Impianti fotovoltaici al posto dei vigneti: «serve una legge che regoli il settore»

Alessandro Biancardi

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Impianti fotovoltaici al posto dei vigneti: «serve una legge che regoli il settore»
ABRUZZO. Ok agli impianti fotovoltaici a terra, a patto però che non cancellino ettari ed ettari di colture di pregio.

Il consigliere regionale del Pd, Claudio Ruffini, torna sulla questione e sollecita un adeguamento normativo in Abruzzo rispetto al proliferare di pannelli fotovoltaici nelle nostre campagne.

Il consigliere regionale già in passato, a seguito dell'allarme lanciato dall'associazione Città del Vino, chiese di aprire un tavolo con le associazioni del mondo agricolo, auspicando anche un confronto ad hoc in  III commissione consiliare.

Adesso torna a far sentire la sua voce sottolineando di non essere contrario al fotovoltaico, ma di ritenere che sia necessaria una seria pianificazione per le installazioni.

Secondo il consigliere del Pd, infatti, la normativa attuale e le linee guida sul fotovoltaico - di recente integrate dalle Regione - non sarebbero sufficienti a garantire un'adeguata protezione del territorio ed il rischio che si corre è che molti agricoltori smettano di lavorare la terra e dismettano le colture di pregio tipiche della nostra Regione.

«Altro che colline verdi – stigmatizza Ruffini - tra poco i nostri panorami saranno grigi come la cenere».
Su questo argomento Ruffini ha anche presentato, insieme ad altri colleghi, un emendamento al disegno di legge sulle “Norme dell'attività edilizia”, attualmente fermo alla discussione in Commissione.
All'articolo 32 del disegno di legge, infatti, Ruffini ha fatto inserire due norme.
Il comma 3, che recita: “E' fatto divieto di destinare ad uso diverso da quello agricolo i terreni sui quali siano in atto produzioni ad alta intensità quali, tra l'altro, quella orticola, frutticola, fioricola, olivicola, 
viticola”.
Il comma 5, che recita: «I Comuni, nella formazione degli strumenti di pianificazione e nella loro revisione, individuano le parti del territorio al di fuori dei centri edificati che per le loro caratteristiche colturali in atto o per il loro valore ambientale o per i caratteri identitari, sono meritevoli di tutela».
Sì al fotovoltaico, dunque, ma con limiti e condizioni che rispettino l’agricoltura e le colture tipiche del territorio.

Una presa di posizione simile, d’altra parte, l’aveva assunta anche la Coldiretti, che aveva avallato l’insediamento di impianti fotovoltaici di medio-piccole dimensioni connessi alle attività agricole, a patto però che le istituzioni adottassero le giuste misure normative.

E’ proprio la carenza di un impianto normativo, infatti, che potrebbe far venir meno gli indubbi vantaggi degli impianti fotovoltaici. Impianti che, d’altra parte, stanno sorgendo a migliaia nella nostra regione.

Nel 2010, per esempio, sono stati oltre 1.600 i nuovi impianti di privati, enti o pubbliche amministrazione che Enel ha allacciato alla rete elettrica sul territorio regionaleNumeri che nel corso del 2011 stanno crescendo ulteriormente e che rischiano di creare un vero e proprio far west senza un’adeguata normativa di riferimento.

Da qui le proposte di Ruffini, con i due emendamenti al disegno di legge che dovrà essere approvato dal Consiglio regionale.

 «Con questi due emendamenti - conclude Ruffini  - certamente riusciremo a tutelare gran parte del territorio regionale in maniera più completa delle linee guida regionali. Dopo la loro approvazione resterà compito dei Comuni, come previsto nel comma 5, rivedere i Prg in modo tale da prevedere quali sono i territori meritevoli di tutela».

 

d.d.c. 14/02/2011 9.48