Lo sfogo della Baraldi:«Spesa farmaceutica fuori controllo per colpa dei dirigenti»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4221

Lo sfogo della Baraldi:«Spesa farmaceutica fuori controllo per colpa dei dirigenti»
ABRUZZO. «La spesa farmaceutica convenzionata aumenterà di circa 7,2 milioni, soprattutto per colpa delle aziende Asl di Chieti e L’Aquila».

«Il che significa il fallimento di uno degli obiettivi prioritari su cui si era impegnato Chiodi al Tavolo di monitoraggio di Roma. Bisogna punire chi in Regione o in queste due Asl non ha monitorato il problema. Distinti saluti, Giovanna Baraldi».

 Tradotto dal burocratichese: “siete tutti dei somari, non solo sforiamo, ma non ve ne siete nemmeno accorti. Io in queste condizioni non posso lavorare con voi”.

Dopo mesi di scontri vivaci all’interno del sesto piano di via Conte di Ruvo a Pescara, il sub commissario ha lasciato questo messaggio infuocato come auguri di Natale ai dirigenti ed ai funzionari coinvolti. La lettera porta infatti la data del 21 dicembre ed è indirizzata, oltre che a Chiodi, a Maria Crocco, direttore regionale delle politiche della salute, ai manager Asl di Chieti e L’Aquila, Stefania Melena, servizio farmaceutico, Angelo Mucciconi, gestione flussi informatici, Nicola Allegrini, assistenza specialistica, Dario Soria, controllo di gestione e a tutti i dirigenti della Farmaceutica e della medicina di base nelle Asl di Chieti e L’Aquila. Poi la sub commissaria è partita e se ne sono perse le tracce.

Giovanna Baraldi: chi l’ha visto? Non si incontra più in assessorato, per le vacanze natalizie certamente ha preferito Cortina a Pescara e dopo la Befana, in attesa delle sentenze del Tar sui piccoli ospedali (una sospensiva sì una no, pari salomonico) nessuno ha dato peso alla sua assenza. Poi, pochi giorni fa, c’è stata la sconfitta al Consiglio di Stato. Devastante per la sua credibilità quell’Ordinanza cautelare spuntata da quei “cocciuti” di Guardiagrele che si ostinano a fare il bene in Comune e a tenere aperto l’ospedale locale con la respirazione bocca a bocca. Il Piano operativo taglia-ospedali è stato bocciato per “difetto di istruttoria”, quasi come una scena muta all’esame con la domanda a piacere sulla tesina preparata, ma copiata. Non dovrebbe capitare quando a scrivere è un sub commissario che guadagna come un manager (si viaggia sui 150 mila euro l’anno?), che passa per uno dei massimi esperti di questo settore e che è molto accreditata nei corridoi dell’Agenzia sanitaria nazionale, di cui poteva addirittura diventare capo. D’altra parte tutti, e non solo perché lo ripete lei ogni volta che c’è un incontro allargato agli addetti ai lavori, le riconoscono una capacità specifica nel maneggiare numeri, posti letto, primari e malattie, accompagnate solo da qualche spigolosità nei rapporti sindacali (va di moda tra i manager in carriera).

SI ANNUNCIA UN LUNGO CONTENZIOSO DOPO LE ORDINANZE DI TAR E CONSIGLIO DI STATO

E allora perché non si vede? I maligni sussurrano che dipende dal fatto che non le viene liquidato il compenso da circa due mesi, altri spiegano che questo ritardo è l’anticamera del licenziamento (il suo mandato dura giusto da un anno) o della chiusura indolore del rapporto di lavoro attivato per “sistemare” la sanità abruzzese. Certo è che il commissario Chiodi è rimasto solo a difendere il Piano, che non ha scritto lui, e a tranquillizzare tutti che in breve la questione sarà risolta. Risolta? Ma ci vogliamo prendere in giro? Intanto perché il 23 marzo sui numerosi ricorsi pendenti, il Tar potrebbe dare ragione ai ricorrenti contro i tagli e quindi potrebbe essere proprio la Regione a ricorrere al Consiglio di Stato allungando ancora i tempi. Se vince la Regione a ricorrere saranno i sindaci o le liste civiche. Se poi, come da richiesta del Consiglio di Stato, non si farà la prescritta istruttoria restiamo ai Pip, i punti di primo intervento, come surrogato (bocciato) dell’assistenza sanitaria? E allora è probabile che il sub commissario Baraldi abbia deciso di gettare la spugna: se in Abruzzo non la capiscono (dai sindaci ai giudici amministrativi alle opposizioni politiche), meglio cambiare aria e non finire impantanati in un contenzioso che rischia di paralizzare la Regione. E la spesa farmaceutica?

«Abbiamo fatto una figuraccia – scrive la Baraldi – è un risultato negativo scoperto solo per caso e non attraverso il monitoraggio dei dirigenti regionali ed aziendali competenti. Il dirigente regionale non ha controllato le Asl, i dirigenti Asl non hanno monitorato l’attività, i manager non hanno attivato strategie di gestione. E’ necessario punirli».

 Una dichiarazione di guerra in piena regola o un pretesto precostituito per un’uscita anticipata spiegata come incompatibilità ambientale? E mentre si litiga, tanto la colpa è sempre degli altri, la spesa farmaceutica (sembra di capire quella ospedaliera) lievita incontrollata. Hai voglia a pagare il ticket o a chiudere ospedali e servizi….

Sebastiano Calella 20/01/2011 10.23