L’allarme dei Verdi: 10 febbraio 2011: la ‘morte’ dei parchi?

Alessandro Biancardi

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L’allarme dei Verdi: 10 febbraio 2011: la ‘morte’ dei parchi?
ABRUZZO. Oggi, giovedì 10 febbraio, inizia la ‘morte’ dei Parchi e delle Riserve abruzzesi.

Una previsione nera quella del capogruppo regionale de “La sinistra-Verdi” Walter Caporale, in merito alla discussione in programma oggi presso la II Commissione consiliare regionale della proposta di legge del consigliere Berardo Rabbuffo (Futuro e Libertà) con la quale s’intende ridurre la superficie della Riserva naturale regionale guidata del “Borsacchio” nel territorio dei Comuni di Giulianova e Roseto. La riduzione prevista è secca: da 1.100 ettari ad appena 314,81.

Se la legge fosse adottata, secondo Caporale, potrebbe segnare l'inizio della fine per i Parchi e le Riserve dell'Abruzzo.

«La Riserva, istituita dall’articolo 69 della Finanziaria 2005 – ricorda Caporale - rappresenta una delle poche soluzioni di continuità in quella catena a maglie strette di costruzioni, capannoni, centri commerciali e fieristici che ormai si allunga da Francavilla al Mare a Martinsicuro». 

Appare dunque strano che poco più di mille ettari di terra siano considerati eccessivi - sotto l’aspetto del risparmio del suolo - rispetto a una conurbazione lunga un’ottantina di chilometri.

Caporale contesta poi la motivazione addotta dalla maggioranza di centrodestra alla Regione, secondo la quale l’area protetta ha «un’incidenza negativa sulle imprese turistiche attualmente inserite nella perimetrazione della Riserva», perché impedirebbe l’inserimento di specie vegetali non autoctone, cioè l’inserimento’ di aiuole e vasi di fiori negli stabilimenti balneari. Ma soprattutto impedirebbe opere «relative alla riqualificazione, allo sviluppo e al recupero di interi quartieri» del territorio del comune di Giulianova. Inoltre i vincoli della Riserva si estendono anche «sui terreni semplicemente agricoli (..) che non spiccano certo per qualità particolari».

«Insomma - accusa Caporale - meglio una bella lottizzazione e che il risparmio di suolo lo si faccia da qualche altra parte, alla faccia della ricchezza anche economica che potrebbero rappresentare - e che in parte già rappresentano - i Parchi, le Oasi, le Riserve, la natura, il mare, la costa abruzzesi che per la loro tipicità potrebbero attrarre milioni di turisti e quindi permetterebbero la creazione di migliaia di posti di lavoro».

Caporale punta poi i riflettori sulle tipicità e unicità del territorio che vengono in questo modo distrutte:«I cinesi possono copiarci e imitarci tutto – rimarca il consigliere regionale - ma  di certo non le nostre bellezze e ricchezze naturali».

Infine, il capogruppo sottolinea come questa proposta sia in netto contrasto con quanto stabilito dall’articolo 4 della Legge-quadro sulle aree protette della Regione Abruzzo (L.R. n. 38/96).

«Non è possibile – conclude Caporale - che un articolo unico modifichi un ambiente protetto, tracciando linee di confine magari in base alle mappe catastali, senza una seria analisi urbanistica e ambientale supportata dagli Uffici regionali competenti».

10/02/2011 11.21