Cisl Fp: no alle consulenze per i pensionati della Regione

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «Caro assessore, non ci siamo. Gli accordi sul personale erano altri e poi non si possono mandare a casa decine di co.co.co e poi stipulare contratti di consulenza a neo pensionati, ex dipendenti regionali».

Come sempre morbida nei toni ma dura nella sostanza la lettera aperta all’assessore regionale Federica Carpineta da parte di Vincenzo Traniello, segretario regionale della Funzione pubblica Cisl.

Due almeno i motivi del contendere: il primo è riferito agli uffici regionali della Direzione del Bilancio: al posto di un dirigente andato in pensione da poco è stato incaricato il vecchio titolare, mentre all’Agricoltura si sono verificati tre casi di proroga ai dipendenti a contratto.

La Cisl contesta questa scelta, perché sull’argomento proroghe degli incarichi dirigenziali, qui arrivate fino a 5 anni,  c’era stato un accordo che limitava questa operazione ad 1 anno al massimo di proroga.

Di qui la protesta di Traniello:« Abbiamo condiviso il progetto di riorganizzazione dell’ Ente  Regione  per  ottimizzare  l’utilizzo di risorse umane e strumentali  che aveva e ha», ha spiegato il sindacalista, «almeno nelle dichiarazioni di principio di codesto Assessorato, l’obiettivo di migliorare  l’efficienza della macchina amministrativa regionale ed eliminare le  inefficienze  e gli  sprechi».

Ma così non va: non si può predicare bene e razzolare male.

I buoni propositi dell’assessore debbono tradursi in atti amministrativi non contrari allo spirito del cambiamento che ha connotato la riorganizzazione degli uffici e del personale.

«Perciò», aggiunge la Cisl, «è intollerabile che in Regione,  in spregio  a  questi  principi  di  buona amministrazione, si continui a  sprecare e che qualche  Direttore  continui  a  stipulare  contratti di consulenza  a  neo pensionati  ( ex  dipendenti regionali )  e  poi  manda  a casa decine  di co.co.co».

Perciò la Cisl chiede  un intervento  immediato  dell’ Assessore  per  stroncare questo malcostume  che  pregiudica fortemente  la  credibilità  politica  della  Giunta  e  rende  inefficace  l’azione amministrativa.

 

29/07/2010 9.53