Edilizia residenziale pubblica, Rapagnà: «il Consiglio regionale se ne infischia»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. L'ordine del giorno della seduta del Consiglio regionale convocato a L'Aquila per martedì prossimo, dedicato al “Question Time”, non contiene alcun punto di domanda sull'Edilizia Residenziale Pubblica.

E' arrabbiato per questo Pio Rapagnà, coordinatore regionale del Mia Casa che da mesi si sta battento per una rapida ristrutturazione di quegli alloggi.

«Tra i tanti Consiglieri “interroganti”», contesta, «nemmeno uno, che sia uno, di maggioranza o di opposizione, ha avuto la sensibilità e sentito la responsabilità di ricondurre in seno al Consiglio regionale la questione della ricostruzione e della messa in sicurezza quantomeno del patrimonio abitativo pubblico, dentro e fuori il cratere».

Il Mia Casa d'Abruzzo, da 23 mesi dal terremoto del 6 aprile, si rivolge al Consiglio regionale, ai Consiglieri, al presidente Nazario Pagano affinché le Istituzioni regionali al loro massimo livello provvedano ad approvare una “Legge ad hoc” di indirizzo, accompagnamento e controllo della ricostruzione degli alloggi pubblici, «ricordando, ad ogni seduta della massima assise che, nonostante studi, convegni e ripetuti allarmi di organi tecnici, scienziati e ricercatori, ben prima dell'evento sismico, nessuno si è assunto la responsabilità di predisporre e mettere in atto gli appositi piani per la immediata messa in sicurezza antisismica del patrimonio abitativo pubblico secondo le indicazioni dell’art.11 della legge n.77/2009».

«Invece, per ironia della storia», racconta Rapagnà, «il Consiglio regionale ha pensato bene di inserire all'interno della stessa Legge Finanziaria per il 2011 alcune scandalose modifiche alla Legge Regionale n. 96 del 25 ottobre 1996 con le quali si manomettono sul piano dei diritti sociali e costituzionali i criteri di attribuzione dei punteggi per la formazione delle “graduatorie” di assegnazione degli Alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica per le famiglie che vivono in situazioni di grave disagio abitativo e per i pensionati a reddito minimo che non abbiano raggiunto e superato addirittura il 70° anno di età».

28/02/2011 9.00