Trasporti, D’Alfonso dà lezioni a tutti: «serve un solo responsabile regionale delle infrastrutture»

Alessandro Biancardi

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Trasporti, D’Alfonso dà lezioni a tutti: «serve un solo responsabile regionale delle infrastrutture»
PESCARA. Luciano D’Alfonso (Pd), Giandonato Morra (Pdl), Claudio Ruffini (Pd): divisi dall’appartenenza politica ma accomunati da uno stesso «spassionato amore per le opere pubbliche».

E così ieri pomeriggio l’affollatissima sala dei Marmi della Provincia è stata trasformata in una «fabbrica dei sogni».

Al centro una questione importante: i trasporti in una regione «dal potenziale sottovalutato».

Ognuno ha messo del suo per compilare una lista lunghissima di opere da progettare, cantierare e completare: fondovalle del Sangro, Teramo-Mare, Fondovalle Trigno, potenziamento dei porti, riqualificazione ferrovia, Pedemontana, collegamenti fune-ferro.

Poi si è tornati con i piedi per terra perché, secondo i relatori, oggi c’è un grande assente nella nostra regione: un’infrastruttura di rilievo nazionale. Sintomo che l’Abruzzo spesso viene «dimenticato» dai piani alti.

In qualità di “esperto in decisioni istituzionali”, D’Alfonso, «vero animatore dell’incontro», attorniato da tantissimi fedelissimi consiglieri comunali attuali e passati, ha introdotto gli ospiti pronti a discutere di come razionalizzare il nostro sistema dei trasporti.

Seduti al tavolo dei relatori: il consigliere regionale Claudio Ruffini (Pd) in qualità di “Esperto di Infrastrutture territoriali”, Enrico Di Giuseppantonio (Pdl), presidente della Provincia di Chieti, Paolo Primavera, presidente Unione Industriali di Chieti, Umberto Noli redattore del Progetto di Sviluppo Porto di Ortona, il senatore Giovanni Legnini (Pd), commissione Bilancio Senato, l’onorevole Mario Baldassarri, presidente Commissione Finanze Senato e Ideatore del progetto “Quadrilatero Marche e Umbria”, Paolo Carcassi, Segretario Confederale Uil.

Un contributo al dibattito l’ha dato anche la società Proger, azienda sviluppatasi grazie all’assegnazione di diverse commesse miliardarie come la costruzione della cittadella giudiziaria di Pescara, il porto turistico e decine di altri megaprogetti in Regione per poi partecipare a molteplici gare a livello nazionale soprattutto per l’Anas e le Ferrovie.

Presenti in sala alcuni assessori ai trasporti avvicendatisi negli ultimi dieci anni come Donato Di Matteo. «Alle infrastrutture non si può rinunciare», ha tuonato D’Alfonso, «non devono risentire del conflitto politico».

D’ALFONSO E IL “RUP DELLE INFRASTRUTTURE”

Partendo da questo assunto, D’Alfonso ha elaborato una propria soluzione per superare l’ostacolo della consueta battaglia politica e ha lanciato una sfida agli attuali amministratori: «occorre una figura univoca responsabile delle infrastrutture».

«Così se qualcosa non va», ha spiegato, «c’è di sicuro una persona alla quale rivolgersi, una persona che prenda decisioni come i commissari ad acta…e che non si dica che non rispetti la legge».

Subito dopo rivolgendosi all’attuale assessore regionale Morra ha consigliato: «fai, programma, elabora, progetta, scavalca le appartenenze politiche in modo da tale da arrivate ad una legge obiettivo, nella quale mettere in scaletta tutte le opere da realizzare».

Ma non solo strade, ponti, porti ed interporti. D’Alfonso pensa anche ad un’altra «grande e vera infrastruttura»: la Rete. «La frontiera dell’Hi-tech va programmata», ha aggiunto, «non è possibile che in alcune zone dell’Abruzzo internet sia lentissimo».

E così anche l'ex sindaco dopo dieci anni ha assimilato il concetto di digital-divide. E sui perchè di una regione divisa dal cablaggio, nonostante diversi milioni già spesi, non si è espresso.

«L’Europa acconsentirà solo ad investimenti che renderanno il nostro territorio più facile, più veloce», ha dichiarato ancora, «anche per questo io sono per la liberalizzazione del sistema ferroviario: non dobbiamo perdere l’opportunità dell’iniziativa privata».

 

MORRA: «UN PASSO INDIETRO PER IL BENE DELL’ABRUZZO»

Davanti a cotanto amore per le opere pubbliche, Giandonato Morra, ha fatto un passo indietro. «Il sistema dei trasporti ha risposto molto bene all’emergenza terremoto», ha spiegato l’assessore, «ora farò una battaglia sulla ferrovia Pescara- Roma, ma farò un passo indietro e mi metterò in discussione per le prossime decisioni, se a guadagnarne sarà l’Abruzzo».

BALDASSARI: «NON CI SONO I SOLDI? UNA MENZOGNA»

Il senatore Legnini e l’assessore regionale Morra avevano appena finito di riferire sulla scarsità di risorse economiche quale più grande impedimento alla realizzazione delle opere, che è arrivata subito la bacchettata dall’onorevole Mario Baldassarri (Fli). «Dire che non ci sono i soldi per le infrastrutture è una grande menzogna», ha affermato, «possiamo dire che quei soldi vengono spesi per altre cose, che li diamo agli amici o si perdono nelle zone grigie tra politica e imprese».

«La politica deve venire allo scoperto: io faccio parte di una maggioranza che voleva abbassare le tasse e tagliare la spesa pubblica», ha aggiunto, «ha fatto il contrario, non lo dico io, ma i numeri».

«La spesa per la sanità è aumentata del 50 %, le statistiche dicono che si consumano 9 siringe a paziente al giorno», ha spiegato,«andate a controllare se uno dopo 9 giorni di degenza ha 81 buchi…»

Ma per l’Abruzzo, Baldassarri ha grandi progetti, dopo il quadrilatero nelle Marche, ha pensato al triangolo per collegare Fermo, Macerata, Ascoli e Teramo.

«I miei prossimi anni li dedicherò al triangolo», ha concluso. Mentre la Proger sta già pensando ad un «altro ambizioso progetto» che colleghi l’Abruzzo al Tirreno.

Manuela Rosa 28/01/11 12.01