Dipendenti Ara senza stipendio da 10 mesi, sciopero a tempo indeterminato

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Dieci mesi di stipendi arretrati e nessuna rassicurazione sul futuro professionale.

E’ una situazione di piena emergenza quella delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Associazione Allevatori d’Abruzzo, che per questo proseguono lo sciopero a tempo indeterminato e il blocco totale di ogni attività a supporto delle aziende di allevamento della Regione Abruzzo. Lo annunciano in una nota le segreterie sindacali della Fai-Cisl e della Flai-Cgil d’Abruzzo a seguito dell’assemblea dei lavoratori dell’Ara (Associazione regionale Allevatori), nel corso della quale è stata analizzata la situazione degli allevatori della regione alla luce dell’incontro con l’assessore alle Politiche agricole Mauro Febbo.

«Da questi incontri – sottolineano i sindacati - sarebbe emersa la volontà dell’assessorato a intervenire solo parzialmente sulle quote pregresse di finanziamento all’Associazione, in modo del tutto insufficiente rispetto al credito dei lavoratori, ma soprattutto sarebbe emerso l’invito all’Associazione regionale Allevatori d’Abruzzo, a predisporre un piano di riorganizzazione dell’Ente che preveda cassa integrazione, prepensionamenti e mobilità».

A tal proposito Fai e Flai fanno presente che al momento, per legge, non esistono ammortizzatori sociali disponibili per i lavoratori dell’Associazione regionale Allevatori, che è un ente morale, e non una impresa privata. Inoltre, sottolineano i sindacati, non si può intervenire sui livelli occupazionali dell’Associazione regionale a prescindere dal fabbisogno reale di attività delle aziende di allevamento abruzzesi, che vanno invece rilanciate e ulteriormente supportate nella competizione sui mercati, e non private di servizi essenziali.

 Pertanto, Fai e Flai dichiarano che prosegue lo sciopero a tempo indeterminato e il blocco totale di ogni attività fino a quando non saranno prodotti piani formali dell’assessorato regionale alle Politiche agricole, insieme all’Ara, che chiariscano come e in quali tempi certi si provvederà al pagamento di tutte le spettanze dovute ai lavoratori, e che indichino i Piani operativi di attività per il triennio 2001-2013, capaci di assicurare il lavoro a tutte le persone ad oggi in forza presso l’Ara Abruzzo.

 LA REPLICA DI FEBBO: GIA’ EROGATO L’80% DEGLI IMPORTI DOVUTI

 L'assessore alle Politiche agricole, Mauro Febbo, ha immediatamente replicato a quanto dichiarato da Fai e Flai: è stato già erogato l’80% degli importi dovuti.

Secondo l’assessore regionale, inoltre, nonostante le critiche avanzate, i sindacati non hanno fatto nulla per il rilancio occupazionale e produttivo del comparto:«Ad oggi – puntualizza Febbo - né Cisl né Cgil, che ritengono di tutelare gli interessi dei lavoratori, hanno presentato proposte di riordino che dessero prospettive all'Ara, ma abbiamo assistito solo a continue, facili e gratuite esternazioni prive di fondamento che ovviamente non hanno apportato nessun contributo alla risoluzione dei problemi».

Inoltre, secondo l’assessore, è mancata collaborazione da parte del comitato direttivo dell'Ara, che non avrebbe provveduto alla rendicontazione delle spese sostenute dal 2008 al 2010, impedendo all'amministrazione regionale di erogare il finanziamento da loro atteso.

«Si tratta di un passaggio puramente amministrativo che non può assolutamente essere attribuito al sottoscritto – spiega Febbo - che ricopre un ruolo di indirizzo politico. Nonostante questa situazione – conclude l’assessore -  la direzione Politiche agricole ha, comunque, provveduto ad erogare anticipazioni fino all'80% degli importi dovuti».

 10/02/2011 8.07