Lavoro: siglato patto politiche attive con le Province

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Introdotta la dote individuale: interventi per 32 mln di euro.

Il "Patto delle politiche attive del Lavoro" è stato siglato, questa mattina, a Pescara dall'assessore al Lavoro, Paolo Gatti, e gli assessori omologhi delle quattro Province abruzzesi: Daniele D'Amario (Chieti), Antonio Martorella (Pescara), Francesco Paciotti (L'Aquila) ed Eva Guardiani (Teramo).

Il Patto è rivolta ai lavoratori colpiti dalla crisi, percettori di ammortizzatori sociali in deroga.

Vagliata con parere favorevole dalla Commissione tripartita ed approvato in Giunta regionale, tale intesa prevede l'impegno di 32 milioni di euro di risorse, di cui 16 milioni per servizi formativi e di accompagnamento all'occupabilità e altri 16 milioni a titolo di indennità di partecipazione agli stessi servizi.

Di fatto, la Regione, con la firma odierna, eroga un acconto del 20% del budget complessivo delle risorse disponibili direttamente alle Province.

Il Patto prevede, in particolar modo, l'introduzione dello strumento della "Dote individuale", ovvero un contributo finanziato da risorse del Fondo Sociale Europeo e gestito direttamente dal lavoratore beneficiario di ammortizzatori sociali.

Con questi fondi, il lavoratore potrà fruire, scegliendoli autonomamente, i servizi di accompagnamento all'occupabilità attraverso la rete dei centri per l'impiego o attraverso i soggetti privati accreditati. Inoltre il percettore della dote individuale potrà scegliere autonomamente da quale organismo accreditato farsi erogare i servizi formativi desiderati. La dote avrà la durata massima di 6 mesi con un valore medio standard di 600 euro mensili per lavoratore.

«Quella odierna è una firma importante - commenta Gatti - che colloca l'Abruzzo fra le Regioni italiane più innovative nel sistema delle politiche attive del lavoro. Oltre alle politiche passive - prosegue -, come la cassa integrazione, l'Abruzzo oggi mette in campo una considerevole mole di risorse per sostenere anche le politiche attive come la formazione. Innoviamo anche sotto l'aspetto dell'utilizzo del Fondo Sociale Europeo. Le risorse comunitarie, infatti, andranno direttamente nelle mani dei lavoratori, che potranno scegliere in modo autonomo il percorso al loro giudizio migliore per riqualificarsi durante il periodo di cassa e rientrare così nel mercato del lavoro con maggiori competenze e soprattutto con conoscenze più adeguate al proprio percorso lavorativo individuale. Ringrazio gli assessori provinciali del contributo fattivo che hanno dato e daranno i loro enti per la migliore riuscita di questa innovazione in tema di welfare, soprattutto in momento particolare di crisi economia e occupazionale come questo. Crisi alla quale in questi due anni l'Abruzzo ha saputo fronteggiare grazie ad una collaborazione seria fra le Istituzioni e tutti gli attori sociali e che ha visto investite ingenti risorse sul versante degli ammortizzatori sociali prima, ben 190 milioni di euro, e adesso con questi 32 milioni che si sommano ad altri sempre nella stessa direzione, su quello delle politiche attive».

«Non a caso - ha spiegato Gatti in conclusione - l'attuale tasso di disoccupazione in Abruzzo, pur restando preoccupante al di là dell'aridità dei semplici numeri, si è attestato all'8,4%. Ben al di sotto, quindi, di quell'9,7% che avevamo trovato al momento dell'insediamento del Governo Chiodi. Evidentemente - ha aggiunto - se questa è la situazione, il nostro impegno costante nel fronteggiare la crisi con politiche adeguate ha prodotto un qualche risultato. Così come merita attenzione, - ha concluso - a fronte dei 492 mila occupati complessivi, il dato secondo cui 198 mila donne abruzzesi risultano attualmente occupate: la migliore perfomance dal terzo trimestre 2008 ad oggi»

26/01/2011 14.02