Anas Abruzzo, Mele lascia dopo 4 anni. Arriva Lelio Russo

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA . Cambio della guardia al vertice dell'Anas abruzzese. Valerio Mele, capo compartimento da quasi quattro anni, ha lasciato infatti l'incarico.

La sua esperienza si è chiusa con l'inaugurazione della nuova sede realizzata nella zona Ovest del capoluogo. A giorni verrà nominato il suo successore, Lelio Russo, già capo dipartimento per l'Emilia Romagna, che si insedierà a metà mese e che ha partecipato all'inaugurazione. Mele aveva preso il timone dell'Anas abruzzese nel maggio 2007, sostituendo Dino Vurro. Il suo nuovo incarico sarà di capo compartimento per il Lazio.

Preoccupato per questo cambio al vertice, però, Angelo Ludovici, segretario provinciale del PdCI - Federazione della Sinistra: «la nuova sede dell’Anas non era acquisita; se questo miracolo è stato possibile è solo grazie alla tenacia del direttore Mele che dal giorno dopo il 6 aprile si è attivato per il progetto e per il reperimento risorse».
Ludovici si dice dispiaciuto che il capo compartimento venga trasferito in un momento delicato «per il completamento del piano traffico e della variante sud, opera che va in giro da almeno quarant’anni». 
«I lavori», commenta il segretario provinciale, «sono sospesi perché contrastano con gli interessi di alcuni proprietari della zona di Onna. Per fortuna, vi sono altri proprietari che non sono d’accordo con l’azione legale perché ritengono utile e necessaria l’opera. La sospensione dei lavori non è di buon auspicio per il completamento dell’opera».

Al piazzale antistante il castello è in fase di realizzazione un progetto per un nuovo auditorium sponsorizzato dall’architetto Renzo Piano.
Italia Nostra e Lega Ambiente nei fiorni scorsi hanno annunciato la loro opposizione al progetto.  «Sicuramente la localizzazione è discutibile», sostiene Ludovici, «era possibile trovare un altro sito, ma ciò che mi preoccupa è l’atteggiamento che serpeggia in città» ovvero, sostiene il rappresentante del Pdci, «un atteggiamento che presuppone una chiusura rispetto ad un confronto che pur dovrebbe esserci soprattutto da parte di Associazioni che non rappresentano interessi personali ma collettivi. Ormai siamo di fronte ad un labirinto di normative che neanche gli ingegneri e gli avvocati più illustri riescono a stargli dietro. Se non si vuole ricreare un’altra situazione di emergenza continua, come Napoli, e se è vero che i soldi ci sono, iniziamo a ricostruire, a sollecitare gli ordini professionali affinchè escano dalle strettoie localistiche e personali e dalla logica del rinvio. La Regione si faccia carico di una Legge organica che racchiuda tutte le normative vigenti ed esca fuori dalla logica del commissariamento. Al presidente chiediamo di fare il presidente e non il Commissario».

08/02/2011 10.00