Giunta regionale: suspense sulle deleghe ai neo assessori. Pdl sempre più diviso

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3553

GIANFRANCO GIULIANTE

GIANFRANCO GIULIANTE

ABRUZZO. C’è un pizzico di suspense, probabilmente studiato, nella nomina dei due assessori regionali Gianfranco Giuliante e Luigi De Fanis.

Hanno avuto il berretto cardinalizio, ma solo quello: il presidente Chiodi assegnerà le competenze, sabato, forse la prossima settimana. E così, come per i sei mesi di attesa delle nomine, il toto-deleghe impazzerà nei dibattiti. Ci sarà un colpo a sorpresa, con De Fanis alla sanità? A meno che i giorni che ancora mancano all’ufficializzazione completa siano solo un modo per attutire le polemiche scoppiate dopo la nomina all’interno del Pdl. Da una parte Nicola Argirò e la componente di Forza Italia non hanno gradito la loro esclusione, dall’altra a sorpresa si è spaccato il Pdl aquilano, con Roberto Santangelo, vice coordinatore comunale che plaude alla nomina di Giuliante, dall’altra Carla Mannetti che la contesta perché «non si riconosce nel suo modo di interpretare la politica».

 LUIGI DE FANISPiù scontate le critiche Pd che definisce «modeste» le due nomine e dell’Idv, con il senatore Alfonso Mascitelli, per il quale «il rimpasto è l’equazione di un fallimento politico: cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia». Insomma più che alle nomine, si dovrebbe pensare a come risolvere i problemi. In effetti la lunga gestazione del rimpasto ha dato l’impressione di una Giunta che non aggredisce i problemi e di un Pdl diviso al suo interno.

Questo “spettacolo” che ha riempito le cronache dei mesi scorsi, ha distolto l’attenzione dalla politica. E così, invece di parlare dei problemi seri come la drammatica situazione del sistema sanitario, ci si diverte a differire le deleghe, non si parla della crisi del lavoro, si evita il nodo del Piano operativo e della fine del commissariamento in sanità. Così non si pensa alle tante brutte figure “sanitarie” collezionate tra Consiglio di Stato e Tribunale amministrativo o alla disoccupazione ed alle nubi sul tessuto industriale e si cerca infine di nascondere le difficoltà interne alla maggioranza ed alla Giunta stessa. Ai cittadini ed ai lettori si dà in pasto il dibattito su quali e quante deleghe passeranno di mano o meglio di quante competenze si spoglierà il pluriincaricato Chiodi. Si è detto Sanità a De Fanis, seguendo il filo logico delle competenze, essendo questo nuovo assessore impegnato professionalmente come ospedaliero ad Atessa. Così si potrebbe parlare di delega all’Ambiente per Giuliante, che ha ricoperto questo incarico come vice presidente della Provincia dell’Aquila e come commissario del Parco della Majella per la sua nascita a Pennapiedimonte (Ch). Ma lui è diventato assessore in quota “L’Aquila” e la sua collocazione politica come ex An non fa numero nella battaglia tra Filippo Piccone e Fabrizio Di Stefano, che è riuscito a piazzare anche Di Matteo, che era il vice capogruppo di Giuliante, come presidente di commissione. Perché hai voglia di considerare il Pdl come un partito unico: le sue anime forziste e aennine riemergono, quando c’è un vincitore. E stavolta a prevalere è stato Di Stefano che ha rafforzato la presenza di An in Giunta, lasciando a Piccone solo l’incarico di capogruppo per Lanfranco Venturoni.

Ma aver vinto questo braccio di ferro potrebbe rivelarsi assai pericoloso e potenzialmente autodistruttivo: se la Giunta va male, Chiodi potrà sempre dire che la colpa è di An. Quanto a Giuliante, che pure in passato ha dato prova di essere operativo, è alle prese con il problema della ricostruzione dell’Aquila che non è cosa da poco. Certo non dipenderà da lui, ma gli attestati ricevuti dai suoi concittadini lo caricano di una responsabilità che forse non si aspettava e che ha messo tutti d’accordo. Salvo – come detto - la critica di Carla Mannetti, commissario Saga, che con tempestività tutta femminile, ieri (ma non lo poteva dire prima?...) ha eccepito che «come aquilana non si sente rappresentata da questa nomina». «Un rituale che si ripete nel tempo – ha commentato Giuliante – e che mi porta fortuna. Ogni volta che ho un incarico, Carla eccepisce. Mi preoccuperei dei complimenti….». Ma se un commento generale si può fare su queste nomine, è invece proprio l’ingresso in Giunta di Giuliante, un amministratore di lungo corso e di vecchia scuola, che fa pensare ad un rafforzamento politico dell’esecutivo formato di assessori con scarsa esperienza amministrativa. Ed anche De Fanis, pur con la sua breve esperienza di sindaco di Montazzoli e di assessore ad Atessa, potrà dare il suo contributo. Come in una squadra di calcio, vedi Milan o Juventus,  quando i giovani si perdono, nel secondo tempo entrano Seedorf e Del Piero a prendere in mano la squadra…. Sarà così anche per i due neo assessori?

Sebastiano Calella 26/01/2011 8.39