Sanità, Fazio ottimista: «tra poco in Abruzzo sanità invidiabile»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «L'Abruzzo, in tempi molto brevi, avrà una sanità invidiabile e non peggiore di quella del Nord. I cambiamenti, in quanto tali, creano disfunzioni. Ma questa Giunta ha il coraggio di farli».

Ne è sicuro il ministro Ferruccio Fazio questa mattina all'Aquila per un incontro con il commissario Gianni Chiodi e i sindaci di sette comuni abruzzesi, Casoli, Guardiagrele, Gissi, Tagliacozzo, Pescina, San Valentino e Avezzano. Il ministro è arrivato in città su invito di Chiodi per un breve confronto con gli amministratori delle città interessate alla prima fase di attuazione del piano di riordino della rete ospedaliera. E se in queste settimane non sono mancati scontri e proteste proprio da parte di chi non riesce a digerire il nuovo piano, il governatore ha preferito convocare i 'piani alti' per una ventata di ottimismo.

«Stiamo facendo oggi in Abruzzo - ha sottolineato Fazio - quello che è stato realizzato negli anni '80 in Regioni come la Toscana l'Emilia Romagna, Veneto e Lombardia». Fazio ha parlato dell'esigenza di una «razionalizzazione delle reti in particolare che tenga conto del problema di territori montuosi. Ci sono esempi nel nostro Paese - ha detto ancora Fazio - come la Val d'Aosta che ha risolto questi aspetti con una centralizzazione ospedaliera».

«I sindaci sono consapevoli che la strada è segnata - ha spiegato Chiodi - sono consapevoli che una situazione del genere, che è stata ereditata, non può essere più sopportata dalla Regione Abruzzo, hanno capito che andare avanti sulla vecchia strada significa dequalificare la sanità regionale e quindi conoscono la realtà e condividono questo nostro indirizzo».

 



 

E non sono mancate nelle ultime settimane le proteste da parte di alcuni sindaci che non approvano i tagli. C'è anche chi teme che in questa fase di riconversione, cioè nel passaggio da ospedali per acuti a ospedali di comunità o presidi territoriali, ci sia un allungamento dei tempi. «Posso dire fin da ora», ha assicurato Chiodi, «che il nostro impegno è ridurre i tempi e che saremo quanto più possibile vicini ai sindaci con i quali andremo a condividere anche le diverse ipotesi di riconversione in un processo di partecipazione più ampio possibile».

Il presidente della Regione ha poi annunciato che incontrerà in due diverse riunioni i sindaci della Asl di Chieti e successivamente quelli marsicani della Asl dell'Aquila insieme con i massimi responsabili delle aziende sanitarie. Chiodi ha poi confermato che l'attenzione del governo al processo di risanamento della sanità abruzzese è confermata dal fatto che l'Abruzzo «avrà quella priorità necessaria per quanto riguarda la realizzazione dei nuovi cinque ospedali, che andranno a razionalizzare ulteriormente il sistema in un seconda e terza fase».

Intanto non si placano le polemiche per l’anziano di Schiavi di Abruzzo, che con un’emorragia interna è giunto al pronto soccorso di Vasto dopo quasi tre ore dalla prima richiesta al 118. Per il consigliere regionale Paolo Paolomba (Idv), vicepresidente della commissione  Sanità della Regione, questo sarebbe «il primo di una lunga serie di episodi che interesseranno tutti i comuni
dell’entroterra Vastese, sui quali i tagli alla sanità avranno delle conseguenze catastrofiche».

Vista la dismissione in atto di molti ospedali di zona, sia in Abruzzo che nel confinante Molise, secondo il consigliere «i residenti nei comuni montani del Vastese si troveranno presto nell’impossibilità di ricevere assistenza medica, anche per quanto riguarda le emergenze. I piccoli ospedali, come ad esempio quello di Agnone in Molise, o quello di Gissi, sono stati, fino ad oggi, la salvezza per le popolazioni dell’entroterra. - continua Palomba - Ora che sia Iorio in Molise che Chiodi in Abruzzo stanno praticando pesanti tagli ai reparti, rendendo praticamente inservibili i presidi sanitari di zona, per i cittadini di serie “B” dell’Alto Vastese e Alto Molise è seriamente a rischio la sopravvivenza, perché di questo si tratta».

«Le dichiarazioni rilasciate dal ministro Fazio a margine dell’incontro con i sindaci abruzzesi sono vere a metà», dicono Maurizio Acerbo, consigliere regionale PRC Marco Fars, segretario regionale PRC, «il ministro sostiene che si sta facendo in Abruzzo quello che in passato si è fatto in altre regioni citando Toscana, Emilia-  Romagna, Veneto e Lombardia. Dimentica il ministro un elemento essenziale per comprendere il problematico vuoto assistenziale che va determinandosi in Abruzzo. Quello che le regioni citate hanno fatto attraverso un percorso durato anni in Abruzzo lo si vuole fare in sei mesi. Le regioni citate hanno proceduto alla razionalizzazione della rete ospedaliera dentro un percorso di parallela attivazione di altre tipologie di assistenza sul territorio. La realtà è che si approfitta dell’oggettiva situazione di debolezza della politica regionale per imporre all’Abruzzo tempi e modalità di riordino che non possono che penalizzare i cittadini e il loro diritto alla salute».

08/09/2010 16.01