Gli italiani e le istituzioni: per il 68,5% fiducia in calo nel 2011

Alessandro Biancardi

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ROMA. Solo il 2,2% degli italiani dichiara che la propria fiducia nelle Istituzioni è aumentata nel corso dell’ultimo anno, mentre per il 68,5% è diminuita e per il 27,5% è invece rimasta invariata.

Dal 2004, il dato del 2011 è, in assoluto, il più alto sul fronte della sfiducia e il più basso su quello della fiducia.

Nel Rapporto Italia diffusa dall’Eurispes dello scorso anno infatti si rilevava una inversione di tendenza nell’atteggiamento dei cittadini nei confronti delle Istituzioni del nostro Paese e una ripresa di fiducia che interrompeva il trend fortemente negativo che si era affermato nel corso degli anni che andavano dal 2004 al 2009.

Il segnale del 2010 era eclatante: la percentuale dei cittadini che segnalava come la propria fiducia nelle Istituzioni fosse aumentata passava dal 10,5% del 2009 al 39% del 2010. A distanza di un anno esatto, c’è una radicale inversione di tendenza.

L’aumento dei delusi passa dal 45,8% del 2010 al 68,5% del 2011 e segna un incremento che supera il 22%. Difficile attribuire le cause di questo tracollo a motivazioni specifiche. «Questo risultato potrebbe essere imputato», rileva l’Eurispes, «ad un insieme complesso di fattori che in buona misura può coincidere con il senso di insicurezza generale provocato da una crisi economica che fa sentire il proprio peso sulla qualità complessiva della vita dei cittadini; da un senso di generale insicurezza e di timore per il futuro; dalla litigiosità dei partiti e dallo scontro continuo tra le Istituzioni e i poteri dello Stato».

La sfiducia è più diffusa tra i 25-34enni (72%) e tra i 35-44enni (71%) seguiti dai ragazzi tra i 18 e i 24 anni (69,7%). La quota maggiore di delusione si concentra tra coloro che si riconoscono nel centro-sinistra (78,4%), nella sinistra (71,9%) e nel centro (64,9%); percentuali che si abbassano nel centro-destra (49,6%) e a destra (46,8%). Merita attenzione il dato del 74,9% di quanti non appartengono a nessuno degli schieramenti politici e che indicano un aumento di sfiducia nelle Istituzioni.

 IN AUMENTO IL CONSENSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

La fiducia espressa dai cittadini al Presidente della Repubblica è nell’ultimo triennio in constante crescita: passa dal 62,1% del 2009 al 67,9% del 2010 sino a raggiungere il 68,2% di quest’anno. È significativo il fatto che il trend non abbia subìto interruzioni e ciò segnala come la funzione del capo dello Stato sia andata consolidando il proprio posizionamento nella considerazione degli italiani.

Il Presidente Napolitano ha ormai conquistato un largo apprezzamento che è oltretutto equamente distribuito sia sul piano geografico (le diverse aree presentano infatti una sostanziale omogeneità di gradimento) sia sul piano anagrafico: infatti, sia pure con una flessione nella fascia d’età tra i 18 e i 24 anni e quella tra i 25 e i 34, rispettivamente 19,1% e 18,9%, nel segnalare la massima fiducia il campione si esprime con una evidente conformità.

 GOVERNO: UN CROLLO DEL 12%, SFIDUCIATI SOPRATTUTTO I GIOVANI.

 Solo il 14,6% si dichiara molto o abbastanza fiducioso nel Governo; l’84,2% afferma di avere poca o nessuna fiducia e l’1,2% non sa esprimere un giudizio al riguardo o non risponde.

Nel 2009 i fiduciosi raggiungevano la quota del 27,7% che nel 2010 si riduceva di un punto percentuale passando al 26,7%. Quest’anno il governo perde ben 12,1 punti percentuali raggiungendo il 14,6% attuale, che è tra l’altro il risultato peggiore nella serie storica dal 2004. Occorre comunque sottolineare che, nonostante l’alternarsi dei governi, il grado massimo di fiducia nei confronti di questa Istituzione non ha mai superato il 33,6% del 2004.

