L’ex ministro Gentiloni (Pd) a Pescara: «l’informazione sarà dominata da internet»

Alessandro Biancardi

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L’ex ministro Gentiloni (Pd) a Pescara: «l’informazione sarà dominata da internet»
PESCARA. D’Alfonso non è arrivato perché «ha perso i mezzi di trasporto».

Difficile da credersi visto che in qualità di “esperto di decisioni istituzionali”, in una delle sue ultime capatine a Pescara, aveva dato lezioni di trasporto a molti politici, imprenditori fino all’assessore regionale Giandonato Morra.

Nonostante l’ospite fosse del calibro dell’ex ministro Paolo Gentiloni, la punta di diamante, quella che ha la sua claque fedele che riempie le sale, resta sempre l’ex sindaco Luciano D’Alfonso uscito dalla scena politica della città dopo gli arresti del 15 dicembre 2008 e da qualche giorno rinviato a giudizio per l’inchiesta Housework.

I cittadini, molti dei quali arrivati in anticipo e armati di cavalletti e telecamere, si sono dovuti ‘accontentare’ del fatto che a parlare di informazione fossero l’ex ministro delle Telecomunicazioni, Paolo Gentiloni (Pd), introdotto dal consigliere comunale Antonio Blasioli (Pd), intervistato dai giornalisti Daniela Senepa (Rai), Marco Camplone (Il Centro), Paolo Vercesi (Il Messaggero).

Il convegno, intitolato “La democrazia informa”, è iniziato subito con un’informazione poco gradita: «l’onorevole Gentiloni arriverà con 45 minuti di ritardo perché impegnato nella votazione sul decreto Milleproroghe».

Nessuno si è scomposto più di tanto.

Si attende, chiacchierando.

L’onorevole arriva.

Si comincia con un applauso fragoroso.

Dopo una breve introduzione del consigliere Blasioli, organizzatore dell’evento, i giornalisti hanno posto alcune domande sulla televisione, sul ruolo di internet e sul conflitto d’interessi all’onorevole Gentiloni.

«Internet è la nuova frontiera», ha affermato l’ex ministro, «non è solo un megafono ma un luogo dove ci si forma, si cresce, si interagisce, da dove si sono originate le ultime rivolte. E’ un fatto grandemente positivo che nei prossimi anni internet dominerà nell’informazione perché rende l’utente più partecipe, può scrivere, postare, dialogare e non bersi quello che trasmette la tv».

Conflitto d’interessi?

«E’ stato un errore non approvare la legge sul conflitto d’interessi», ha detto in coro con un cittadino particolarmente infervorato dalla tematica, «ma i margini esigui delle maggioranza nel governo Prodi non ci permisero di approvare quelle riforme. Ma io mi sono occupato di televisione e non di conflitto di interessi».

 «NON E’ COLPA DELLE TV DI B. SE SIAMO CADUTI»

L’ex ministro si è poi dilungato in un sincero “mea culpa” riferendosi al proprio partito che «non ha saputo fronteggiare in tempo quanto ampiamente prevedibile già nei primi anni in cui le tv commerciali iniziavano a spuntare». Ad ascoltarlo in sala alcuni consiglieri comunali (Camillo D’Angelo, Enzo Del Vecchio) e Donato Di Matteo in prima fila.

Il problema messo più volte sul tavolo è stato quello dello «strapotere di Berlusconi nel campo dei media».

Ma secondo Gentiloni le difficoltà della sinistra starebbero in altro: «il governo Prodi è finito perché Berlusconi aveva le tv? Un po’ sì, ma ci abbiamo messo molto del nostro».

«Avere le televisioni è importante nelle elezioni», ha spiegato, «ma si può vincere anche senza, costruendo un’alternativa credibile: sono sicuro che se si votasse ora, vinceremmo anzi stravinceremmo. Sono meno certo che la futuribile maggioranza sarebbe in grado di affrontare certe riforme che si devono fare».

  «RAI E MEDIASET: LA SANTA ALLEANZA»

«La Rai è in una situazione complessa e difficile», ha detto Gentiloni senza mezzi termini, «perché dal 2002  è governata da una maggioranza di centro destra che l’ha trasformata: ha perso molte delle caratteristiche del servizio pubblico».

«Rai e Mediaset invece di farsi concorrenza si sono strette in una santa alleanza contro Sky», ha concluso, «bisogna, quindi, rifondare il servizio pubblico».

 Manuela Rosa  26/02/2011 10.37