Nasce il Consorzio agrario d’Abruzzo (Cada)

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Concluso l’iter burocratico, è formalmente nato in Abruzzo il Cada, Consorzio agrario d’Abruzzo.

Finito il lungo periodo di commissariamento dei consorzi agrari, infatti, la gestione ordinaria degli stessi è ripartita con la costituzione di un Consorzio unico regionale.

Il Cada, attraverso una società controllata al 100%, gestisce il ramo assicurativo (portato in dote dal Consorzio di Chieti-Pescara-L’Aquila) come agente generale della Fata, assicurazioni con un portafoglio clienti di circa 5milioni di euro.

Attraverso un’altra società, sempre controllata al 100%, gestisce le due concessionarie di mezzi agricoli, Marchio Landini e marchio Carraro (anche il ramo macchine è stato portato in dote dal Consorzio di Chieti Pescara l’Aquila).

Numerose le funzioni e competenze del nuovo ente. Il Cada diventa punto di riferimento regionale (e non solo) per il ritiro e lo stoccaggio dei cereali, con due grossi centri di stoccaggio: uno a Sambuceto, con una capacità di oltre 100 mila quintali, ed uno a Bellante, con una capacità di oltre 150 mila quintali. Sempre a Bellante, il consorzio è dotato di un centro per la selezione certificata delle sementi (uno delle più importanti di Italia). Allo scopo di orientare la produzione di cereali su caratteristiche qualitative ben determinate e certificate, il Consorzio propone contratti di coltivazione ai produttori agricoli, con la divulgazione delle migliori tecniche agronomiche e di assistenza tali da consentire loro di migliorare la qualità e, conseguentemente l'aumento della redditività aziendale.

In termini di personale, fatturato e bacino produttivo, il Cada vanta: 20 dipendenti complessivi sulle due strutture, di cui 9 agronomi; 20 agenzie sulle quattro province; un fatturato annuo pari, nel 2010, a 17.500.000 di euro circa; un patrimonio netto di circa 20 milioni di euro; 9.800 clienti/agricoltori che si servono della struttura per effettuare gli acquisti in tutta la regione; dieci centri di distribuzione di carburante agricolo su tutta la regione.

Nell’ottica della specializzazione e della ricerca scientifica, è stata inoltre avviata una stretta collaborazione con la facoltà di agraria dell’Università di Teramo.

C’è anche da evidenziare che in Abruzzo, la fusione dei due consorzi in un’entità regionale unica non ha sminuito in termini di rappresentatività nessuna delle realtà consortili originarie (Chieti-Pescara-L’Aquila e Teramo). Infatti il Consiglio di amministrazione del Cada è formato da 7 componenti: un consigliere per ogni provincia (ad eccezione di Teramo che ne ha due), ai quali si aggiungono il presidente e un consigliere con funzioni tecniche. E’ da rilevare inoltre che Teramo, oltre ad avere due consiglieri, vanta anche la vicepresidenza.

I soci sono circa trecento e sono equamente distribuiti tra le quattro province.

Sono tre le date che scandiscono il percorso che ha portato alla costituzione del Consorzio agrario d’Abruzzo.

Il Cada nasce nominalmente il 22 giugno 2010 con atto del notaio De Cinque. Contestualmente, si avvia l’iter procedurale del progetto di fusione attraverso l’approvazione dello stesso da parte di entrambi i consigli di amministrazione dei consorzi agrari di Teramo e Chieti-Pescara-L’Aquila

Il 30 luglio 2010, alla presenza del notaio Mastroberardino, le due assemblee straordinarie approvano definitivamente il progetto, che viene regolarmente depositato presso le rispettive camere di commercio.

Superati i tempi tecnici, sempre con atto del notaio Mastroberardino, il 22 novembre viene definitivamente concluso l’iter procedurale e sancita ufficialmente la nascita del Consorzio agrario regionale d’Abruzzo. 

Il filo conduttore che in Italia sta portando alla fusione di più realtà consortili è unico: l’esigenza di creare sul territorio entità strutturate e dimensionate in modo tale da poter, nella competizione sempre più globale, fornire prodotti, servizi e assistenza al mondo agricolo al fine di razionalizzare ed economizzare l’attività imprenditoriale sempre più penalizzata da una concorrenza sleale da parte di un contesto mondiale che guarda solo alla speculazione. Servizi e prodotti necessari alle aziende agricole per poter migliorare i propri prodotti e processi produttivi e raggiungere il punto di equilibrio economico necessario alla sussistenza delle stesse.

 24/02/2011 13.55