«L’Arta rischia di diventare un contenitore vuoto»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L’Arta – Agenzia regionale per la tutela dell’Ambiente – rischia di trasformarsi in un contenitore vuoto, senza le professionalità e le risorse umane per poter incidere efficacemente nei campi di competenza su cui opera.

Il grido d’allarme arriva da Vincenzo Traniello, segretario generale della Cisl Fp, che in una nota denuncia l’immobilismo della Giunta Chiodi rea, in particolare, di non aver ancora provveduto, a due anni dalla sua nomina, a indicare i direttori generali e a dotare gli enti strumentali della Regione di una struttura tecnico-amministrativa in grado di rilanciarne l’attività.

«A due anni dall’insediamento della Giunta Chiodi – denuncia Traniello - la maggioranza degli Enti strumentali della Regione Abruzzo è ancora acefala, con disastrose conseguenze sull’azione amministrativa della Regione. La richiesta della Cisl – aggiunge il segretario - è stata  ignorata. L’azione amministrativa degli Enti si è ulteriormente indebolita, prefigurando strutture ormai allo sbando, senza una direzione strategica che abbia capacità di incidere in maniera efficace ed efficiente».

A questo si aggiunge, secondo il segretario del sindacato, la graduale ma sempre crescente perdita delle professionalità: «Una continua perdita di dirigenti e funzionari – polemizza Traniello - che, umiliati nella loro dignità da questo immobilismo disfattista, continuano a trasferirsi in altre amministrazioni».

«È ora che la Giunta e le forze politiche, che concorrono a sostenerla, si facciano carico della responsabilità di assumere decisioni sulle nomine – conclude nella nota il segretario della Cisl Fp - altrimenti alla fine della gestione commissariale, degli enti strumentali e nella fattispecie dell’Arta, la Regione Abruzzo si ritroverà ad avere tanti contenitori senza le professionalità e le risorse umane per poter incidere efficacemente nei campi di competenza degli stessi enti».

20/01/2011 12.23

FP CGIL: «SIAMO ALLO SBANDO. INTERVENGA CHIODI»

La segreteria regionale Fp Cgil dell’Arta e i componenti delle Rsu denuncia «il grave stato di abbandono» in cui versa l’Ente.

Da due anni la Giunta Regionale ha affidato la gestione ordinaria dell’Agenzia ad un commissario regionale in attesa dell’approvazione della legge di riordino.

«La legge di riordino n. 27 è stata approvata il 14 luglio 2010», dicono i sindacati, «il bando per il nuovo direttore è scaduto il 2 dicembre 2010, ma ad oggi l’Arta è inspiegabilmente ancora senza direttore generale, direttore tecnico e direttore amministrativo», questi ultimi due nominati dal direttore generale.

Si sarebbe arrivati così ad una situazione che non può andare avanti, sostengono i sindacati: «l’Arta Abruzzo è l’Ente tecnico ambientale per eccellenza della nostra realtà regionale in quanto, con le sue attività analitiche e territoriali altamente specializzate, funge da supporto necessario alla procura della Repubblica, alla Guardia di Finanza, Guardia Forestale ma anche alle Province, Regione, Comuni, Asl».

Ma oggi si ha la percezione di essere stati «dimenticato dalla politica e senza una guida generale, tecnica ed amministrativa non si riesce a svolgere il proprio compito come si vorrebbe e dovrebbe in quanto viene a mancare l’attività espressa dalla direzione strategica che fissa gli obiettivi, interagisce con le istituzioni per le importantissime questioni sul tappeto (basti pensare alla materia dei rifiuti, delle acque, dell’aria ecc) ed espleta il coordinamento tra le varie sedi regionali (6) che rischiano, in mancanza di un “timone”, di agire in modo sconnesso ed addirittura contradditorio tra di loro».

Rsu e Fp Cgil chiedono «con forza e determinazione» che all’Arta Abruzzo immediatamente sia «data la dignità che merita attraverso la nomina di una direzione strategica qualificata per operare in un campo tanto importante e determinante per la salute della collettiviti. I dipendenti dell’Agenzia hanno pazientato sulle ragioni della politica per troppo tempo. Ora basta. Il presidente della Regione assuma la propria responsabilità ed eserciti il ruolo per il quale è stato eletto.

O forse si vuole che l’Arta non funzioni?»

Nel caso in cui la situazione non si dovesse sbloccare la Fp Cgil ha annunciato che si rivolgerà a tutte le Autorità, («se necessario anche ministeriali»), e saranno messe in campo «tutte le iniziative di protesta possibili al fine di mettere l’Agenzia in condizione di poter finalmente operare efficacemente al servizio della collettività ed i dipendenti di lavorare con dignità».

 21/01/2011 9.31