Comune Controguerra vieta impianti solari al posto di vigneti

Alessandro Biancardi

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CONTROGUERRA. L'obiettivo è salvare la tipicità del territorio e di un prodotto divenuto famoso in tutto il mondo.

CONTROGUERRA. L'obiettivo è salvare la tipicità del territorio e di un prodotto divenuto famoso in tutto il mondo.

Per questo motivo il Comune di Controguerra, capitale teramana della docg, ha deciso di vietare l'installazione di impianti fotovoltaici al posto di vigneti, uliveti e frutteti.

Il consiglio comunale oggi si esprimerà sulla variante alle norme tecniche di attuazione del piano regolatore per limitare la diffusione incontrollata del "solare".

«L'obiettivo è di riappropriarci della gestione del territorio che ha una forte vocazione rurale- ha spiegato il sindaco Mauro Scarpantonio. Saranno escluse dall'installazione di impianti solari, le aree di rilevante interesse economico, quelle di interesse paesaggistico ed ambientale, quelle agricole di rispetto dell'abitato».

Grazie ad appositi incentivi e alla crisi economica sempre più coltivatori stanno scegliendo di trasformare le proprietà smantellando i vigneti e facendo posto agli impianti fotovoltaici. Scelte più che lecite che però nel giro di pochi anni potrebbero completamente stravolgere il paesaggio.

Soprattutto a seguito della sfavorevole congiuntura economica che si è ripercossa inevitabilmente anche nel comparto agricolo, questa scelta rappresenterebbe un’opportunità di sviluppo imprenditoriale e di risparmio sui costi produttivi.

Nel 2010, per esempio, sono stati oltre 1.600 i nuovi impianti di privati, enti o pubbliche amministrazione che Enel ha allacciato alla rete elettrica sul territorio regionale.

Numeri che nel corso del 2011 stanno crescendo. Al momento Controguerra conta già tre impianti a biomasse autorizzati per 6 megawatt e 5 impianti a terra per 5 megawatt.

Ma Controguerra sta tentando adesso di salvaguardare il proprio territorio e la propria tipicità. Anche perchè la sua tradizione vitivinicola controguerrese risale all’epoca etrusca, periodo in cui fu introdotta la coltivazione razionale della vite e non a caso i vini di questa zona furono lodati da narratori greci e latini. Il paese, oltre a vantare ben 200 ettari vitati e16.000 ettolitri di vino prodotto, vanta ben 47 aziende vitivinicole.

Nel 1996, inoltre, Controguerra ha ricevuto ladenominazione Doc diventando la denominazione più giovane d’Abruzzo. Il territorio di questa Doc è quello dei comuni di Controguerra, Torano Nuovo, Ancarano, Corropoli e Colonnella, includendo gia vini di gran pregio in diverse tipologie.

La storia racconta che anche il grande Annibale, dopo la battaglia sul lago Trasimeno, trovò nella zona di Controguerra un luogo ed un vino che ebbero il potere di ritemprare le forze delle sue truppe.

02/03/2011 16.57