Convention di Confindustria: «Abruzzo nell’Italia del futuro? Boh…»

Alessandro Biancardi

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Convention di Confindustria: «Abruzzo nell’Italia del futuro? Boh…»
CHIETI. Susanna Camusso (Cgil) ed Emma Marcegaglia (Confindustria) primedonne mattatrici, tre Gianni ad inseguire (Alemanno, sindaco di Roma, Riotta, Sole 24 Ore, e Chiodi presidente della Regione).

Più Cgil che Cisl sul palco ed in platea, un grosso successo di partecipazione per Confindustria Abruzzo targata Mauro Angelucci: la quarta Convention delle imprese che si è svolta ieri a Chieti doveva parlare dell’Abruzzo nell’Italia del futuro e forse lo ha fatto. Nel senso che il filo conduttore

dell’introduzione dello stesso Angelucci, le tavole rotonde e le dichiarazioni degli ospiti importanti sono state in linea con quello che Confindustria sostiene da tempo, sia in Abruzzo che a livello nazionale: «politici svegliatevi, è ora di passare dalle enunciazioni di principio agli interventi concreti».

Una posizione che vale in assoluto e che qui si è tradotta «nell’Aquila che è più importante del Ponte di Messina» o nella preoccupazione per gli scenari di crisi in Africa e per il destino delle imprese italiane che lì operano. E’ mancato però l’identikit dell’Abruzzo futuro: industria, servizi, economia dei parchi, agricoltura, turismo? Insomma quasi una testimonianza concreta della difficoltà – non solo di Confindustria – ad immaginare quale sviluppo inventare di fronte alla globalizzazione dell’economia e quale significato dare alla vertenza Abruzzo.

Per il presidente Chiodi bisogna «abbandonare le liste della spesa frutto delle vecchie logiche corporativistiche, puntare sull'utilizzo dei fondi strutturali europei e poi adottare con vigore la politica del risanamento».

Queste sono le strade che la Regione sta percorrendo «per stimolare una nuova crescita economica».

«Abbiamo pubblicato bandi per 125 milioni di euro – ha ricordato Chiodi - ma senza il risanamento del bilancio, lo sviluppo non si genera. Risamento e sviluppo sono, infatti, facce dells stessa medaglia. Non a caso, in due anni abbiamo determinato una diminuzione del debito del 13,8 per cento. Circostanza che l'Agenzia di rating Moody's ha definito stupefacente. Così come, nello stesso arco di tempo, abbiamo ridotto il debito delle Asl del 22 per cento».

«L'Abruzzo deve ripartire e questa crisi ci consegnerà certamente un futuro diverso, anche come pensiero», ha detto invece il vice presidente ed assessore allo Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione.

«Confindustria dice che la politica rappresenta un ostacolo allo sviluppo, ma sa che non è così - ha continuato il vice presidente- sa bene, invece, che l'attuale classe dirigente abruzzese sta cercando il cambio di passo. Il vero problema è che la nostra regione è uscita troppo presto dall'Obiettivo 1 è ciò ha comportato che non avesse più i finanziamenti della Comunità Europea. Questo ha prodotto come conseguenza il localismo, il campanile. Ne è scaturita una divisione con la ricerca del politico che potesse tutelare il pezzettino di territorio».

E ci si è rifugiati anche nel lamento del presente («ma lo sapete a quanti giorni paga una Asl le forniture?»), nello sforzo della Regione per uscire dall’indebitamento o nel contributo che gli abruzzesi hanno dato nelle costruzioni a Roma. Il tutto nella confusione di una sala stracolma, di un buffet inesauribile, di incontri tra vecchi amici, di file alla toilette. Insomma più fiera (c’erano anche i banchetti di alcune aziende) che giornata di studio, più vetrina che approfondimento.

Pochi economisti presenti, università assente, dibattito asfittico ed incanalato sui binari del salotto televisivo dove si enuncia e non ci si confronta. Un’occasione perduta? Non proprio, perché organizzare un evento di questo tipo non è né facile né sicuro ed il rischio di flop è dietro l’angolo. La passerella di personaggi noti avrà soddisfatto i piccoli imprenditori presenti, gli addetti ai lavori ed i giornalisti a caccia di notizie e di dichiarazioni, peraltro di routine. E allora forse è stata un’occasione mancata. C’erano infatti molti protagonisti dell’imprenditoria abruzzese e sapere

da loro come immaginano l’Abruzzo del futuro e come si apprestano ad inventarlo sarebbe stato certamente più interessante.

La Marcegaglia, presidente di Confindustria, si è concentrata sulle questioni nazionali e ha illustrato il 'pacchetto fiscale' che prevede l'aumento della tassazione sulle cose, sull'Iva di qualche punto, l'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie e l'abbassamento della tassazione sulle imprese di qualche punto, togliendo la componente del costo del lavoro sull'Irap. «Tutto questo si puo' fare - ha aggiunto la Marcegaglia - ma bisogna farlo subito. Condividiamo la logica della gradualita' ma bisogna che ci siano segnali concreti sulla riforma del fisco da subito».

Sebastiano Calella  25/02/2011 9.01