Il Governo boccia ancora leggi regionali. Carpineta sul personale fa il bis

Alessandro Biancardi

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Il Governo boccia ancora leggi regionali. Carpineta sul personale fa il bis
ABRUZZO. Sta diventando un’abitudine e non che sia una cosa che possa far piacere. Si tratta infatti di una bocciatura sonora con l’aggravante della “recidiva”.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per i Rapporti con le Regioni e per la Coesione territoriale, Raffaele Fitto, ha impugnato una serie di leggi regionali che sarebbero viziate da alcuni vulnus. La prima della lista è la legge della Regione Abruzzo n. 51/2010.

La norma è «censurabile in relazione al comma 2 dell'art. 6 che dispone un generalizzato meccanismo di proroga dei contratti di collaborazione in essere del personale in servizio presso l'Ufficio del Bura senza alcuna indicazione di limiti temporali e senza il rispetto dei requisiti stabiliti dalla norma statale di cui all'art. 7, comma 6, del d.lgs. n. 165/2001, ponendosi, altresì, in contrasto con l'art. 9, comma 28, del d.l. n. 78/2010, come convertito in legge n. 122/2010, secondo il quale il ricorso a personale con contratti di collaborazione puo' avvenire, dall'anno 2011, esclusivamente ''nel limite del 50 per cento della spesa sostenuta per le stesse finalita' nell'anno 2009'».

Insomma per semplificare nella foga di rinnovare ancora le collaborazioni di alcuni dipendenti a tempo indeterminato l’ufficio legislativo su proposta dell’asessore Carpineta ha stilato la norma che stabiliva la proroga del contratto temporaneo ma dimenticandosi un particolare… la scandenza.

Alla fine la legge sembrava prorogare sine die i contratti dei cococo trasformandoli di fatto in dipendenti a tempo indeterminato. Molto probabilmente una svista, un errore (grave per chi doveva controllare) che però non è sfuggita al governo.

Sempre secondo il ministro Fitto «si viola l’articolo 117, comma 3, della Costituzione ed i principi costituzionali di ragionevolezza, buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione che riserva alla competenza esclusiva dello Stato l'ordinamento civile».

Era già successo meno di un mese fa con la legge 49/2010 sempre in tema di assunzione di personale. In quel caso l’assesore aveva tentato di minimizzare, in realtà le cose sembravano un po’ più complesse.

Nello stesso pacchetto su conforme parere del Ministero dell'Economia e delle Finanze, è stata anche impugnata la legge della Regione Abruzzo n. 54/2010, ''Disposizioni in materia di aree sciabili attrezzate; disciplina dei tappeti mobili a vocazione turistica o sportiva''.

La legge, dopo aver quantificato gli oneri relativi agli interventi per gli investimenti sugli impianti sciistici del comprensorio di Scanno, «imputa la relativa spesa su un capitolo del bilancio regionale completamente privo della necessaria copertura finanziaria, in contrasto con l'art. 81, comma 4 della Costituzione».

Anche questo un errrore non da poco che dovrebbe far aprire un dibttito sul perché accadano questi che sono veri e propri schiaffi all’attività di governo regionale che tra l’altro arriva anche da un governo nazionale amico. L’idea che rimane è una certa superficialità degli apparati che avrebbero dovurto controllare che invece si sono fatti richiamare.

10/02/2011 18.00