Sanità. Chiodi e Baraldi ascoltati in commissione d’inchiesta

Alessandro Biancardi

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Sanità. Chiodi e Baraldi ascoltati in commissione d’inchiesta
ROMA. Dalla situazione finanziaria al piano di rientro, dalla nuova rete ospedaliera alla nuova filosofia che andrà a segnare il futuro della sanità regionale.*IL GRUPPO PD CHIEDE AUDIZIONE IN COMMISSIONE PARLAMENTARE

E' durata poco meno di un'ora e mezzo l'audizione del presidente della Regione e commissario della Sanità, Gianni Chiodi, davanti alla commissione d'inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, presieduta dall'onorevole Leoluca Orlando.

Affiancato dal sub commissario, Giovanna Baraldi, il presidente Chiodi ha risposto alle richieste del presidente Orlando, indicando i punti di criticità del sistema sanitario regionale e le azioni messe sul campo negli ultimi due anni sia in termini di riduzione del debito sia in termini di erogazione dei servizi sanitari.

«Di fronte alla grave situazione finanziaria della sanità abruzzese», ha detto Leoluca Orlando, «si impongono scelte chiare ed obbligate, nel rispetto del Piano di rientro e dell'esigenza inderogabile di garanzia del diritto alla tutela della salute dei cittadini». Chiodi e Baraldi, informa una nota della commissione, hanno fornito un quadro delle disfunzioni e delle anomalie registrate nel corso della precedente gestione regionale e hanno indicato le azioni poste in essere e programmate per farvi rimedio, «ribadendo l'abnorme peso di interessi localistici e l'abnorme moltiplicazione di strutture pubbliche e private con conseguente inappropriata crescita di posizioni dirigenziali e di posti letto».

 Orlando ha ricordato come «negli anni 2004/2007 la Corte dei Conti abbia censurato la distrazione di risorse previste per il servizio sanitario ad uso diverso dallo stesso servizio» ed ha sottolineato «l'enorme costo dell'esplosione del debito, costo non corrispondente ad un effettivo miglioramento del servizio reso ai cittadini».

 Dopo due ore di audizione, la Commissione ha chiesto a Chiodi di fornire, in maniera analitica, un elenco delle scelte effettuate durante la sua gestione, con indicazioni sui tagli dei settori pubblico e privato, delle strutture e dei dipartimenti nonché sulle modalità di riconversione degli ospedali.

 La Commissione ha, inoltre, chiesto di conoscere come la Regione abbia tutelato ed intenda tutelare l'interesse pubblico, con riferimento ai procedimenti in atto davanti all'autorità giudiziaria penale e davanti alla Corte dei Conti e relativi alla passata gestione così come ha richiesto dati sul contenzioso in sede amministrativa e civile aventi come oggetto atti e scelte della nuova gestione della sanità in Abruzzo.

 

 Disavanzo inferiore a quello stimato 


Sul fronte finanziario, Chiodi ha annunciato alla commissione d'inchiesta che «per il 2010 abbiamo stimato un disavanzo addirittura considerevolmente al di sotto della percentuale fissata nel programmatico del piano di rientro per il 2010. In due anni è stato ridotto del 22% il debito del sistema sanitario regionale e di 13,8 quello della Regione Abruzzo permettendo a Moody's di aumentare il rating di affidabilità dell'Abruzzo».

 Chiodi ha poi fotografato la situazione della sanità al momento del suo insediamento. «Ci siamo trovati di fronte a queste forti criticità: eccesso di offerta, alti tassi di ospedalizzazione, prolificazione di unità operative complesse, prolificazione dei posti letto, ricoveri inappropriati. Questa situazione della nostra sanità ha portato all'esplosione del debito, che ad inizio 2008 era il più alto d'Italia».

