Aperture grande distribuzione, la Regione prova a rimangiarsi quanto ha stabilito

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3189

Aperture grande distribuzione, la Regione prova a rimangiarsi quanto ha stabilito
PESCARA. Aperture domenicali e festive delle attività commerciali, prosegue il ‘far west’ a favore della grande distribuzione organizzata.

Maurizio Acerbo, consigliere regionale del Prc, torna a tuonare contro le deroghe domenicali e festive. Oggi, al proposito, terrà una conferenza stampa per invitare i consiglieri regionali a bocciare la nuova legge all’ordine del giorno del Consiglio regionale (in programma sempre oggi) che vuole di nuovo aumentare le giornate di apertura straordinaria degli esercizi commerciali.

Nel corso del Consiglio regionale di fine anno, in sede di approvazione di bilancio, infatti, grazie a una serie di emendamenti, molti dei quali proposti da Acerbo, per il 2011 erano state ridotte le aperture domenicali e festive da 44 a 38. Un numero comunque elevato (nelle Marche ne sono 28 ogni anno) ma che andava nella direzione di salvaguardare il commercio al dettaglio e le piccole attività rispetto all’avanzare indisturbato della grande distribuzione organizzata.

In quell’occasone e con il bilancio a rischio bocciatura la maggioranza fu costretta ad ingoiare la pillola per evitare il fuoco di sbarramento degli emendamenti.

Oggi in Consiglio regionale, però, è in discussione un emendamento alla legge sul commercio dell’assessore allo Sviluppo economico Alfredo Castiglione, che vuole riportare di nuovo a 44 le giornate di deroga.

«L’emendamento di Castiglione – polemizza Maurizio Acerbo - è una pugnalata alle spalle al commercio abruzzese e soprattutto della città di Pescara, soffocato e accerchiato da un numero di centri commerciali che non ha pari in Europa. Particolarmente grave – aggiunge il consigliere regionale - il fatto che tale emendamento venga proposto all’interno di una leggina che cancella le tutele per i lavoratori del commercio, che d’altronde il governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale e che la Giunta Chiodi-Castiglione ha deciso di non difendere né migliorare per superare i rilievi».

Per questo Acerbo fa un appello ai consiglieri di centrodestra di ritirare l’emendamento.

Ma il consigliere va anche oltre e sottolinea l‘atteggiamento ‘sospetto’, in merito, di alcune associazioni di categoria.

«L’assessore ha convocato nei giorni scorsi le organizzazioni di categoria – spiega l’esponente del Prc - chiedendo una firma a supporto della sua iniziativa: firma che ovviamente Confindustria, Federdistribuzione, Lega Coop, eccetera non hanno negato. Stranamente – aggiunge Acerbo - anche la Confesercenti regionale ha firmato, mentre la Confcommercio no (credo che i negozianti della Confesercenti debbano chiedere conto al loro vertice regionale). E’ evidente che lobby potenti e trasversali – conclude amareggiato il consigliere regionale - hanno fatto dell’Abruzzo un caso più unico che raro di sviluppo selvaggio dei centri commerciali».

25/01/2011 10.02

RINVIO “TECNICO” IN COMMISSIONE

 E' stato rinviato in commissione per ulteriore approfondimenti il progetto di legge, in discussione oggi in Consiglio regionale, "Nuove norme in materia di commercio".

L’obiettivo è quello,di riportare a 44 le aperture domenicali della grande distribuzione.

Al progetto erano stati presentati 266 emendamenti, alcuni dei quali proposti da Maurizio Acerbo (Prc) e Antonio Saia (Pdci). Nei loro interventi in aula sia Acerbo che Saia hanno chiesto di ritirare il provvedimento e di riportarlo in commissione per ridiscuterne con le organizzazioni sindacali e di categoria.

Da parte sua l'assessore al commercio, Alfredo Castiglione ha replicato sostenendo che in realtà sono state molte delle associazioni di categoria a chiedere di riportare le aperture domenicali a 44.

«Voglio difendere - ha detto Castiglione - i piccoli, i medi e la grande distribuzione. Ho sempre detto che i grandi centri commerciali non dovrebbero più nascere sul territorio, sono già troppi. Ma quelli che ci sono devono pur vivere».

«Gli emendamenti di Rifondazione e Comunisti Italiani», ha aggiunto Acerbo, «hanno sventato il tentativo dell’assessore Castiglione e del PDL di aumentare il numero delle aperture domenicali e festive per i centri commerciali. Il nostro muro di emendamenti ostruzionistici ha costretto l’assessore a convenire sulla nostra richiesta di rinvio del provvedimento in commissione.  Rimane il fatto che l’impostazione ribadita dall’assessore è quella verso un aumento delle deroghe e una totale deregulation volta a favorire i centri commerciali».

CONFESERCENTI: «NO A CAVALLI DI TROIA, TUTTI DIFENDANO ACCORDO FATICOSAMENTE RAGGIUNTO»

«Siamo l’unica associazione del terziario che, per statuto», dice la Confesercenti, «non associa la grande distribuzione, e per anni abbiamo combattuto praticamente in solitudine il far west che ha portato l’Abruzzo a diventare l'eldorado dei centri commerciali. Solo grazie alla nostra testardaggine, a maggio 2010 è stato raggiunto faticosamente un accordo fra piccole e medie imprese, grande distribuzione, sindacati e consumatori che consente di bloccare per due anni l’apertura di nuovi centri commerciali e riportare nelle conferenze dei servizi le decisioni sugli orari commerciali: è stata una conquista di civiltà e di trasparenza. Chi prova ad aprire brecce in questo quadro si assume la responsabilità non solo di calpestare le regole, ma anche di prestare il fianco allo smantellamento degli accordi, aprendo di fatto una nuova stagione che manda al macero il confronto con le imprese, la regolamentazione e la programmazione».

«Proprio per evitare quelle fughe in avanti che in passato hanno penalizzato la piccola e media distribuzione – sottolinea Confesercenti – abbiamo pubblicamente apprezzato il messaggio del consigliere Maurizio Acerbo, contestandone però il metodo: il suo tentativo, giusto, di ridurre le aperture domenicali rischiava di consegnare l’alibi a chiunque di poter presentare, come egli ha fatto, proposte che all’improvviso e senza la necessaria concertazione smantellano le regole faticosamente scritte. Ma soprattutto riaprire oggi il dibattito attorno agli orari rischia di mettere in secondo piano quello che invece per noi è il tema centrale: bloccare l’apertura di nuovi centri commerciali. Le Pmi vanno sostenute sempre, non solo quando fanno notizia».

 25/01/2011 16.20