Spoil System, danno da 500mila euro. Denunciati assessori giunte Pace e Del Turco

Alessandro Biancardi

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Spoil System, danno da 500mila euro. Denunciati assessori giunte Pace e Del Turco
L'AQUILA. Una indagine durata appena 4 mesi, il tempo di recuperare le carte tra i vari uffici regionali dislocati nelle varie province, studiarle e analizzarle.

Poi i finanzieri del nucleo di Polizia Tributaria, coordinati dal colonnello Leonardo Matera, hanno inviato i documenti alla Corte dei Conti.

'Protagonisti', loro malgrado di questa vicenda «tutti gli assessori della Giunta Pace e Del Turco», conferma il colonnello Matera a PrimaDaNoi.it, ovvero quanti hanno firmato e acconsentito al classico 'spoil system' che ritorna in auge ogni volta che un nuovo governo regionale prende possesso dei posti di comando. Sette i casi incriminati.   

 Così i componenti delle giunte regionali che hanno preceduto l'arrivo di Chiodi, sono ritenuti responsabili di un danno erariale di quasi mezzo milione di euro causato con le loro decisioni.

I fatti sarebbero collocabili tutti nel periodo 2000-2005 e si riferiscono ad una serie di revoche di incarichi dirigenziali della Regione Abruzzo.

Perchè il meccanismo che ormai appare rodato, ma a quanto pare la giustizia amministrativa e contabile potrebbe cambiare il corso delle cose, è sempre lo stesso: quando arriva un nuovo presidente di Regione alcune poltrone cominciano a traballare. Uomini di fiducia vengono messi nei settori chiave e la lista di dimissionamenti o demansionamenti tutta d'un colpo può lievitare. In questo turbinoso valzer si aggiungono poi i ricorsi al tar per gli annullamenti delle decisioni, le eventuali soccombenze della Regione e le spese legali sostenute.

In questa indagine sono stati presi in esame ben sette casi del genere, casi che già hanno avuto un primo riscontro davanti al Tribunale amministrativo o in sede civile. I giudici hanno già giudicato tali manovre «illegittime».

La Regione, così, risultata soccombente nelle cause intentate, ed è stata condannata al risarcimento dei danni nei confronti dei funzionari rimossi ed al pagamento delle spese giudiziali, corrispondendo complessivamente, negli anni dal 2003 al 2008, 482.000 euro.

Quattro mesi, invece, è durata la nuova fase investigativa operata dagli uomi diretti da Matera che avrebbero portato a galla l'inerzia da parte della Regione nel rivalersi nei confronti dei soggetti che, a vario titolo, sono risultati autori dell'illegittimo "spoil system" determinando, in tal modo, effetti negativi sul bilancio regionale e - quindi - in ultima istanza, sui cittadini abruzzesi.

Le carte sono state quindi spedite dai finanzieri alla Corte dei Conti che dovrà valutare il da farsi e probabilmente richiederà il rinvio a giudizio in tal caso si aprirà ilprocedimento giudiziario che prevede il contraddittorio e la presentazione di memorie difensive.

In caso di condanna saranno i vari responsabili a dover versare la somma in parti uguali e disuguali, a seconda delle responsabilità che attribuirà il giudice.

Una indagine giunta a sorpresa e inaspettata che riporta a galla le polemiche ormai archiviate su certe imposizioni della politica. Rimane ora da capire se l’indagine sarà allargata ad altri casi (perché sette sono di sicuro un numero esiguo rispetto alle decine di  sostituzioni attuate) e se per caso non si procederà anche  a scandagliare decisioni più recenti.  

SCENARI POSSIBILI, TRA PASSATO E FUTURO

Tra i contenziosi più noti finiti male per la Regione (ma bene per il lavoratore) c'è sicuramente la rimozione dall'incarico di direttore della Struttura speciale di supporto stampa della Giunta regionale d'Abruzzo, avvenuta per volontà del governo Del Turco 6 mesi dopo il suo insediamento, e ritenuta illegittima.

Ma nel 2005 venne accolto anche il ricorso presentato dall'allora direttore generale dell'Asl di L'Aquila, Mario Mazzocco. Anche in quel caso oltre ad accogliere le argomentazioni del manager nominato dal centro destra, il tribunale amministrativo ha condannato la Regione al pagamento delle spese legali.

Altre cause simili per quanto riguardano manager dell'azienda sanitaria si ricordano anche in periodi più recenti.

In quel caso l'amministrazione pubblica venne condannato nel 2008 al pagamento in favore dell'ex direttore di 39.100 euro, oltre gli interessi legali e al pagamento delle spese processuali.

Già nel 2006, però, la Corte Costituzionale definì «legittima» la legge abruzzese sullo spoil system riconoscendo le nomine di indirizzo politico regionale «per rendere immediatamente operativa la nuova disciplina» e «per evitare che le nomine effettuate nella precedente legislatura, specie nella sua fase finale, pregiudichino il buon andamento dell'amministrazione».

Sempre nel 2006 il Tar si pronunciò contro ricorsi di sospensiva e l'ex presidente Del Turco pensava di aver chiuso definitivamente la partita.

Ma lo spoil system alla Regione non è stata una abitudine esclusiva di Pace o di Del Turco. Già dal suo insediamento il presidente Chiodi ha parlato di turn over «guardando anche al merito e non solo alla contiguità politica. Impegnamoci a valorizzare i dipendenti regionali sulla base di criteri di merito», disse.

Pare che il metodo attuale sia stato effettivamente meno violento e che il presidente Chiodi abbia in alcuni casi temporeggiato per evitare i ricorsi del passato, sebbene ce ne siano comunque stati.

Come quelli dell'ex manager della Asl Lanciano-Vasto, Michele Caporossi.

Sembravano storie chiuse del passato. Pare non sia così.

a.l. 12/02/2011 13.53