«I due punti più importanti sui quali siamo intervenuti – ha spiegato meglio Chiodi alla Commissione – sono: interventi sui privati, fissando i tetti, firmando per tempo i contratti e rete ospedaliera, con la riconversione di sei ospedali che presentavano dimensionamenti talmente piccoli che a nostro giudizio mettevano a repentaglio la qualità dei servizi stessi. Questo processo ha interessato sei ospedali pubblici su 22 e porterà all'abbattimento dei posti per acuti ma nel contempo ad una presenza più immediata e diretta sul territorio. L'attuazione di questo piano sta producendo benefici non solo dal punto di vista finanziario, ma soprattutto per migliorare la qualità dei servizi offerti per la tutela della salute del cittadino. Stiamo lavorando sulla farmaceutica e sul personale. I risultati raggiunti hanno evitato di aumentare ulteriormente le tasse, ponendoci così come unica regione italiana sotto piano di rientro a non incrementare le leva fiscale, e portare, come detto, il disavanzo annuale 2010 al di sotto del programmatico».

Il presidente della Regione non ha mancato poi di affrontare anche gli aspetti di criticità della sanità regionale. Su tutti il dato della mobilità extraregione, cioè la circostanza che cittadini abruzzesi vadano a curarsi fuori regione.

 

 L'attuazione di questo piano sta producendo benefici non solo dal punto di vista finanziario, ma soprattutto migliora la qualità dei servizi offerti


«E' un dato che per il 2009 risente fortemente del terremoto – ha spiegato Chiodi – non foss'altro che sulla mobilità attiva, per tutto il 2009 e gran parte del 2010, abbiamo perso le prestazioni di un ospedale come quello dell'Aquila che aveva una forte capacità attrattiva. Nel 2009, rispetto al 2008, abbiamo raddoppiato il dato sulla mobilità, anche se è il caso ricordare questo è un fenomeno che investe tutte le Asl regionali non solo quella aquilana. Spicca in questo senso il dato della Asl di Teramo, che storicamente ha sempre avuto un saldo negativo tra mobilità attiva e passiva. Da qui la necessità di stipulare con la Regione Marche, ma nonostante i ripetuti inviti non abbiamo avuto finora risposta, 'accordi di confine' sulla reciprocità delle prestazioni e sul pagamento ridotto delle prestazioni cosiddette inappropriate secondo quanto stabilito dalle Regioni nella Piano della salute. Noi questa regola fissata dal Patto l'abbiamo applicata alle case di cura private dicendo loro che le prestazioni inappropriate extraregione venivano pagate al 30%. Noi chiediamo alle Marche la reciprocità di questo trattamento altrimenti c'è un'alterazione del mercato».

Sui gruppi di potere che hanno condizionato la sanità, il presidente Chiodi ha detto alla commissione che «per anni abbiamo parlato di un sistema sanitario che si presentava iniquo, illegale, ma non abbiamo scoperto noi queste cose ma le ha scoperte la magistratura prima di noi. I gruppi di interesse che stanno resistendo al cambiamento sono gli stessi che hanno contribuito a generare un sistema sanitario del genere, approfittando della debolezza della politica che non si è posta a leadership ed era arrendevole ai sistemi corporativi della sanità. Come allo stesso modo sono da considerare corresponsabili i sindacati e le figure professionali dei medici. Questo è il sistema contro il quale si sta combattendo, che è un sistema formato da gruppi di pressione antichi,

 

I gruppi di interesse che stanno resistendo al cambiamento sono gli stessi che hanno contribuito a generare un sistema sanitario del genere, approfittando della debolezza della politica


possenti e forti che ritengono questo cambiamento pericoloso perché va ad intaccare posizione di potere».

La commissione ha poi voluto ascoltare anche il sub commissario Giovanna Baraldi, che ha illustrato, per via generale, il processo di riforma strutturale e finanziario della sanità regionale.

