Manager Asl sotto esame. Valutazione ogni 18 mesi, gli insufficienti vanno a casa

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1718

ABRUZZO. I manager delle Asl abruzzesi saranno sottoposti, ogni diciotto mesi, ad una valutazione «misurabile e trasparente» della loro capacità di cogliere gli obiettivi sanitari fissati dalla Giunta regionale.

Nel caso in cui il risultato non fosse sufficiente ci si troverebbe difronte ad un "motivo di rescissione contrattuale".

I nuovi strumenti di valutazione delle performance del sistema sanitario regionale e dei direttori delle Asl sono stati illustrati dal presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, dopo l'approvazione in Giunta della delibera con la quale sono stati assegnati ai direttori delle Asl, gli obiettivi di salute e di funzionamento.

«Ho voluto interrompere un malcostume della politica - ha esordito il presidente - per il quale i criteri di valutazione sono sottoposti ad un eccesso di discrezionalità. Con il nostro metodo - ha aggiunto - tutto è più chiaro: gli obiettivi o si raggiungono o non si raggiungono».

Gli obiettivi posti sono in totale 15, sette per il livello economico-finanziario e strumentale, otto per il livello di salute.

Tra i primi sono elencati la razionalizzazione della rete di assistenza sanitaria ovvero dei primariati, il rispetto dei tetti di spesa per il personale e per la farmaceutica, sia territoriale, sia ospedaliera.

Quindi segue il rispetto del tetto di spesa per i beni e servizi di tipo non sanitario che dovrebbe subire una decurtazione che si muove tra il 16 e il 19 per cento.

Altri obiettivi sono la capacità di adottare gli strumenti di programmazione 2012 entro i termini fissati dalla Giunta, e la conclusione della fase legata agli interventi strutturali, ex art. 20, per i quali risultano esauriti i termini contrattuali.

Un aspetto importante «per intervenire prontamente nelle decisioni» è il miglioramento dei flussi informativi.

Per quanto riguarda gli obiettivi di salute in primo luogo ci sono quelli riferiti all'appropriatezza e alla legittimità delle prestazioni sanitarie, che devono essere ridotte del 10 per cento sul totale delle cartelle cliniche, segue l'obiettivo di riduzione della mobilità passiva del 20 per cento sugli interventi ordinari e del 30 per cento sulla specialistica ambulatoriale, quella cosiddetta ad alto rischio di inappropriatezza.

C'è poi l'attivazione di almeno quattro percorsi diagnostici e terapeutici, due per l'area oncologica e due la cardiovascolare, cause primarie di mortalità.

Quindi c'è la riduzione dei ricoveri al pronto soccorso del 10 per cento, l'attivazione del Piano regionale della prevenzione 2012/2013, il rispetto delle percentuali di prescrizione dei farmaci generici, l'appropriatezza prescrittiva dei farmaci e l'incremento delle cure domiciliari in favore degli ultrasessantacinquenni del 3,5 per sul valore riferito al 2011.

Il punteggio per singolo obiettivo è pari a 10 in caso di pieno raggiungimento degli scopi, di 0 punti anche se solo parzialmente colti.

Il punteggio totale massimo è di 150 punti, di cui 30 attribuibili su obiettivi derivanti dall'applicazione di norme nazionali. «Sia chiaro - ha spiegato il presidente Chiodi - se si ottiene un punteggio di 90 cui si aggiungessero cinque zeri la prestazione del manager sarebbe da ritenersi insufficiente».

«Il metodo che proponiamo può essere sindacato da chiunque ma soprattutto si comincia a far emergere un principio di meritocrazia. Siamo una regione indietro di 10, in qualche caso, anche di 20 anni nella pianificazione normativa, c'è la necessità di agganciare le altre regioni».

Secondo il presidente all'Abruzzo viene chiesto di «raggiungere un equilibrio, ovvero limitarsi a spendere solo quello che viene ripartito dal fondo sanitario nazionale. Il nostro trend è positivo ma abbiamo un debito pregresso passato da 500 milioni a quattro miliardi di euro. Un Titanic di fronte al Federalismo»

 04/02/2011 17.00