Riabilitazione: mistero sulla cura Baraldi. Salvi i tetti di spesa ed i posti di lavoro?

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3171

ABRUZZO. Il sub commissario Giovanna Baraldi diserta la Commissione regionale di vigilanza e questa assenza scatena le proteste del Pd.*CISL:«SULLA RIABILITAZIONE SERVE PIÙ CONFRONTO, NON COME PER LA CHIUSURA DEGLI OSPEDALI»*CONTROLLI A TAPPETO SU TRASPORTI SANITARI, CHIODI: «GRAVI CRITICITÀ, SERVE LINEA DURA»

Addirittura i consiglieri Giovanni D’Amico, Giuseppe Di Pangrazio e Franco Carmanico hanno chiesto al Difensore civico di controllare se sono regolari «le procedure istituzionali tra la struttura commissariale e le istituzioni regionali ed imporne il rispetto».

 Sullo sfondo il richiamo alla sentenza della Corte costituzionale che ha stabilito un principio fondamentale: i poteri dei commissari non «sono sovraordinati a quelli del Consiglio regionale». Detto in altre parole, per cambiare quello che hanno stabilito le leggi regionali serve un’altra legge, non sono sufficienti i provvedimenti commissariali. In particolare il Pd chiede al Difensore Civico di fare in modo che l’ufficio commissariale Chiodi&Baraldi «fornisca obbligatoriamente alle Commissioni consiliari la documentazione richiesta, che ad oggi continua a rimanere indisponibile, nonostante le continue e regolari richieste. Se ciò non avverrà, - concludono i consiglieri - saremo costretti a rivolgerci alla magistratura competente». «L’assenza di corretti rapporti istituzionali tra le strutture commissariali e le istituzioni regionali – dichiara Giovani D’Amico - determina una preoccupante mancanza di chiarezza ed un drammatico processo di destabilizzazione dell’istituzione Regione e di conseguente discredito di fronte al Governo centrale».

RIABILITAZIONE, SALVI I TETTI DI SPESA. DISTRETTI PIÙ PICCOLI A RISCHIO CHIUSURA

Si consuma, dunque, un altro strappo nei rapporti molto tesi tra i consiglieri regionali di opposizione (la maggioranza tace) e la struttura commissariale della sanità. Motivo del contendere: la segretezza con cui si sta procedendo alla realizzazione della seconda parte del programma di rivisitazione della spesa sanitaria, come previsto dal Piano operativo. La prima parte, come noto, è stata quella della chiusura dei piccoli ospedali e dei tagli ai posti letto ed ai primari. E’ ripartita cioè una specie di caccia al tesoro, dove il sub commissario che decide nasconde le carte perché evidentemente non si fida di nessuno e chi è stato eletto, cioè i consiglieri, conosce solo dalle indiscrezioni cosa sta avvenendo. In questo caso si parla della sforbiciata alla Riabilitazione (ma i tetti di spesa 2011 e 2012 restano invariati e così sono salvi i posti di lavoro) e del ridimensionamento dei Distretti, con i più piccoli destinati ad essere cancellati. In realtà il quadro che emerge in questi giorni è che il sub commissario è molto impegnata su questo fronte ed è anche molto sola. Nei giorni scorsi ha visitato la Piccola Opera Caritas, il don Orione, il Paolo VI, ieri il San Francesco di Vasto. Insomma si muove personalmente, sembra animata dal desiderio di cambiare volto a questo tipo di assistenza, ma sembra interpretare le critiche come un fatto personale. Invece nessuno contesta la sua attività di tecnico: le critiche di questi mesi sono rivolte alle scelte politiche che applicano le sue conclusioni senza tener conto della realtà del territorio. A chi la segue sembra chiaro che la sua intenzione non è quella di sfasciare il sistema, ma di rimodulare – in questo caso la riabilitazione - secondo gli standard nazionali. Ma se sta preparando una “rivoluzione” come quella degli ospedali, forse sarebbe il caso di coinvolgere di più l’opinione pubblica, i mezzi di informazione, le istituzioni locali e i sindacati. Un aspetto che spiega la distanza tra la partecipazione - come viene intesa e vissuta in Abruzzo – e il coinvolgimento della società,  come la intende la Baraldi, è il suo progetto di far nascere una Fondazione, con dentro banche, enti pubblici e imprenditori, che dovrebbe intervenire a pagare le rette di quegli anziani che non riescono a far fronte alla “compartecipazione” alla spesa. Non tutti hanno compreso infatti che il nuovo sistema della Riabilitazione, con la divisione netta e più stringente tra casi sanitari e casi sociali, prevede il ticket per gli anziani ospitati nelle Case di riposo. Forse sarebbe il caso di parlarne.

