Piano sanitario nella bufera. Chiodi si rifugia nei "Pta"

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Dice Chiodi: «calma: gli ospedali sottoutilizzati saranno riconvertiti in Pta e continueranno ad offrire assistenza, ci saranno Mmg e Pls h12. E poi: che sono tutte queste proteste? Negli ospedali chiusi ci sono quasi soltanto ricoveri oltre i 65 anni, con percentuali in alcuni casi del 90%».* LA SCHEDA: DATI E NUMERI DEI 5 OSPEDALI DA RICONVERTIRE

La giornata di protesta dei sindaci di entrambi gli schieramenti politici, che hanno manifestato in Consiglio regionale contro i tagli ai posti letto e contro la chiusura di sei ospedali, è stata conclusa da una serie di dichiarazioni “ardite” del presidente Chiodi.

Si aspettava qualche chiarimento sulle scelte del Piano ospedaliero, o una risposta alle richieste di sospensione del Piano, in attesa di una consultazione più ampia e soprattutto preventiva. Ma i sindaci sono rimasti delusi.

Il presidente si è lanciato in una difesa dei numeri che hanno portato ai tagli e ha spiegato che la sanità che riguarda gli over 65 non è quella che gli interessa.

Molti ospedali con un basso indice hanno anche una elevata inappropriatezza mentre gran parte dei ricoveri, riguarda persone con età superiore a 65 anni che, in alcuni casi, sfiorano anche il 90 per cento.

Secondo il commissario alla Sanità, quindi, così come strutturati, questi ospedali rappresentano un «inutile spreco di risorse per far fronte a una richiesta di servizio molto limitata che sicuramente va indirizzata in maniera diversa».

Forse una gaffe o un lapsus, una frase che spiega meglio di ogni altro discorso il concetto di sanità che c’è sotto il Piano e che il presidente commissario condivide. Non è lo stesso per i sindaci delle zone interne, dove i 65enni sono la maggioranza.

Allora rischiano la chiusura o la riconversione in ospizio anche il Policlinico di Chieti, il Santo Spirito di Pescara, il Mazzini di Teramo e tutti quegli ospedali che – vista la composizione demografica dell’Abruzzo – ricoverano più anziani ed erogano prestazioni a basso costo come la lungodegenza?

E per paradosso: sono meglio, molto meglio, leucemie, tumori, aids e tubercolosi, magari in età giovanile? Sembrerebbe, infatti, che dopo i 65 anni il diritto alla salute diminuisca…

Ma la frase è emblematica anche per la ''chiarezza'' delle sigle: Pta, Mmg, Pls, h12. Come dire: alla necessità di chiarire, di spiegare, di comunicare, si risponde così, aggiungendo confusione a confusione.

E allora proviamo a spiegare: il Piano prevede che in quell’ospedale chiuso si crei un ambulatorio (il Pta, presidio territoriale di assistenza) dove i medici di base (Mmg) e i Pediatri (Pls) dovrebbero assicurare di giorno (h12) l’assistenza. Però ammalarsi di notte è a rischio.

E’ chiaro a tutti che il futuro delle zone interne, dove ci saranno i Pta e non più gli ospedali, non sembra proprio invidiabile per la qualità dell’assistenza: a Chiodi non hanno detto che le Utap (cioè gli ambulatori dei medici di base consorziati) sono state un fallimento ed un aggravio di spesa, così come non hanno detto che le Guardie mediche non sempre soddisfano i cittadini.

CAMICIA DI FORZA CUCITA CON LE STATISTICHE

Per tornare al Piano contestato, è emerso con chiarezza che tutti condividono la necessità di risparmiare sugli sprechi, ma non sui servizi e sull’assistenza sanitaria.

E che solo chi non conosce il territorio e la composizione demografica dell’Abruzzo si può sorprendere che nelle zone interne ci siano più ricoveri di anziani che di bambini, più patologie croniche che acute.

L’impressione è che questo documento di riorganizzazione dei posti letto sia camicia di forza creata con i numeri delle statistiche e poi calata d’autorità sull’Abruzzo.

Alla Regione, ai sindaci, serviva una camicia fatta artigianalmente, di quelle che si adattano alla lunghezza delle braccia (o alla circonferenza della pancia) perché sono state prese le misure.

Insomma una taglia calibrata che poteva uscire solo da un confronto preventivo – che non c’è stato - sulle scelte più o meno obbligate dal Piano di rientro dai debiti.