Il dissenso attraversa con poche variazioni tutte le fasce d’età con una punta in quella tra i 25 e i 34 anni nella quale tra coloro che hanno poca (35,4%), nessuna fiducia (52%) si arriva a quota 87,4%. Sino a raggiungere il picco massimo tra i 18-24enni che indicano poca fiducia (46,1%) o nessuna fiducia (44,9%) per un totale del 91%. Difficile non collegare la sfiducia espressa dai più giovani con il disagio crescente espresso in forme intense nel corso di questi ultimi mesi.

 ANCHE IL PARLAMENTO IN CALO.

Anche il Parlamento ottiene risultati sconfortanti: solo il 15% dei cittadini si dichiara fiducioso. Si passa quindi dal 19,4% dei fiduciosi del 2008 al 26,2% del 2009 al 26,9% del 2010 sino all’attuale 15% che rappresenta in assoluto il punto più basso dal 2004, quando il livello di apprezzamento raggiungeva il 36,5%.

 MAGISTRATURA: CRESCE IL NUMERO DI CITTADINI CHE NE APPREZZA IL LAVORO.

 Dal 2004, anno nel quale si esprimeva un livello di fiducia del 52,4%, il trend della fiducia accordata alla magistratura è stato sempre positivo, fatta salva una flessione nel 2006 (38,6%) e nel 2007 (39,6%).

Si passa, infatti, dal 39,6% del 2007 al 42,5% del 2008; dal 44,4% del 2009 al 47,8% del 2010 sino al 53,9% del 2011, con un ulteriore aumento rispetto all’anno precedente di 6,1 punti percentuali. Sono più fiduciosi i maschi (56,6%) delle femmine (51,4%) e gli appartenenti alla fascia degli ultra 65enni (59,7%), seguiti da quelli tra i 45 e i 64 anni (58%). Con il ridursi dell’età diminuisce anche il grado di fiducia: il 52,7%. tra i 35-44enni, il 50,3% tra i 25-34enni e, in discesa sotto il 50%, il 44,9% dei giovani tra i 18 e i 24 anni.

Gli appartenenti all’area di sinistra (75%) e di centro-sinistra (71,1%) esprimono il più alto livello di fiducia seguiti da coloro che si dichiarano di centro (56,2%). Meno consistente è invece il livello di fiducia espresso al centro-destra (37,2%), a destra (31,9%) e da chi non si riconosce in nessuna area politica (45%).

Sul fronte opposto, ovvero tra coloro che non dichiarano di avere nessuna (10,1%) o poca fiducia (40,4%) si segnala un complessivo 50,5% nella fascia di età tra i 18 e i 24 anni, una forte omogeneità dal punto di vista geografico e un sostanziale equilibrio tra maschi e femmine.

Per quanto riguarda l’area politica di appartenenza il basso grado di fiducia si concentra nel centro-destra (59,5%: poca fiducia per il 42,1% e nessuna per il 17,4%) e a destra (68,1%: poca fiducia 38,3%, nessuna 29,8%). Coloro che non appartengono a nessuna area politica manifestano complessivamente poca o nessuna fiducia per il 52,8%.

 IL GIUDIZIO SUI MAGISTRATI.

Per completare il quadro sul rapporto tra cittadini e magistrati sono state poste alcune domande di approfondimento.

La prima domanda riguarda la fiducia nell’imparzialità dei magistrati. I risultati segnalano alcune interessanti variazioni. Nel 2010, l’11,4% del campione affermava di non nutrire alcuna fiducia nell’imparzialità dei magistrati; oggi, la stessa domanda raccoglie il 15,4% di pareri negativi con un incremento di 4 punti percentuali. La poca fiducia espressa nel 2010 dal 36,7% passa, nel 2011, al 31,9%, con un decremento del 4,8%. Quindi le risposte in gran parte si compensano.

Abbastanza fiducia nell’imparzialità dei magistrati veniva espressa nel 2010 dal 39,1%, mentre nel 2011 si segnala una breve flessione dell’1,6% con il passaggio al 37,7%. Molta fiducia veniva espressa dal 9,9% degli intervistati nel 2010 e nel 2011 la fiducia massima viene espressa dal 13,4%, con un incremento del 3,5%. Nel complesso quindi più della metà degli italiani è convinta dell’imparzialità dei magistrati.

24/01/2011 15.14