Di certo si avverte nell’aria una certa tensione anche per le notizie e le informazioni che PrimaDaNoi.it sta anticipando in questi giorni e c’è forse chi non gradisce o tenta di sminuire o screditare in qualche modo la portata dei fatti che dimostrano la gestione della sanità.

E capita anche che dopo gli articoli alcune situazioni in stallo si siano smosse così come è capitato ieri. C’era chi da mesi cercava di sollecitare un incontro con la Baraldi inviando diversi fax caduti nel vuoto. E’ bastato pubblicare alcuni dettagli sull’argomento e si è materializzato il subcommissario.

Coincidenze fortuite  

Sebastiano Calella  18/02/2011 11.02

 CHIODI BARALDI:«NESSUN TAGLIO A DISABILI E ANZIANI»

 Arriva oggi una precisazione ad un articolo di qualche giorno fa del commissario Chiodi e del sub commissario Baraldi.

 «Riguardo a ipotetici tagli dell'assistenza riabilitativa e residenziale a disabili, anziani e pazienti psichiatrici», dicono, «informiamo tutte le famiglie che hanno pazienti in trattamento nelle strutture pubbliche e private della Regione che il Piano di riordino non prevede alcun taglio in questo settore. Non solo - sostengono - l'analisi dei fabbisogni della popolazione ha permesso di valutare puntualmente le esigenze attuali, di individuare patologie che finora non hanno trovato risposte adeguate come Alzheimer, autismo, tossicodipendenze, demenza, e altre, che prevedono la riorganizzazione delle attuali strutture ma anche l'immediata attivazione di nuove. Il Piano permette  di superare le enormi criticità esistenti in termini di disomogeneità di distribuzione delle strutture nel territorio regionale  o, addirittura la totale assenza di servizi in molte aree dell'interno, ma anche l'incertezza normativa e contrattuale. Nel garantire - concludono -  le famiglie e gli operatori delle strutture che il Piano, necessario e indispensabile, ha l'obiettivo di riorganizzare e riqualificare i servizi offerti mantenendo costanti le risorse a disposizione. Le affermazioni fatte sono tanto più gravi in quanto toccano un settore particolarmente sensibile e delicato e sul quale la responsabilità è di informare con correttezza e puntualità».

18/02/2011 14.37

[pagebreak]

 CISL:«SULLA RIABILITAZIONE SERVE PIÙ CONFRONTO, NON COME PER LA CHIUSURA DEGLI OSPEDALI»

La Cisl non ci sta al gioco delle indiscrezioni sui prossimi provvedimenti per la Riabilitazione e con Davide Farina, responsabile del settore sanità privata, puntualizza i punti dolenti della vertenza.

«Saranno pure voci – commenta Farina – ma la loro verosimile autenticità è confermata dalla stessa Baraldi che in diverse occasioni non ha mai negato l’eccessiva offerta sanitaria del settore. Purtroppo l’approccio autoreferenziale ed autoritario impresso alle decisioni commissariali ha negato l’applicazione della regola fondamentale di ogni democrazia civile, vale a dire il confronto».

 Da questa “incomunicabilità”, secondo la Cisl, è scaturito che «decise le riconversioni degli ospedali (sacrosante, a scanso di equivoci), non ci si è preoccupati di andare a spiegarle sul territorio e a presentare modelli alternativi all’ospedale per garantire comunque assistenza sanitaria al cittadino. Risultato: ricorsi al Tar e Consiglio di Stato che hanno bloccato le riconversioni. La stessa cosa è avvenuta con i tagli alle cliniche private, imposti e non discussi in base a dati ed elementi statistici sui ricoveri che la Regione a tutt’ora nega. Incomprensibili sono stati i tagli alla mobilità attiva, che portavano soldi alle casse regionali, e l’aumento di quella passiva, il che significa aumento della spesa a carico dell’Abruzzo. E’ successo anche ai centri di riabilitazione: la sforbiciata di budget di circa 40 milioni ha provocato una forte protesta delle famiglie e dei lavoratori. E così la Regione ha dovuto riconoscere che quel taglio fatto a tavolino non poteva tradursi in termini pratici, perché le prestazioni di questi centri sono reali, appropriate ed erogate a disabili in carne ed ossa». Insomma, dice Farina, se si vuole la pace sociale come invoca il Commissario Chiodi, basta applicare le leggi che ci sono, coinvolgendo sindacati e lavoratori. La Cisl è d’accordo per l’adeguamento delle strutture e per il controllo degli accreditamenti, ma a pagare non debbono essere gli utenti, le famiglie ed i lavoratori stessi, ai quali spesso gli stipendi arrivano in ritardo.

