La sfortuna di Chiodi: gli arrestano il commissario appena nominato

Alessandro Biancardi

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La sfortuna di Chiodi: gli arrestano il commissario appena nominato
ABRUZZO. Soltanto lunedì scorso il presidente della Regione, Gianni Chiodi, aveva annunciato senza falsa modestia l’arrivo di 40 milioni di euro per il rischio idrogeologico.

Una cifra enorme per mettere fine (?) all’annoso problema delle frane ma anche dell’erosione della costa. A gestire questa montagna di soldi (che oggi sembra franare un po’) doveva essere un nuovo commissario  nominato dal governo (dopo quelli della sanità, il terremoto, le emergenze fluviali, per i vari enti pubblici in difficoltà ecc).

Il nome annunciato da Chiodi è stato quello di Gianfranco Mascazzini.

Questa mattina però nell’ordine di cattura spiccato da parte della procura di Napoli, che ha chiesto l’arresto di 14 persone tutte a vario titolo coinvolte nella gestione dei rifiuti di Napoli, c’è anche quello di Mascazzi.

Gianfranco Mascazzini, ex direttore generale del Ministero dell'Ambiente, è stato arrestato dai carabinieri del Noe e dalla Guardia di Finanza di Napoli.  A questi tuttavia sono stati concessi gli arresti domiciliari. Sono invece finiti in carcere, fra gli altri, Lionello Serva, ex sub-commissario per i rifiuti della Regione Campania, Claudio Di Biasio, tecnico degli impianti del Commissariato, Generoso Schiavone, responsabile della Gestione acque per i depuratori della Regione Campania e Mario Lupacchini, dirigente del settore Ecologia della Regione.

Un imprevisto che non faciliterà l’operato del presdidente Chiodi che proprio ieri aveva presentato un consuntivo entusiastico dei primi due anni di governo non lesinando però anche accenni alle diverse inchieste giudiziarie che, ha ammesso, hanno creato non pochi ostacoli alla sua attività amministrativa. La scorsa settimana sono stati poi nominati -dopo oltre sei mesi di carenza- due nuovi assessori regionali che mancavano da quando per vicende connesse l’ex Daniela Stati e Lanfranco Venturoni sono risultati indagati anche loro per vicende partite dalla gestione dei rifiuti. La Stati si è dimessa immediatamente, mentre Venturoni (arrestato) ha dovuto lasciare l’assessorato alla sanità qualche settimana dopo.

DALL'''ALLEVAMENTO'' DEI MINISTRI AGLI INCIDENTI DI PERCORSO

Dopo una lunga carriera nell'Ambiente e 'qualche incidente' di percorso la Regione Abruzzo ha accolto a braccia aperte il nuovo commissario che secondo un articolo del Sole 24 ore del giugno di due anni fa dal titolo 'I protagonisti di uno scandalo senza attenuanti' ha allevato intere generazioni di ministri dell'Ambiente. «Da Giorgio Ruffolo a Mattioli, da Ronchi a Pecoraro Scanio fino alla Prestigiacomo. Uomini di Mascazzini (Leonello Serva, Marco Giangrasso) hanno affiancato i supercommissari che si sono passati di mano un'emergenza infinita. Un ossimoro, come ha osservato Roberto Barbieri», presidente della Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti.

L'alto funzionario compare anche nell'inchiesta 'Black Mountain' della Procura di Crotone (insieme ad altri 46 indagati) sui veleni della Pertusola Sud. Secondo la stima effettuata dal pm Bruni, fino al 1996, nei depositi dell’azienda erano stoccati almeno 200.000 metri cubi di materiale, pari a 400.000 mila tonnellate di scorie.

Mascazzini è stato intercettato anche dalla procura di Napoli nell'inchiesta sulla gestione commissariale dell'emergenza rifiuti tra il 2005 e la fine del 2007.

Marta Di Gennaro, ex vice di Bertolaso, anche lei arrestata questa mattina, nel giugno 2007 a telefono con Bertolaso dopo una riunione sulla discarica di Terzigno, gli riferisce ciò che ha detto ai suoi interlocutori: «Noi stiamo parlando di una discarica da truccare e voi ci dovete aiutare».

