Regione, retribuzione di anzianità: la legge da abrogare per non rischiare il dissesto finanziario

Alessandro Biancardi

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Regione, retribuzione di anzianità: la legge da abrogare per non rischiare il dissesto finanziario
ABRUZZO. L'assessore Carpineta ha confermato la volontà di approvare in Giunta un progetto di legge che preveda l'abrogazione della Ria, la a retribuzione individuale di anzianità ripristinata sotto la giunta Del Turco.

Era il 2005 e venne ripescato un istituto ormai superato da altri sistemi di retribuzione (come il merito o la produttività). La stessa dirigente che si occupò della scrittura del testo ha presentato poi il ricorso contro la Regione per avere il pagamento della Ria, un ricorso che è tuttora pendente presso il Tribunale de L’Aquila. Questa leggina fu approvata dal Consiglio Regionale in modo repentino e silenzioso. Sempre in Consiglio regionale è sorto più recentemente il problema della sua abrogazione ma la politica traccheggia per lasciare le cose come stanno e magari agevolare i dirigenti che hanno ancora le cause pendenti. Ma questa abrogazione bisognerà farla in breve tempo se si vogliono salvaguardare invece le casse regionali. Negli ultimi tempi aumentano sempre di più, infatti, i ricorsi al tribunale del lavoro per ottenere le differenze retributive della Ria e il recente arrivo di un dirigente che gode di questa indennità (circa mille euro al mese) ha scatenato gli 'appetiti' dei colleghi che non vogliono essere discriminati.

Chi è già arrivato ad una sentenza ha ottenuto anche 50mila euro e si stima che la Regione abbia già dovuto versare 500 mila euro per tutte le cause chiuse. Un bel gruzzolo che potrebbe crescere a dismisura: se dirigenti (ce ne sono 50) e personale dipendente (800) prendessero la stessa strada potrebbe essere un bel problema per l'amministrazione regionale che sicuramente si troverebbero sprovvista di copertura finanziaria.

«Il soddisfacimento di tutte le richieste provenienti dal personale determinerebbe il dissesto finanziario della Regione», dicono alcune fonti interne alla Regione interpellate da PrimaDaNoi.it.

In questi giorni il problema è esploso proprio perchè anche alcuni dipendenti regionali (non dirigenti) stanno iniziando le loro azioni legali per avere il pagamento. Dagli Uffici della Presidenza della Giunta è stato conferito un incarico ad un professionista esterno per sapere se è possibile l’abrogazione della legge. Il professionista ha risposto di sì facendo salvi soltanto gli effetti dei giudicati e la strada dell'abrogazione sembra sempre più vicina. In passato una proposta di legge sulla materia era già approdata in Consiglio ma non è riuscita a passare.

Intanto la Regione in sede giudiziaria ha sollevato la questione di costituzionalità sulla legge Ria e quindi un intervento abrogativo sarebbe più che ragionevole ed adeguato. Questa manovra salvaguarderebbe il denaro pubblico che, nel frattempo, i dirigenti regionali stanno incassando e se l'assessore Carpineta assicura che la strada da percorrere sembra ormai scritta i sindacati premono in tutt'altra direzione.

«Condivido le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali tese a tutelare le aspettative dei dipendenti regionali - ha dichiarato l'assessore - ma al tempo stesso ribadisco la priorità di tutelare l'interesse di tutta la Regione, evitando un imprevisto e pesante aggravio di spese». Ieri è stata decisa l'attivazione di un tavolo di lavoro per riorganizzare l'intera macchina amministrativa della Regione.

«L'obiettivo - ha sottolineato ancora l'assessore alle Risorse umane - è, ovviamente, quello di ottimizzare la macchina burocratica soprattutto perchè questa riorganizzazione comportera' certamente un notevole risparmio di spesa. Le somme cosi' ottenute verranno in gran parte destinate allo stesso personale regionale sia attraverso l'incentivazione dei percorsi di meritocrazia sia per sostenere una formazione continua di elevato livello» 

Alessandra Lotti  19/02/2011 11.35