«Ci siamo trovati di fronte – ha spiegato la Baraldi – ad un sistema disomogeneo e disarticolato, ma abbiamo avviato la riforma e il cambiamento tenendo a mente la qualità dei servizi. In questo senso ci siamo blindati: tutti gli atti che abbiamo fatto non sono mai tagli ma sono sempre riduzione dell'inappropriatezza e questa linea di condotta l'abbiamo attuata in tutti i settori della sanità nei quali siamo intervenuti. Per esempio, sulla farmaceutica l'intervento avviato riguarda la riconversione dell'utilizzo dei farmaci generici e quindi più appropriati almeno dal punto di vista finanziario. A giugno – ha sottolineato il subcommissario - abbiamo presentato il piano dei fabbisogni sempre rimodulati sull'appropriatezza dei ricoveri e abbiamo deliberato di tagliare il 18% dei posti letto nel pubblico e il 18% nel privato. Questa operazione l'abbiamo deliberata ai primi di agosto. Con questo atto arriviamo sotto al 3 per mille di posti acuti e dunque in linea con il dato raccomandato dal Patto della salute. Inoltre, ed è un dato che è necessario esplicitare, abbiamo deliberato la nuova rete ospedaliera con cinque reti cliniche fondamentali, e cioè i 4 ospedali hub provinciali, la rete degli ospedali

 

Tagliati in totale 18% dei posti letto


medi e la rete degli ospedali piccoli che via via con il passare degli anni verranno assorbiti dagli ospedali più grandi, grazie anche agli interventi di edilizia sanitaria ex art. 20. Abbiamo poi affrontato con decisione il sistema dei controlli e ci apprestiamo a firmare un protocollo d'intesa, finora lo ha fatto solo la Lombardia, con il generale comandante dei Nas che prevede un controllo continuo attraverso informazione con i Nas per migliorare la prevenzione. Al tempo stesso abbiamo avviato la formazione dei controllori».

 Al termine della seduta, il presidente della Commissione ha annunciato il proseguimento dell'audizione in un'altra data, richiedendo per quella data un'integrazione della documentazione su presunti errori sanitari, l'elenco delle singole scelte di cambiamento, elenco dei tagli dei posti letto nel pubblico e nel privato, notizie degli accreditamenti, informazione sulla rete dei laboratori, riconversione degli ospedali, dati sul contenzioso e infine indicazione sui controlli interni e esterni al sistema finanziario regionale.

 09/02/2011 15.32

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IL GRUPPO PD CHIEDE AUDIZIONE IN COMMISSIONE PARLAMENTARE

Vogliono raccontare cosa sia davvero successo in Abruzzo.  Camillo D'Alesandro Capogruppo de PD in regione, ribatte alle  dichiarazioni rese dal presidente Chiodi.

«Ma quando la smetterà Chiodi di presentare la nostra regione in modo  così poco dignitoso? Adesso i colpevoli sono i sindacati e lobby non meglio definite che resisterebbero ad un cambiamento che francamente non vede nessuno.  L'unica cosa fatta dal Commissario Chiodi in materia-  afferma D'Alessandro -  è stata quella di aver trascinato la politica  sanitaria nelle aule dei Tribunali Amministrativi, che tra l'altro gli  stanno dando torto. Mai vista una politica peggiore in Abruzzo, per  alcuni versi addirittura peggiore di quella del governo Pace  (2000-2005), ovvero quello che vedeva l'attuale vice di Chiodi, Alfredo
 Castiglione, Assessore al Bilancio».
«Risulta peggiore - continua D'Alessandro - perchè il presidente Chiodi  continua a mentire e a fondare su quelle affermazioni una goffa  autolegittimazione. Dove sono finiti i controlli? Dove è finità l'azione
 di recupero dei crediti che vanta la sanità? Dove la trasparenza?»
«L'Abruzzo chiede ormai a Chiodi di lasciare l'incarico commissariale e  andando via di portare con se anche la dottoressa Giovanna Baraldi. E'  giunto il momento che l'Abruzzo torni a decidere di se stesso. Scriverò all'onorevole Orlando, quale presidente della commissione parlamentare d'inchiesta, - conclude D'Alessandro - affinchè ascolti  anche noi dell'opposizione, in modo che in Parlamento si possa conoscere
 cosa davvero accade in Abruzzo».

09/02/2011 17.54