Esisteva secondo gli inquirenti, «un utilizzo arbitrario dei rifiuti», che aveva molte conseguenze. «La prima è la puzza che si sprigiona da quella che dovrebbe essere spazzatura stabilizzata ma non lo è», si legge in un articolo del Corriere della Sera. «La Di Gennaro ne parla con Gianfranco Mascazzini, alto funzionario del ministero dell'Ambiente che deve fare una relazione da mandare alla Comunità europea ed è preoccupata per quanto stava accadendo con l’emergenza-rifiuti, e vuole avere notizie su Terzigno e le altre discariche. Mascazzini: «... stiamo cercando di immaginare che cosa possiamo dire... Su Terzigno pensiamo di metterci solo marmellata fritta... Il mio problema è di avere quattro carte...»

L’immondizia che esce dagli impianti di trattamento puzza da morire. E non dovrebbe, visto che dagli impianti dovrebbe uscire materiale «inerte». Che fare? Al telefono parlano ancora Di Gennaro e Mascazzini che ha contattato dei tecnici dell’Enea: «... Il tentativo è di trattare con una polverina magica... tipo la calce... che mischiata con la roba da trattare con... la roba da spostare... la rende meno puzzolente».

28/01/2011 10.52

ACERBO(RC):«REVOCARE IMMEDITAMENTE IL COMMISSARIO»

 Rifondazione Comunista ha invitato il presidente Chiodi ad attivarsi immediatamente per la revoca della nomina a commissario Mascazzini.

«Certo  Chiodi li cerca con il lanternino i protagonisti della sua presunta “rivoluzione meritocratica”», ha ironizzato Acerbo, «se non hanno una condanna o un’indagine in corso non li vuole proprio.  Questo episodio dimostra che intorno al business dei rifiuti si muovono reti di poteri e interessi su scala ben più ampia di quella locale. Per questo abbiamo invitato in Abruzzo a presentare il suo libro inchiesta “La Peste” il compagno Tommaso Sodano che è stato uno dei pochi a denunciare le illegalità che hanno costellato la vicenda campana. Non è un caso che nel libro di Sodano il Mascazzini sia citato come tanti altri personaggi i cui nomi è bene imparare a riconoscere. Per questo è utile che tutti posano venire a conoscere stasera alle 21 al Comune di Pescara».

«E’ una conferma del fallimento di una politica che affida ai Comissari», dice Lelio De Sanctis (Idv), «la soluzione dei maggiori problemi sociali, ambientali ed economici, svuotando il ruolo delle Istituzioni democraticamente elette ed aggirando il rispetto delle procedure e delle regole nella gestione degli appalti e nell’affidamento dei lavori. In Abruzzo, è tutto commissariato: Enti, Aziende, Sanità, Parco Sirente-Velino, Nuclei industriali, Bacino idrografico fiume Aterno, Ricostruzione di L’Aquila, smaltimento macerie…  E’ ora di dire basta a questa politica pericolosa di una Classe dirigente inadeguata, che si nasconde dietro le gestioni commissariali, le quali favoriscono la corruzione, impediscono il controllo democratico ed offendono i cittadini che eleggono rappresentanti-fantoccio, costretti a percepire cospicue indennità per non fare nulla»

 28/01/2011 14.17

« RISCHIO REITERAZIONE REATI»

Per il gip Napoli che ha valutato in oltre 940 pagine di ordinanza di custodia cautelare Gianfranco Mascazzini poteva reiterare il reato e per questo si è reso necessario un provvedimento restrittivo personale se pure con il beneficio dei domiciliari dato che «risulta avere compiuto da tempo i settanta anni».

Mascazzini, rileva il gip, e' consulente della Sogesid, «societa' in house del ministero dell'Ambiente cosicche' anche l'attuale ruolo rivestito lo pone direttamente a contatto con le tematiche ambientali e di salute pubblica».

 28/01/2011 15.17

 * GLI INTERVENTI CHE DOVEVANO ESSERE CONTROLLATI DAL NUOVO COMMISSARIO ARRESTATO