Un colloquio continuo con i sindaci e con i consiglieri eletti, con i sindacati e gli addetti ai lavori avrebbe sicuramente “partorito” politicamente un Piano accettabile che i tecnici avrebbero perfezionato.

Si è fatto invece il contrario: i tecnici hanno deciso i tagli e poi si sono assunti (vedi gli incontri programmati dal sub commissario Baraldi) la responsabilità di spiegare certe scelte. E la politica è stata a guardare. Ora si corre ai ripari (si fa per dire) cercando di spiegare…

Intanto tutto l’Abruzzo è in fermento e le proteste sono bipartisan e capillari. Hanno capito male tutti o è stato ingenuo il tentativo di mettere una Regione intera di fronte al fatto compiuto?

Sebastiano Calella 29/07/2010 9.02

 

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LA SCHEDA: DATI E NUMERI DEI 5 OSPEDALI DA RICONVERTIRE

Di seguito, in sintesi, i dati più significativi riferiti ai cinque ospedali interessati dal programma di riconversione.

 

Presidio Ospedaliero di Pescina (Distretto L’Aquila 2)

• L’11% della popolazione del Distretto usufruisce del Presidio;

• Il 50% dei casi si rivolge alle strutture del Distretto 3 di L’Aquila dove sono situati il Presidio di Avezzano ed altre strutture;

• Il 38% degli abitanti del Comune di Pescina si reca presso il Presidio cittadino;

• Il tasso operatorio della chirurgia generale è pari al 34% contro uno standard che supera il 75%. Ciò significa che solo il 34 per cento dei ricoverati in chirurgia viene sottoposto ad intervento chirurgico.

• Il 70% dei ricoverati è over 65

• L’unità operativa attualmente presente di Geriatria andrà a confluire nel Dipartimento del Presidio dell’Aquila 

 

Presidio Ospedaliero di Tagliacozzo (Distretto L’Aquila 2)

• Il 4% della popolazione del Distretto usufruisce del Presidio;

• Il 50% dei casi si rivolge alle strutture del Distretto 3 di L’Aquila dove sono situati il Presidio di Avezzano ed altre strutture;

• Il 20% degli abitanti del Comune di Tagliacozzo si reca presso il Presidio cittadino;

• Il tasso operatorio della chirurgia generale è pari al 23% contro standard che supera il 75%;

• Il 70% dei ricoverati è over 65 ;

• L’unità operativa di riabilitazione, che ha una vocazione cardiologica oltre che neuro motoria, è presente nell’Asl dell’Aquila quale unico punto pubblico di riabilitazione. Si ritiene, pertanto, che sia opportuno il mantenimento di tali funzioni e posti letto con la riconversione del presidio a queste attività specifiche.

 

Presidio Ospedaliero di Guardiagrele (Distretto Chieti 7)

• Il 23% della popolazione del Distretto usufruisce del Presidio;

• Il 48% dei casi si rivolge alle strutture del Distretto 2 di Chieti dove sono situati il Policlinico di Chieti ed altre strutture;

• Il 32% degli abitanti del Comune di Guardiagrele si reca presso il Presidio cittadino;

• Il 70% dei ricoverati è over 65;

• La disattivazione completa dell’ospedale per acuti di Guardiagrele è condizionata dal trasferimento di un’unità operativa di Psichiatria di diagnosi e cura (SPDC) nel Presidio di Chieti dove, più correttamente, deve essere collocata all’interno del processo di assistenza ospedaliera per acuti.

 

Presidio Ospedaliero di Casoli (Distretto Chieti 6)

• Il 6% della popolazione del Distretto usufruisce del Presidio;

• Il 22% dei casi si rivolge al Presidio di Atessa (stesso Distretto) e il 30% al Presidio di Lanciano (Distretto Chieti 5);

• Il 19% degli abitanti del Comune di Casoli si reca presso il Presidio cittadino.

• Il 90 per cento dei ricoverati è over 65

 

Presidio Ospedaliero di Gissi (Distretto Chieti 8)

• L’11% della popolazione del Distretto usufruisce del Presidio;

• Il 27% dei casi si rivolge al Presidio di Vasto (Distretto Chieti 1)

• Il 20% degli abitanti del Comune di Gissi si reca presso il Presidio cittadino

29/07/2010 9.28