Software libero, Gatti gestisce i soldi di Castiglione. I dubbi dell'Idv

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Italia dei Valori contro l'assessore Gatti. Due le 'colpe' dell'esponente della giunta, secondo il partito d'opposizione: la cifra da impiegare (1mln di euro) e l'aver 'scippato' i fondi del collega Alfredo Castiglione.

L’assessore regionale Paolo Gatti ha appena presentato, un anno dopo Carlo Costantini, un progetto di legge per favorire il pluralismo informatico, con garanzia di accesso e libertà di scelta agli utenti.

Si vuole quindi adottare e diffondere il software libero (che porterebbe ad un notevole risparmio l'ente regionale) e i documenti informati nella pubblica amministrazione.

«Suppergiù è un progetto di legge identico a quello dell’Italia dei Valori», dicono dall'opposizione, «e fin qui nulla da eccepire. Entrambi i progetti mirano allo stesso risultato che oltre a promuovere il pluralismo informatico, si pongono l’obiettivo della riduzione dei costi sostenuti per l’acquisizione delle licenze dei pacchetti applicativi. Il bello sta, invece, nella norma finanziaria del progetto di legge sottoscritto da Gatti, che prevede l’impegno di un milione di euro».

«Il 28 dicembre 2009», ricorda oggi Paolo Mingroni, presidente Associazione Informatici Professionisti Abruzzo ed estensore del provvedimento, «venne approvato l’emendamento alla Finanziaria 2010, presentato dall’Italia dei valori con la firma del consigliere Ricciuti e il parere positivo del presidente Gianni Chiodi,  che prevedeva l’adozione del software libero da parte della Regione Abruzzo».

Nei primi mesi del 2009 Carlo Costantini presentò un progetto di legge basato sullo stesso impianto dell’emendamento. «In pratica», continua Mingroni, «viene prevista l'introduzione progressiva del software libero, sulla base di un processo di adeguamento della Regione e degli enti da essa dipendenti o controllati, da ultimare entro il 31 dicembre 2012. Dalla prima metà del 2010 tale progetto si trova all’esame della I commissione».

L’utilizzo del software libero nella pubblica amministrazione, ricorda il presidente, in Italia, parte con  il DDL 1188 del 24 luglio 2003, voluto dall’allora ministro Stanca, che prevedeva  a livello normativo la possibilità di adottare nelle Pubbliche Amministrazioni il software open source. Per garantire sufficientemente i diritti degli utenti e il principio dell'efficienza della Pubblica Amministrazione, soprattutto per quanto riguarda l'uso di formati aperti.

In molte amministrazioni regionali è stata “normata” l’adozione del software Open Source, (es: Emilia Romagna, Lombardia, Umbria).

Per l'Ente Regione passare al software libero produrrebbe prima di tutto un risparmio economico consistente. Basti pensare che nella sola provincia di  Bolzano, all’adozione del software libero ha permesso un risparmio di circa  500.000 euro/anno che sono stati reinvestiti nel miglioramento delle infrastrutture e nella manutenzione.

In Italia hanno già fatto il cambio i Comuni di Firenze, Lodi, Roma, la Provincia di Bolzano. Nel resto del mondo il governo del Brasile, il Comune di Monaco di Baviera, il parlamento francese e la gendarmeria, il governo russo e quello svizzero. il Ministero delle Finanze finlandese ha stimato che il risparmio per il passaggio all'open source sarebbe di circa 20 milioni di euro all'anno.

Secondo il presidente di Free Software Foundation Europe, Karsten Gerloff, «Il software libero è, per sua natura, adatto alla Pubblica Amministrazione per una serie di motivi. Le PA sono pagate con i soldi dei contribuenti e dovrebbero utilizzare questi soldi per sostenere l'economia locale. Dovrebbero pagare fornitori locali o nazionali per servizi di SL, anzichè acquistare licenze da compagnie oltre oceano. 

I DUBBI DELL'IDV

Ma Cesare D'Alessandro, vicecapogruppo IdV alla Regione Abruzzo, se la prende con l'assessore Gatti: «l'assessore, non pago della distrazione dei fondi operata a danno degli studenti universitari dell’Aquila, è stato più furbo dei famosi personaggi collodiani, il gatto e la volpe: ma più che da gatto, il nostro si è comportato da volpe. Il milione di euro è stato sottratto alla legittima competenza dell’assessore e vice Presidente Alfredo Castiglione, per poi essere trasferito sul capitolo del Fondo sociale che, come noto, è gestito dal ‘volpino’ Gatti.
Al di là della ‘furbata’, come pensa Gatti di gestire un impegno di spesa abbastanza notevole e con quale trasparenza, visto che il suo assessorato non dispone di personale competente nella gestione di pacchetti applicativi informatici? Il milione di euro andrebbe a finire in un calderone indistinto come il Fondo sociale, che deve peraltro assicurare ben altri importantissimi servizi».

Per D'Alessandro, quindi, se da un lato sarà opportuno approvare nel breve periodo la proposta di legge Costantini-Gatti, bisognerà però restituire alla struttura competente – che è il Settore informatico – la gestione del pubblico denaro impegnato.
«Forse sarà anche il caso - conclude il Consigliere dell’IdV - che l’assessore Castiglione, che chissà se è al corrente dell’intervento del suo collega assessore, prenda la bacchetta e la dia sulle mani a Gatti, il quale ama così tanto la marmellata da metter le mani anche in quella degli altri».

21/02/2011 15.19