Opposizione contro Chiodi: «mette a rischio dignità della Regione»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il Consiglio regionale si è riunito ieri in sessione straordinaria a Pescara per discutere sulla situazione della sanità abruzzese.*PARCO COSTA TEATINA, RISOLUZIONE PER EVITARE COMMISSARIO

Nel corso dell'assise è stata approvata la risoluzione presentata dalla maggioranza che impegna il presidente  Chiodi a presentare un piano operativo per l’anno 2011 che porti ad un pareggio di bilancio, con la seguente uscita dal regime commissariale per la sanità abruzzese.

A Chiodi viene inoltre chiesto di presentare in commissione consiliare la rimodulazione e la nuova programmazione dei fondi dell’articolo 20 (legge finanziaria 1988) per gli investimenti nel settore dell’edilizia sanitaria e delle attrezzature tecnologiche.

Nel corso della seduta non è mancato un duro scontro tra esponenti del Pd e il presidente Chiodi.

Per il capogruppo del Pd, Camillo D'Alessandro «il modo di fare di Chiodi mette a rischio la dignità e la credibilità della Regione, del Consiglio regionale e delle commissioni competenti».

D'Alessandro sostiene di non ricordare «nella storia della Repubblica Italiana un presidente che ha chiesto alle procure un anno di non perfetta legalità. Basterebbe dire che le è uscita una frase non felice – ha aggiunto - e saremmo tutti più contenti».

«Lei è stanco – lo ha incalzato il capogruppo -, è stressato, e se non lo è, vuol dire che non è all'altezza. Allora si riposi e lasci riposare gli abruzzesi. Se vuole pretendere di fare l'eroe, deve rispondere per tutto quello che non ha fatto per l'Abruzzo».

Parole simili sono quelle che usa il capogruppo dell'Italia dei Valori, Carlo Costantini, secondo cui «Chiodi ha una responsabilità in particolare: aver squalificato il dibattito ed il confronto, portando al decadimento della credibilità del ceto politico».

Per Costantini Chiodi non può più permettersi di ragionare in un'ottica secondo cui «se domani c'é il sole é merito suo, se piove è colpa dell'opposizione».

Cesare D'Alessandro (Idv) vuole un ritorno alla «legalità democratica di questa Regione, quella che calpestate ogni giorno. Vi chiediamo un sussulto di dignità».

Maurizio Acerbo (Prc) ha parlato di «comportamenti che possono profilare atti rilevanti dal punto di vista penale. La trasparenza - aggiunge - è fondamentale per rendere più forti le scelte».

«Mi ponete un problema serio, quello della dignità del Consiglio regionale», ha replicato il presidente. «La dignità di questo Consiglio l'ha compromessa chi ha fatto commissariare la Regione Abruzzo. E' questo quello che ha compromesso la dignità - ha aggiunto -. Non Gianni Chiodi che svolge le funzioni di commissario ed è costretto a svolgere le funzioni di commissario».

Chiodi nel corso del Consiglio ha affrontato anche la questione dei costi della sanità. «La spesa sanitaria pubblica rappresenta, ma lo sarà ancora di più in futuro, - ha detto Chiodi - una spesa pubblica strategica poichè incide direttamente sulla qualità della vita dei cittadini ma si dovrà confrontare costantemente con la rarefazione delle risorse pubbliche a disposizione. Per questo, la politica, talvolta, è anche chiamata a prendere decisooni drammatiche».

«Rimodulare la spesa pubblica, - ha proseguito il Commissario - cioè ridurla laddove non emergeranno valenze strategiche, appare, quindi, una necessità poichè non si può più assicurare tutto a tutti. Del resto, se vogliamo un sistema sanitario sostenibile, dobbiamo puntare sulla creazione di un sistema di qualità ma a costi sostenibili. Ecco perchè evitare di ricorrere all'indebitamento non è una scelta ragionieristica ma rappresenta l'unico modo per restituire quote di futuro e di speranza ai giovani abruzzesi».

23/02/2011 11.41

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PARCO COSTA TEATINA, RISOLUZIONE PER EVITARE COMMISSARIO

 L'AQUILA. Il Consiglio regionale ha approvato una risoluzione (voto contrario solo di Fli) presentata dal Consigliere Walter Caporale (Verdi) ed emendata dall’Assessore Mauro Febbo (PdL) sul Parco Nazionale della Costa Teatina.

Un emendamento presentato in Senato, e contenuto nel decreto “Milleproroghe”, ha infatti fissato al 30 settembre prossimo il termine per l’istituzione dell’area protetta, pena la nomina di un commissario ad acta che dovrà occuparsi di concludere le procedure.

Per scongiurare il commissariamento, il Consiglio ha deliberato l’istituzione di un tavolo di lavoro, coordinato da Febbo, aperto alla Provincia di Chieti e ai nove Comuni del litorale teatino interessati all’istituzione del Parco, così da definire la perimetrazione dell’area protetta e ultimare l’iter amministrativo.

«E' una giornata storica per l’Abruzzo: finalmente sta per terminare, grazie all’impegno dei Verdi e del Consiglio Regionale, la speculazione, la lottizzazione e la cementificazione della costa abruzzese, giunta ormai a livelli indegni per un paese civile», ha commentato Caporale.

Caporale si è detto «stupito» dai «veementi interventi» contrari di “Futuro e Libertà” conclusosi con il voto contrario di questo partito.

«Sono però orgoglioso di aver contribuito a salvare i 40 km di costa abruzzese dalla distruzione e dall’annientamento.  Ora dobbiamo rimboccarci le maniche e lavorare per l’istituzione definitiva del Parco Nazionale della Costa Teatina entro il 30 settembre onde evitare il commissariamento da parte del Governo nazionale, come prevede l’emendamento nel 1000 proroghe già approvato nei giorni scorsi dal Senato della Repubblica».

Sempre nella seduta di ieri il neo assessore Gianfranco Giuliante ha risposto all’interrogazione relativa al commissariamento del Parco Velino Sirente, a firma del Consigliere del Pd Giovanni D’Amico che ha spiegato che con decreto del Presidente della Giunta regionale è stato prorogato (per la terza volta) il commissariamento, fino alla ricostituzione degli organi dell’Ente.

«Si sta azzerando di fatto», ha commentato D'Amico, «l’unico tentativo, ben riuscito, di gestione ambientale del territorio da parte degli amministratori locali. Gli amministratori della Valle Subequana, infatti, che da subito avevano fortemente contestato l’operazione, tornano a chiedere il ripristino della normalità democratica con la revoca del commissario e la ricostituzione degli organi dell’Ente, avendo approvato le modifiche proposte dal Commissario, rispettando i tempi tecnici necessari e, dunque, essendo stati attuati i compiti commissariali, non vi è più alcuna ragione a giustificazione del commissariamento».

23/02/2011 12.09