi pensiamo che si debba partire a lavorare su questo progetto per far combaciare assistenza sanitaria e sociale diffusa sul territorio e risparmi. Per questo ho invitato anche il sub commissario Giovanna Baraldi».

 E proprio da questa audizione è uscito fuori che l’Ufficio commissariale sta lavorando non solo sui tagli, ma anche sulla creazione di strutture che possono rispondere alla richiesta di assistenza sul territorio, come la rete di appartamenti per i malati mentali. Un provvedimento atteso da tempo e di cui si sentiva la necessità prima dei provvedimenti sulla riabilitazione psichiatrica e sulle Rsa che hanno messo in crisi malati e famiglie. Finalmente, è il commento dei sindacati, che però contestano questa tempistica: a loro parere prima si doveva creare la rete di appartamenti e poi chiudere o tagliare l’assistenza in quel settore (vedi le vicende della Riabilitazione psichiatrica a Villa Pini).

«Si è parlato anche di un progetto per un nuovo servizio 118 – ha concluso poi Nicoletta Verì – si tratta di una proposta di alcuni medici di Vasto per migliorare la rete dell’emergenza-urgenza».

 Se la discussione sulla sanità continua a livello regionale, le notizie che arrivano dal tavolo di monitoraggio di Roma sono alquanto contraddittorie, rispetto a quello di cui si discute nella quinta commissione. Secondo Fabio Frullo, Uil funzione pubblica, «a Chiodi è stato bloccato il progetto di bandire concorsi pubblici per stabilizzare i precari della sanità. Succederà che 1300 lavoratori saranno licenziati, il che da una parte è un dramma personale per questi precari, dall’altra è una risposta incredibile quando si dice che bisogna comunque garantire i Livelli essenziali di assistenza. La domanda è: con quale personale? Sono scelte molto, ma molto discutibili».

 Anche la Cisl Fp, con Vincenzo Traniello e Ferdinando De Lellis, parla di uno sfascio organizzativo della sanità abruzzese.

«Colpa dell’isolamento decisionale dell’Ufficio commissariale – sostiene la Cisl – da sempre abbiamo chiesto il confronto per trovare soluzioni condivise, ma inutilmente. E chi ha gestito in solitaria la fase riorganizzativa, che ha prodotto guasti incredibili senza nemmeno il risanamento finanziario, è ancora al suo posto, mentre vengono criticati gli operatori che fanno i salti mortali per assicurare l’assistenza sanitaria. C’è qualcosa che non va, la politica dovrebbe assumersene la responsabilità».

s.c.  03/03/2011 10.01