Cotir in rosso, polemiche sulla gestione

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Botta e risposta al vetriolo sulla gestione del Cotir, il centro di ricerca di Vasto che si occupa, tra l’altro, degli studi di settore su irrigazione, gestione delle colture, agroalimentare, ambiente e colture energetiche.

Un’interrogazione consiliare di Franco Caramanico all’assessore regionale all’Agricoltura Mauro Febbo sui finanziamenti regionali per i centri di ricerca, infatti, ha scatenato un’accesa polemica tra quest’ultimo e l’ex presidente Luciano Cilli sulla gestione dell’ente.

Per Febbo, infatti, le difficoltà che vive l’ente – oggetto già di un precedente attacco da parte del consigliere dell’Udc Menna- sono dovute alla cattiva gestione della precedente amministrazione, che faceva capo appunto a Cilli.

Febbo condivide le preoccupazioni relative al Cotir e, più in generale, ai tagli ai fondi necessari per sostenere i centri di ricerca, quasi azzerati, ma puntualizza anche responsabilità e ‘colpe’.

«Il consigliere del Pd - rimarca Mauro Febbo riferendosi a Caramanico - dovrebbe sapere che il Cotir è stato gestito per ben cinque anni e, fino ad appena quattro mesi fa, da un consiglio di amministrazione presieduto da Cilli (quota Pd) nominato da lui stesso, da Del Turco e dal suo partito di riferimento che ha lasciato in eredità un bilancio disastroso con circa un milione di euro di debiti solo nel 2010, dopo i 600 mila euro già erogati (per un totale di un milione e 600 mila euro)».

Ma non solo. Ripercorrendo la gestione presieduta da Cilli, Febbo sottolinea che la Regione Abruzzo, per ripianare i debiti di quel consiglio di amministrazione, ha erogato finanziamenti pari a un milione e 600 mila euro per il 2009, un milione e 480 mila euro nel 2008 e un milione 300 mila euro per il 2007.

«Per non parlare poi del personale a contratto determinato – aggiunge l’assessore all’Agricolura - che, come per magia, è stato definitivamente stabilizzato con un aggravio ulteriore sul bilancio, nonostante il parere contrario della Giunta Regionale e attualmente al vaglio della Corte dei Conti.  Il centro di Ricerca è stato utilizzato allegramente per farne una gestione da stipendificio – polemizza l’esponente dell’esecutivo regionale - senza produrre innovazione e risultati di rilievo importanti per il territorio e questo nonostante nella struttura lavori personale di esperienza, tra cui ricercatori con eccellenti curricula che non vengono utilizzati al meglio delle loro potenzialità».

Comunque, Febbo rassicura Caramanico sul fatto che, nonostante avesse ereditato un bilancio regionale di ben 4 miliardi di euro di debiti, la sua Direzione Agricoltura ha cambiato metodo e indirizzo di spesa per ottenere risultati concreti ed efficaci.  

«L'assessorato all'Agricoltura, infatti – conclude Febbo - sta lavorando costantemente e si sta adoperando alla problematica del Cotir anche attraverso l'individuazione di proposte alternative di finanziamento allo scopo di garantire, nell'immediato un percorso di risanamento, la stabilità ed il rilancio del Cotir e degli altri centri di ricerca regionali».

 CILLI: «L’ASSESSORE FEBBO NON SA, NON STUDIA E NON S’INFORMA»

 «L’assessore Febbo non sa, non studia e non s’informa!». Non si è fatta attendere la risposta dell’ex presidente Luciano Cilli alle dichiarazioni di Mauro Febbo. Rispetto ai presunti debiti lasciati dalla presidenza Cilli e di assunzioni che non avrebbero potuto essere fatte, infatti, l’ex presidente precisa la sua posizione.

«I fatti stanno diversamente – spiega - Anzitutto ogni anno il Cotir presieduto da Cilli ha chiesto ed ottenuto dalla Regione l’approvazione dei CRR (piano di finanziamento per le attività istituzionali). E questo tanto nei tre anni in cui la Regione è stata amministrata dal centrosinistra e tanto negli ultimi due, nei quali il governo regionale è espressione del centrodestra. L’unica differenza – aggiunge Cilli - è che negli ultimi due anni, nonostante l’approvazione dei piani CRR, i finanziamenti non sono stati trasferiti dalla Regione all’Arsa e quindi da questa al Cotir».

Pertanto la pesante situazione finanziaria e il mancato pagamento degli stipendi dipenderebbero dal fatto che non vengono trasferiti i finanziamenti regionali da parte dell’assessorato diretto proprio da Febbo.

«Tutto questo si evince dai bilanci – spiega ancora Cilli - che evidentemente egli (Febbo, ndr) non vuole leggere. Se li leggesse (e se studiasse con serietà gli atti) l’assessore si accorgerebbe che le sue affermazioni non sono veritiere», aggiunge Luciano Cilli, annunciando al proposito che si riserva di sporgere querela.

L’ex presidente del Cotir smentisce Febbo anche in merito alle affermazioni relative a presunte assunzioni fatte senza copertura finanziaria.

Secondo quanto riporta lo stesso Cilli, infatti, all’atto della sua nomina lavoravano al Cotir ottanta dipendenti di cui ventisei a tempo indeterminato. Durante la sua presidenza i dipendenti sarebbero stati portati a trenta, tutti stabilizzati e senza più precari, nel rispetto della dignità dei lavoratori e con un bilancio che è passato da due milioni e mezzo di euro a meno di un milione e mezzo annui.

 «Infine – conclude Cilli - va detto che tutti i bilanci presentati sono stati regolarmente approvati, cosa che anche Febbo riuscirebbe a comprendere se leggesse i documenti prima di fare affermazioni fuori luogo. Ma è evidente che l’assessore all’agricoltura non studia come dovrebbe. Se poi davanti ad una telecamera Febbo accettasse di confrontarsi, il sottoscritto, con dati e carte alla mano, gli dimostrerebbe che coi mancati trasferimenti di fondi ai centri di ricerca regionali non c’entra nulla la presidenza Cilli, che al Cotir è stata corretta e parsimoniosa».

 21/02/2011 13.31