Cisl e Uil:«in sanità meno confusione e cambio del Commissario»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2021

ABRUZZO. Un’altra piccola delega sanitaria per Luigi De Fanis, il neo assessore della Giunta Chiodi: a lui è andato il settore della Prevenzione, che si aggiunge a quello della medicina veterinaria e della sicurezza alimentare.

Uno “spacchettamento” delle competenze sanitarie che restano a Chiodi, una decisione che ha lasciato perplessi i medici dell’Intersindacale sanitaria che, come spiega il segretario Walter Palumbo, «chiederanno conto al Presidente di questa strana delega in presenza di un Ufficio commissariale per la sanità». Anche perché la Prevenzione è uno dei settori più importanti nel lungo periodo per il taglio delle spese e dei ricoveri e non si può discutere della sanità nel suo complesso facendo il giro degli assessori.

LA UIL A CONVEGNO SULLA SANITÀ CONTESTA LA CONFUSIONE CHE C’È ALLA REGIONE

Il tutto – come si è visto ieri in un importante convegno sulla sanità organizzato dalla Uil – in una situazione di confusione e di mancato coordinamento in cui gli assessori non parlano tra di loro: «Siamo alla farsa - commenta Domenico Rega, coordinatore regionale Uil del terzo settore -  l’assessore Gatti non lo sapeva, ma ora sa che gli assessorati sono diversi e che non vi sono rapporti e/o protocolli tra l’assessorato alle politiche sociali e l’assessorato alla sanità. Insomma il suo è un assessorato che predispone il piano dei servizi sociali e non capisce che attraverso la cooperazione sociale può spendere meno ad erogare servizi che prevedono utili risibili per le imprese. C’è un pò di confusione e manca la visione complessiva del problema».

 In effetti in questi giorni alla Asl di Pescara scadono i contratti a tempo determinato degli infermieri assunti da una graduatoria pubblica e che con mille difficoltà hanno sopperito ad una discontinuità assistenziale che i pazienti ex Villa Pini hanno dovuto subire (sono ancora in corso le indagini sulle morti sospette). Ora questi malati bisognosi d’affetto hanno superato le difficoltà iniziali e hanno ripreso a sentirsi a casa. Tra pochi giorni di nuovo la continuità assistenziale verrà meno. Infatti «per colpa di cavilli burocratici – continua Rega - non si permette a questi lavoratori bravissimi di continuare un lavoro che la stessa Commissione Marino aveva considerato encomiabile. Ci saranno ancora pianti nelle corsie delle Rsa abruzzesi. Una grande regione avrebbe dovuto monitorare questi avvenimenti e trovare soluzioni definitive per la continuità assistenziale, che per certi pazienti significa anche la stessa faccia di chi li assiste. Lo stesso mancato coordinamento lo subiscono i dipendenti del SanStefar, che ancora non riscuotono gli stipendi arretrati per l’indifferenza delle Asl».

E non si capisce, in questo quadro, perché a pagare le scelte del risparmio a tutti i costi siano sempre e solo i più deboli.

LA CISL FP:«CAMBIARE IL COMMISSARIO, NON I DIPENDENTI DELL’ASSESSORATO»

Forse allora la soluzione di tutti i contrasti di questi giorni, con le accuse nemmeno tanto velate del Commissario Chiodi e del sub commissario Baraldi a medici e dirigenti amministrativi della sanità abruzzese, è «il cambiamento della linea politica e del Commissario, non dell’assessorato e dei dipendenti», sostiene Vincenzo Traniello, responsabile regionale Cisl funzione pubblica.

«In tanti Enti in situazione di crisi vengono nominati i commissari, con la speranza di risolvere in tempi brevi le criticità – dichiara Traniello – ma in sanità questo non è avvenuto. I conti non tornano e si cambia il commissario? Ma quando mai! Si riparte da lontano ripetendo come scolaretti la storia delle disfunzioni scritte da altri anni fa e poi, per darsi uno spessore eroico, ma copiando Del Turco, si spara la bomba della lobby e dei centri di potere che si oppongono al cambiamento. Tutta roba vecchia ripresa dal magazzino. Si spara contro l'assessorato, il suo personale, tutta burocrazia incompetente, inefficiente e autoreferenziale».

 Insomma è più semplice e populista sparare sul “mucchio” piuttosto che individuare precise responsabilità di alcuni.

«Occorre invece qualcosa di fresco – conclude Traniello - Più volte la Cisl Fp ha chiesto l’apertura di un confronto con il Presidente e lAssessore, ha chiesto il coinvolgimento del Consiglio Regionale, delle minoranze, delle associazioni, dei sindaci, ha chiesto di far coincidere la chiusura di un servizio inappropriato con l’apertura di servizi territoriali alternativi e più efficaci. Una richiesta colpevole di lesa maestà per chi si attribuisce capacità superiori a tutti. Eppure il debito, ad oggi, non è rientrato, la riorganizzazione viene bocciata anche dal Consiglio di Stato, il consenso dei cittadini non c’è, i disservizi sanitari aumentano. Non sarà il caso di cambiare metodo?»

s. c. 05/02/2011 10.27