Demanio: Di Dalmazio: «il piano marittimo non è immodificabile»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il testo contempera interesse generale e istanze balneatori

«Non è un Piano demaniale marittimo immodificabile. Anzi, è completamente aperto al confronto e quindi, sebbene le linee guida siano state già dettate, sarà possibile ancora migliorarlo».

Così l'assessore al Turismo, Mauro Di Dalmazio, nel corso di una conferenza stampa che si tenuta questa mattina, Pescara, nella sede della Regione, ha definito il nuovo Piano demaniale marittimo, lo strumento normativo approvato, proprio ieri, dalla Giunta regionale.

«Una cosa è certa - ha rimarcato l'assessore - abbiamo cercato, ove possibile, di venire incontro alle esigenze del mondo dell'impresa balneare che rappresenta un settore trainante della nostra economia ma sempre - ha aggiunto Di Dalmazio - nel pieno rispetto dell'interesse pubblico e generale e quindi tenendo ben presenti la salvaguardia ambientale del litorale ed il diritto di ciascuno a fruirne».

Tra le numerose novità del Piano, si segnalano, quindi, l'adeguamento dello stesso alle esigenze del settore del turismo balneare, in relazione al corretto sviluppo delle strutture e servizi a tale scopo dedicate e l'eliminazione dei punti di criticità e degli elementi di difficile attuazione pratica per la corretta pianificazione e gestione segnalati da Comuni ed associazioni di categoria balneare.

Il Piano in questione, in sostanza, definisce i criteri e i parametri a cui devono attenersi gli enti locali nella redazione dei piani demaniali comunali in relazione al flusso turistico locale ed extralocale ed in relazione delle caratteristiche morfologiche, ambientali e socio economiche del proprio tessuto territoriale.

Inoltre, questo Piano tende a rafforzare il recupero e la tutela ambientale e lo sviluppo ecosostenibile nell'uso del demanio marittimo imponendo l'uso esclusivo di materiali a basso impatto ambientale oltre ad inserire la salvaguardia delle zone costiere di pregio ambientale-naturalistico e delle aree oggetto di insediamento di fauna e flora protetta e ad integrare gli ambiti del litorale con tratti di litorale interessati da trabocchi e saliscendi e dai terreni demaniali residuali. Tra le modifiche più rilevanti, quella relativa alle modalità di individuazione della riserva minima delle spiagge libere.

Infatti, viene sostituito il parametro del 20% della superficie in concessione (dato variabile in dipendenza dell'erosione) con il 20% del fronte a mare delle spiagge in concessione (dato certo). Viene, inoltre, confermata l'obbligatorietà della garanzia da parte dei concessionari del libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia con adeguamento all'abbattimento delle barriere architettoniche.

I parametri di insediamento delle strutture balneari vengono collegati alla densità abitativa ed alla capienza estiva inserendo una relazione diretta tra domanda e offerta di servizi dedicati al turismo balneare.

Infine, il Piano in questione fornisce i criteri generali ai Comuni per la protezione degli stabilimenti balneari e rimette all'autonomia degli stessi Comuni i termini di attuazione e regolamentazione. Intanto, è già partito l'iter di compatibilità ambientale con l'apposita procedura VAS (valutazione di impatto ambientale) ed ora, nonostante una precedente fase di confronto, si aprirà il confronto vero e proprio con i vari soggetti interessati dalla tematica, associazioni di categoria o enti locali in primis, per approdare ad un testo, il più possibile condiviso, che sarà poi inviato al Consiglio regionale per la definitiva approvazione del Piano.

All'incontro con la stampa hanno preso parte anche il direttore regionale del settore, Gianluca Caruso, ed il dirigente, Giancarlo Zappacosta.

02/03/2011 9.33