Tagli ai trasporti, abruzzesi… a terra

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1940

ABRUZZO. Il trasporto pubblico locale rischia di immobilizzarsi e migliaia di utenti che quotidianamente lo utilizzano di restare… a terra.

I tagli al trasporto pubblico locale previsti dalla Legge finanziaria regionale significano, per tutto l’Abruzzo, servizi drasticamente ridotti ed enormi penalizzazioni per gli utenti e per i lavoratori della mobilità.

Complessivamente i tagli comporteranno una riduzione dei servizi pari a circa 5 milioni di chilometri.

Concretamente, se tali piani saranno effettivamente attuati, assisteremo all’eliminazione di fondamentali corse extraurbane di collegamento tra le aree più importanti del nostro territorio e alla cancellazione di altrettante corse urbane, con conseguenze facilmente immaginabili per le città, che risulteranno sempre più intasate ed inquinate.

La denuncia arriva da Luigi Scaccialepre, segretario Filt Cgil Abruzzo che, esempi alla mano, spiega gli effetti dei tagli.

IL ‘CASO’ ARPA

Il sindacato porta, come esempio, le conseguenze dei tagli ai trasporti per le autolinee Arpa, la principale azienda regionale in termini di dimensioni, viaggiatori trasportati e chilometri percorsi.

A partire dal 1° aprile e sulla base della documentazione ufficiale prospettata dalla stessa impresa, le corse soppresse produrranno tagli per 2.500.000 chilometri.

Si parla di almeno 100 corse giornaliere (più di 30.000 corse annuali) che oggi garantiscono i collegamenti tra le città e le aree più importanti della regione e che, pur in presenza di una forte domanda e di un numero elevato e crescente di viaggiatori, rischiano di sparire definitivamente.

Alcune corse che potrebbero essere completamente soppresse sono quelle di collegamento tra le principali città abruzzesi: Lanciano-Pescara, Sulmona-L’Aquila, Pescara-Sulmona, Teramo-Giulianova, Teramo-Chieti, Giulianova-Pescara.

«A questi tagli – spiega Scaccialepre - si aggiungeranno, inoltre, centinaia e centinaia di corse giornaliere che saranno soppresse nel periodo non scolastico e che determineranno il venir meno della finalità sociale del trasporto».

LA SCURE DEI TAGLI SUI 4 CAPOLUOGI

Per quanto attiene i capoluoghi di provincia, i piani di razionalizzazione presentati a Chieti e Teramo hanno prodotto, in alcuni casi, l’isolamento di interi quartieri e frazioni delle città.

Anche L’Aquila, nonostante le ripercussioni generate dal sisma - la nuova geografia urbana con la nascita di nuovi quartieri periferici - non è stata risparmiata dalla scure dei tagli. Anche nel capoluogo di regione, l'Ama - azienda dei trasporti urbani – dovrà apportare tagli del 10% alle corse senza tener conto della fase di emergenza ancora in atto.

Per quanto attiene, infine, la città di Pescara, nulla è ancora trapelato sia dall’azienda Gtm che dalla stessa Amministrazione comunale, che continuano, nonostante le scadenze previste dalla Finanziaria, a mantenere uno strano riserbo sui tagli ai servizi di trasporto urbano previsti per il capoluogo adriatico.

LE PROPOSTE DELLA FILT CGIL

Le riduzioni dei servizi così come prospettate dalle aziende sono insostenibili per le migliaia e migliaia di cittadini che quotidianamente utilizzano i mezzi di trasporto pubblico: studenti, lavoratori, pensionati e, più in generale, coloro che non possono sostenere gli ingenti costi legati ai mezzi di trasporto privato.

Per tali ragioni, la Filt Cgil chiede con forza una drastica riduzione dell’entità dei tagli prospettati, un’operazione assolutamente realizzabile in considerazione delle risorse aggiuntive ed interamente destinate al trasporto pubblico su gomma (400 milioni di euro) scaturite dall’accordo Stato-Regione del 16 dicembre 2010.

In estrema sintesi queste sono le proposte della Filt Cgil:

- Ridurre di almeno il 50% i previsti tagli ai servizi di trasporto pubblico;

- Procedere a una più equa rimodulazione territoriale nella riduzione dei servizi. Nel documento Arpa si prospettano infatti più di 1.600.000 chilometri di soppressioni per le province di L’Aquila e Teramo a fronte di circa 800.000 chilometri per Chieti e Pescara;

- Affrontare con celerità la riorganizzazione del settore. Non è più tollerabile che le minori risorse destinate al settore si traducano automaticamente in minori servizi, aumenti tariffari e penalizzazioni per i lavoratori del settore;

- Predisporre piani di efficientamento aziendali e rivisitazione di alcune attività come la manutenzione, il contrasto all’evasione al fine di recuperare risorse per mantenere i servizi;

- Escludere con immediatezza i lavoratori del settore dal Vincolo di stabilità. Tale disposizione, contenuta nella finanziaria regionale, se attuata, comporterebbe penalizzazioni di carattere normativo ed economico in totale violazione della contrattazione collettiva ed aziendale per quanto attiene ad esempio il riconoscimento degli scatti di anzianità, gli avanzamenti automatici parametrali, la conferma dei lavoratori con contratto d’inserimento, il passaggio dei lavoratori da part time a tempo pieno.

01/03/2011 10.24