Crisi settore idrocarburi, firmato un protocollo per rilanciare l’occupazione

Alessandro Biancardi

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Crisi settore idrocarburi, firmato un protocollo per rilanciare l’occupazione
CHIETI. Nella crisi occupazionale che ha investito l’Italia, e in particolare l’Abruzzo, non se la passa certo bene il settore idrocarburi.

Il comparto si trova in una drammatica situazione di difficoltà, anche a causa del blocco dell’iter autorizzativo in atto in Abruzzo. A questo scopo è stato siglato ieri mattina a Chieti un protocollo d'intesa tra Confindustria e le organizzazioni sindacali di Cisl, Uil e Ugl. Il protocollo risponde in particolare a due obiettivi: la salvaguardia occupazionale e la sostenibilità. Presenti all’incontro il presidente di Confindustria Chieti, Paolo Primavera, e i segretari provinciali di Cisl, Leo Malandra, Uil, Antonio Cardo, e Ugl, Leonardo De Gregorio.

In Abruzzo oltre 60 aziende che danno lavoro a circa 6mila addetti svolgono attività nel settore estrattivo e nei servizi collegati. La maggior parte di esse è situata in provincia di Chieti. Circa il 70% dei traffici del Porto di Ortona, ad esempio, si basa su attività legate al settore e su di esso è prevista la realizzazione di ulteriori investimenti pubblici per circa 100 milioni di euro, destinati a rendere più efficienti sia l'infrastruttura che i servizi.

La situazione attuale, tuttavia, presenta più di una criticità. Secondo uno studio di Nomisma Energia (2010), infatti, in Abruzzo gli investimenti privati, fermi per il blocco autorizzativo, per progetti cantierabili e immediatamente attivabili, ammontano a circa 438 milioni di euro solo per gli impianti a terra, mentre altri 200-250 milioni sono relativi alle operazioni off shore, con una ricaduta sull'indotto stimabile in 324 milioni di euro.

«La posta in gioco - sottolinea il presidente di Confindustria Paolo Primavera – è la perdita di quasi 1 miliardo di euro di investimenti già stanziati che possono generare da subito circa 1.300 nuovi posti di lavoro, oltre alla conservazione dell'occupazione esistente, inevitabilmente destinata alla riduzione o al trasferimento verso mercati più favorevoli per le aziende».

Da qui la decisione di siglare l’intesa con le organizzazioni sindacali:«Un segnale forte - precisa Primavera - per contrastare la crisi di un comparto industriale che sta risentendo pesantemente della situazione di stallo degli investimenti creatasi a causa del blocco dell'iter autorizzativo in atto in Abruzzo, per la concessione di nuovi permessi per le attività di ricerca ed estrattive di idrocarburi liquidi e gassosi, che rischia di lasciare a casa centinaia di lavoratori, inducendo le grandi aziende di provenienza nazionale e internazionale a investire in altri siti meno problematici e meno soggetti a vincoli».

Oltre al rilancio occupazionale, la sostenibilità rappresenta l'altro elemento cardine del Protocollo d'intesa tra Confindustria e sindacati. Uno degli obiettivi prioritari indicati dal Protocollo consiste infatti nella definizione, in collaborazione con le imprese operanti nel settore e con le comunità locali, di criteri e linee guida per la tutela dell'ambiente, il miglioramento della sicurezza e la costruzione di un dialogo trasparente con il territorio e nella promozione di attività di informazione e formazione in materia di sicurezza mineraria in collaborazione con Università ed Enti locali.

29/01/2011 10.11