Paolucci (Pd) contro Chiodi e l'assessore ombra Venturoni: «sono loro i poteri fortissimi»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. In unabas intervista rilasciata a Il Centro e pubblicata questa mattina, l'ex assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni si sfoga contro i «poteri forti e le lobby», ripetendo praticamente quanto già detto nei giorni scorsi da Chiodi e da Baraldi.*MA CHIODI SMENTISCE VENTURONI: «NON E' UN SUGGERITORE»

Ma il segretario Pd Silvio Paolucci sbotta: «basta scuse, i poteri fortissimi sono Chiodi e Venturoni».

Dalle parole dell'ex assessore alla Sanità con l'hobby dei rifiuti sembra quasi esserci l'ennesima conferma che la sua poltrona l'ha abbandonata (dopo le vicende giudiziarie che lo hanno travolto) solo in apparenza perchè continua a «suggerire», lo ammette lui stesso, al presidente Chiodi cosa e come agire.

E anche nelle scorse settimane, quando si è nominato il nuovo manager della Asl di Teramo, Venturoni, già dimessosi, ha comunque partecipato alla riunione a casa del presidente.

Altri indizi vengono dal fatto che Chiodi, che ha trattenuto per sé la delega alla Sanità non affidandola ad altro assessore e ascolterebbe con molto attenzione i consigli del grande amico e collega («se Gianni mi chiede dei consigli e vuole che io partecipi a decisioni importanti sulla sanità e si affida a me è un suo diritto, ed è un mio dovere che nessuno può contestare»).

«La Sanità abruzzese», svela Venturoni al giornalista Lorenzo Colantonio, «ha ancora una serie di problemi in sospeso. Dopo la rete ospedaliera ci occuperemo dell'articolo 20 e di rapporti tra ospedali e territorio. Io continuerò a fare il suggeritore perchè è un mio dovere dire la mia ed è un diritto di Chiodi ascoltarmi». Insomma il calendario è fitto di impegni.

Poi l'ex (?) assessore parla delle lobby di potere delle cliniche private e si vanta di essere stato il primo a denunciarle («era il 1997»).

Dei poteri forti torna a parlare sempre sul Centro anche l'ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, arrestato nell'ambito dell'inchiesta Sanitopoli, e dice «Angelini non era l'unico, sono felice che Chiodi abbia preso atto della situazione».

Ma il segretario del Pd Paolucci oggi chiede al presidente della Regione, commissario alla Sanità con delega alla Sanità, di fermarsi con le scuse: «i veri poteri forti, dotati anzi di poteri mai così forti, si chiamano Chiodi e Venturoni. Sono loro ad aver portato avanti un piano di riordino della sanità squilibratissimo, sono loro che stanno facendo precipitare il livello dei servizi sanitari in Abruzzo, sono loro che stanno spingendo gli abruzzesi a farsi curare fuori regione».

«La situazione che sta vivendo la sanità a causa delle scelte più recenti è drammatica, e Chiodi non sa come uscirne: per questo accusa tutti gli altri», continua Paolucci. «Ma è un tentativo molto goffo di coprire le proprie responsabilità, perché gli abruzzesi ormai sanno che tutto è nelle sue mani come mai era successo prima. Si accusano le opposizioni ma neanche un provvedimento viene portato in Consiglio regionale: spieghino invece quanto costano questi presunti errori tecnici. Perché nonostante i superpoteri, e basta leggere le cronache di ogni giorno, i malati sono ricoverati nelle corsie, le liste d'attesa sono infinite, nelle aree interne la rete di emergenza-urgenza viene depressa anziché potenziata e i conti continuano a non tornare e i controlli non si fanno».

Per questa ragione il segretario Pd annuncia che la prossima settimana continuerà il viaggio del Pd nella sanità pubblica abruzzese, con incontri nei principali presidi, nei distretti territoriali, «per incontrare operatori e utenti della sanità umiliata dai super poteri di Chiodi e Venturoni».

04/02/11 13.05

MA CHIODI SMENTISCE VENTURONI: «NON E' UN SUGGERITORE» 

«Venturoni non è un suggeritore né un assessore ombra», assicura Chiodi che nel giro di poche ore riesce a smentire Venturoni stesso che nell'intervista al Centro non aveva fatto mistero dei suoi suggerimenti al governatore teramano in tema di sanità.

«E' stato invitato a partecipare a tavoli di monitoraggio»,precisa il presidente, «da me convocati con i direttori generali, poiché c'erano questioni di cui si era occupato e che conosceva, avendo ricoperto il ruolo di assessore alla Sanità per due anni. Non lo ritengo pertanto scandaloso».

«Come Regione - ha aggiunto - stiamo avviando un certo percorso che non nasce dalla sera alla mattina, ma è anche frutto delle fasi di lavoro precedenti. Quindi è normale che, in queste situazioni, io senta la presidente della Commissione Sanità, l'ex assessore. E' un confronto non istituzionale, un confronto che io faccio perché vi sono questioni del passato che non conosco e che voglio sapere. In questo senso, penso che mi possa avvalere di tutti».

Per Chiodi, «sono polemiche che non aiutano a fare il bene dell'Abruzzo».

04/02/11 15.24

* TERAMO, LA MASSONERIA E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE