Mia Casa: «sciogliere immediatamente le 5 Ater regionali»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Una delegazione del Mia Casa d'Abruzzo ha chiesto ieri al Consiglio Regionale riunitosi a Pescara di esercitare le proprie competenze Costituzionali e Statutarie in materia di Edilizia Residenziale Pubblica.

Tra le richieste avanzate la predisposizione e l'approvazione dei piani per la immediata messa in sicurezza antisismica del patrimonio abitativo pubblico, l'approvazione di una Legge Regionale per il ripristino del “riscatto graduale e sociale” degli alloggi ex-Gescal a favore delle famiglie assegnatarie aventi diritto.

Ma il Mia Casa ha anche chiesto di sciogliere le 5 Ater della Regione Abruzzo e trasferire ai Comuni le competenze amministrative e di gestione.

«Il Consiglio Regionale non ha trovato fino ad ora il tempo per interessarsi della Edilizia Residenziale Pubblica», lamenta Pio Rapagnà. «Anzi, proprio nel momento più delicato della ricostruzione e della emergenza abitativa, invece di finanziare e attuare interventi urgenti per la messa in sicurezza antisismica ha inserito all'interno della Legge Finanziaria per il 2011 gravi e incostituzionali modifiche alla Legge Regionale n. 96 del 25 ottobre 1996 con le quali, ai fini della attribuzione del punteggio e della graduatoria per l'assegnazione degli alloggi, si tolgono da 2 a 3 punti agli anziani e pensionati che non hanno superato il 70° anno di età, e addirittura 3 punti ai richiedenti che vivono in situazioni di grave disagio abitativo accertata da parte dell'Autorità competente ed esistente da almeno due anni alla data del bando».

«Purtroppo», continua Rapagnà, «l'attuale Consiglio Regionale, pure di fronte ad un terribile post-terremoto che vede famiglie sfollate e in situazioni di grave disagio abitativo, ha fatto di tutto per inserire nella Legge Finanziaria alcune disposizioni in materia di canoni di locazione e di pertinenze che, “lupus in fabula”, potrebbero coinvolgere, per parti separate e distinte, oltre a garage e autorimesse, anche terrazze, cantine, superfici scoperte di pertinenza dell'immobile e superfici condominiali a verde, mettendo nelle mani delle Ater e dei Comuni la possibilità a la tentazione di privatizzare e vendere a terzi non assegnatari  enormi volumi urbanistici ed aree pubbliche di grandissimo pregio e utilità sociale».

 26/01/2011 9.49