«Lo abbiamo denunciato, più volte, ma la Regione non ci ascolta – denuncia Farina - Non si rinnovano gli adeguamenti contrattuali alle scadenze previste, non si rispettano gli standard di personale stabiliti per legge, a volte mancano le professionalità adeguate, si sottopone il personale a carichi eccessivi di lavoro, con situazioni estreme come lasciare un solo operatore in turno a copertura di 20/30 posti letto occupati. Ma tutto ciò anche alla Regione poco importa. E allora ben venga l’applicazione puntuale della legge 32, una legge che se applicata correttamente darebbe dignità e civiltà al nostro sistema sanitario. Ma anche qui attenti alle sperequazioni. I requisiti richiesti vanno adottati da tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private senza distinzione di sorta. Solo questa è la pace sociale: la riforma della sanità sarà benedetta, perché non sarà contro gli abruzzesi».

18/02/2011 11.02

[pagebreak]

CONTROLLI A TAPPETO SU TRASPORTI SANITARI, CHIODI: «GRAVI CRITICITÀ, SERVE LINEA DURA»

ABRUZZO. «Servono norme e regole certe per il trasporto sanitario al fine di garantire la tutela della salute e la sicurezza dei cittadini».

Lo ha detto il presidente della Regione, Gianni Chiodi dopo aver scoperto che questo settore mostra g»ravi criticità» che riguardano, in particolare, le modalità di remunerazione degli enti convenzionati.

Sono state accertate, infatti, «differenze significative» nella remunerazione tra le Asl e disomogeneità nella tipologia dei servizi e nel numero delle convenzioni attivate

L'Ufficio Commissariale ha effettuato un'accurata analisi sulle convenzioni per il trasporto sanitario nella Regione Abruzzo come richiesto dai Ministeri e come previsto dal Programma Operativo 2010.

Le criticità riguardano sia i servizi di emergenza legati al 118, sia il trasporto programmato, ad esempio per pazienti in dialisi, oncologici, ect..

«A questo punto - ha aggiunto il presidente - dobbiamo ricorrere a una linea dura se vogliamo garantire il funzionamento e un grado di efficienza del servizio per arrivare a un livello di assistenza alla popolazione adeguato. Solo dopo un'attenta valutazione dei dati riferiti alle attività e al fabbisogno, quindi, potrà essere stabilito un rimborso massimo per le diverse tipologie di servizi. Ciò consentirà alle Aziende Sanitarie di provvedere tempestivamente alla stipula delle convenzioni».

Occorre, dunque, fare chiarezza e assicurarsi che gli enti convenzionati dimostrino attività, attrezzature e personale adeguato ai rimborsi previsti.

«Abbiamo scoperto - ha proseguito Chiodi - che esiste una copertura del territorio non uniforme con il rischio di avere una zona molto servita ed una poco servita per motivi inspiegabili e, non ultimo, disomogeneità nelle modalità di convenzionamento che non rispondono alle norme condivise a livello nazionale».

Dagli accertamenti effettuati risulta che fino ad oggi sono mancati i protocolli operativi che rendono coerente l'attività svolta rispetto ai fabbisogni e alle necessità della popolazione.

Una forte criticità è rappresentata anche dal fatto che non vi è stata chiarezza nella definizione degli standard delle dotazioni di bordo dei mezzi di soccorso, della dotazione del personale degli enti convenzionati in relazione alla tipologia del trasporto prestato, alla formazione svolta e alla competenza dimostrata per rendere più qualificato questo settore.

Infine, l'analisi ha mostrato una grave carenza di flussi informativi e quindi l'impossibilità di rendicontare l'attività e le spese effettivamente sostenute con il risultato di non consentire alle Aziende Sanitarie una programmazione ed un controllo efficace ed efficiente.  

18/02/2011 11.02