Due procure sulla Valle del Giovenco e gli affari nel pallone/3

Alessandro Biancardi

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VALLE DEL GIOVENCO

VALLE DEL GIOVENCO

AVEZZANO. Se c’è una certezza nella storia di Vincenzo Angeloni è la sua incredibile vitalità.

Sa sempre stupire e te lo ritrovi all’improvviso dove non ti aspetti. Per esempio a fine luglio era a Sulmona accompagnato dall’onorevole Maurizio Scelli (Pdl) dal sindaco Fabio Federico per parlare nientemeno di come risollevare la locale squadra di calcio. Due giorni prima dei clamorosi arresti ma soprattutto dopo il fallimento dell’Avezzano calcio mentre era al comando e dopo l’esperienza della Valle del Giovenco.

L’avventura del Sulmona calcio, però, nelle intenzioni non è solo sport ma anche affari e così in quell’incontro si è parlato di una cittadella dello sport ed una serie di iniziative a corollario del tifo. Insomma, investimenti immobiliari, ma con quali soldi? Alla fine della riunione tutti contenti si sono lasciati con una stretta di mano, sicuri che il progetto andrà in porto. Risolutivo è stato l’apporto dell’onorevole Scelli, ex numero uno della Croce Rossa.

 Ma questa è una storia ancora tutta da scrivere anche se appare interessante come Angeloni riesca a trovare sempre la giusta sponda e mai nessuno che gli contesti qualche episodio non fortunatissimo del suo passato.

La storia deve appassionare parecchio se appena qualche giorno fa il sindaco di Celano, Filippo Piccone, ha lanciato l’idea di formare una squadra di calcio per coagulare tifo e politica…

 VALLE DEL GIOVENCO UNA SQUADRA PER TRE SOCIETA’

 Chi è il vero proprietario della Valle del Giovenco? E’ inutile leggere carte e carte per capire c’è sempre qualcosa che ti porta fuori strada.

Come detto fino  al 2008 un ruolo primario è stato svolto da Angeloni insieme all’avvocato Giovanni Lombardi Stronati (Credsec) presenza che salta fuori quasi a sorpresa e che dura sino agli ingenti sequestri di beni  del 2008 (si parla di oltre 400 milioni di euro di beni). Poi si alternano una serie di soggetti  che sembrano legati all’ultimo presidente Sabatino Stornelli.

Nel 2007 il Pescina approda al calcio professionistico e si impone la costituzione di una società («Pescina Valle del Giovenco srl» con capitale sociale: 58.000 euro). Quasi contemporaneamente a Roma nasce una società «Valle del Giovenco» con capitale sociale di 10.000 euro che diviene controllante della «Pescina Valle del Giovenco srl.

Non basta perché a latere c’è la «Vdg Rem», società con 2 milioni di euro di capitale con oggetto sociale legato alla compravendita e gestione di immobili, assunzione di appalti per l’esecuzione di opere edili, studi di fattibilità e reperimento di aree per la realizzazione di edifici industriali e centri commerciali.

Dovrebbe essere quest’ultima il braccio operativo immobiliare del complesso societario attraverso il quale realizzare investimenti e “cittadelle dello sport” ovunque arrivi Angeloni  (Aielli, Pescina, Avezzano, Sulmona). La Vdg Rem, come abbiamo già visto è protagonista di un investimento edilizio nel Comune di Nerviano, vicino Milano, costruzione di uffici da cedere in locazione a… Finmeccanica.

 GROSSI NOMI, MAGRE ENTRATE

 Circa un anno fa il dibattito sportivo-politico-finanziario si era focalizzato sull’approdo in serie B e di conseguenza all’ingaggio di nomi importanti nel mondo del calcio.

Birindelli, Choutos, Cesar,  Paolo Rossi, l’ex arbitro Cinciripini, sino ai fratelli Dario e Ivano Bonetti un sogno, per altri impossibile, in molti casi è diventato realtà grazie ad Angeloni.

E così  quest’uomo, già onorevole, seppure con una condanna per bancarotta fraudolenta, è riuscito davvero a seminare stupore nei paeselli marsicani.

Chi avrebbe potuto scommettere di vedere Bettega (Roberto) della mitica Juventus seduto nella sede della Comunità montana con il sindaco Toccarelli e l’Angeloni Deus ex machina? Magari per sancire un accordo tra la Vecchia signora e le squadre di Pescina, Cerchio e Aielli? Eppure è quello che è successo nel 2005 per sancire un sacro accordo con l’accademia della Juventus pure sponsorizzato da un colosso come la Nike. Ma lasciando da parte le magie ed i colpi sensazionali alla fine quello che rimane e conta sono i numeri.

Nell’annata 2007-2008 si è raggiunta una media spettatori di 614 anime ad incontro (dati Lega Pro), cioè paganti per la singola partita, più abbonati, più biglietti singoli omaggio, mentre la media è di 320 anime per l’annata 2008-2009. Gli incassi medi a partita sono stati di euro 3.941 per il 2007-2008 e di euro 1.713 per quella successiva.

Nel frattempo i proprietari della squadra hanno bruciato nella caldaia della locomotiva Vdg, una somma che varia dal 1,6 mln di euro nella prima stagione e 1,8 nella seconda.

Ci sono, è vero, le squadre giovanili, e tante altre cose, ma alla fine dei due esercizi le perdite scaturite sono state eloquenti: 454.000 euro nel primo anno ad Avezzano, 736.000 euro nel secondo (fonte CCIAA).

 Se solo si riflette che nell’ultimo anno calcistico 2009-2010 si sono messi sotto contratto diversi giocatori famosi e reduci da grandi palcoscenici, si può ragionevolmente sostenere che la macchina VDG, al momento di finire nel precipizio, nel suo breve esercizio come srl abbia prodotto oltre due milioni di euro di perdite.

Come è possibile giustificare una simile avventura antieconomica? Come si fa a ritenere che ci fosse chi, valutando i soli parametri economici, potesse ritenere quest’avventura fattibile?

La verità è che una 500 non può sostenere il motore di una Ferrari. Ora a Pescina e dintorni hanno l’ennesima prova.

a.b. (ha collaborato Site.it) 09/09/2010 18.50

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