Ripascimenti costa abruzzese, «in 10 anni più danni che benefici»

Alessandro Biancardi

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Ripascimenti costa abruzzese, «in 10 anni più danni che benefici»
ABRUZZO. Anni e anni di interventi inutili e costosi. Centinaia di milioni buttati a mare per i ripascimenti. Il Comune annuncia per il dragaggio altri 200 mila euro e lavori a ridosso della stagione estiva.

Sul tema della erosione e del conseguente ripascimento si continua ad ammettere il fallimento di interventi, anche recentissimi, che si continuano a finanziare.

Nei mesi scorsi abbiamo trattato svariate volte il problema dimostrando come i lavori di ripascimento sui quali si è deciso di 'investire' negli ultimi 10 anni erano inutili e gli effetti benefici duravano appena pochi mesi. Adesso il sindacato dei balneatori, che dal canto suo rivendica nuovi interventi per poter mettere nelle condizioni la categoria di preparare la nuova stagione balneare, ammette clamorosamente non solo il fallimento ma persino il peggioramento della situazione.

Dunque non solo i ripascimenti non servono ma le cose sono pure peggiorate, cioè sarebbero addirittura “nocivi”. L’associazione dei balneatori infatti ammette: «in 10 anni sono raddoppiati i problemi, occorre un intervento strutturale anche perché ogni euro investito in difesa del mare produce sei euro di ricchezza per la collettività».

«All’inizio degli anni 2000 i fronti aperti erano meno di 10 e la cifra ipotizzata per sanare tutte le ferite era di 98 milioni di euro: oggi siamo quasi a quota 20 fronti aperti e la cifra è lievitata a 150 milioni», dicono il presidente di Fiba-Confesercenti Antonio La Torre ed il coordinatore Ciro Gorilla, «per questo ribadiamo che è necessario un intervento consistente. A nostro giudizio per non disperdere le energie in piccoli interventi di ripascimento vanno prima realizzate delle barriere rigide di difesa, parallele o perpendicolari alla costa, ed in un secondo momento procedere al ripascimento. Solo così si eviterà – dicono La Torre e Gorilla – che ad ogni mareggiata si presenterà lo stesso problema».

Come si spiega questo peggioramento? Come spiega la Regione lo sperpero inutile di denaro pubblico? Come giustifica gli ulteriori 150 milioni di euro stanziati per interventi simili? Chi ha pagato per gli errori ed i soldi spesi per i diversi mega progetti faraonici (come il progetto Ricama ma non solo)?

Dunque si rincorrono nuove emergenze e si stanziano ora 100mila, ora 200mila euro ad ogni protesta per interventi che non servono. In merito non si è aperto nemmeno un dibattito che possa almeno iniziare ad affrontare il problema anche perché l’attuale assessore competente continua a ribadire che è tutto a posto e che i lavori di ripascimento servono e sono serviti.

Nei giorni scorsi Fiba-Confesercenti, la più rappresentativa fra le associazioni di categoria, ha formulato la richiesta di una istituzione di un tavolo tecnico per non annaspare più e non andare a braccio ma provare a discutere e coordinare interventi diversi rispetto alla semplice sabbia gettata in mare e portata via dalla corrente.

«Urge comunque», secondo Fiba-Confesercenti, «la convocazione di un tavolo politico per affrontare in maniera organica il problema: non chiediamo di gettare risorse a mare ma di affrontare economicamente e politicamente la difesa di un bene capace di produrre reddito, occupazione e gettito fiscale».

Al momento i fronti più gravi – ma non gli unici – indicati dalla categoria sono: Alba Adriatica (foce Vibrata e via Trieste), Silvi Marina (Piomba e Villaggio del Fanciullo), Rocca San Giovanni, Casalbordino (nord e sud), Ortona (Lido Riccio e zona Foro), Fossacesia, Pescara (Villaggio Alcyone), Francavilla al Mare (zona nord e zona "porto"), Giulianova (Lungomare Rodi), Martinsicuro.

Così a protestare sono nell’ordine associazioni di categoria e via via comuni diversi sollecitati dagli operatori. Anche a Pescara il problema si trascina da anni così come gli annunci e gli stanziamenti. Gli ultimi risultati di un incontro in Comune vorrebbe il prossimo ripascimento del litorale di Porta Nuova ad aprile.

Come per il dragaggio del porto canale, anche questo problema si è aggrovigliato su se stesso ed è stato risucchiato dalla burocrazia e da passi falsi.

Lo scorso dicembre la Regione Abruzzo ha materialmente erogato il contributo di 150mila euro pure annunciato nell’aprile 2010, per garantire la fornitura di sabbia nel tratto di spiaggia compreso tra il confine con Francavilla al Mare sino a Fosso Vallelunga. A quel fondo si aggiungeranno i 50mila euro stanziati dal Comune di Pescara stesso che per la prima volta ha istituito un capitolo di bilancio ad hoc. Un successo sbandierato dalla giunta Mascia, unica soluzione elaborata ad un problema infinito che non si risolverà.

Sulla scorta dell’assegnazione materiale del fondo, il Comune nei giorni scorsi ha già incontrato il progettista, l’ingegner Angelini, che sta redigendo il progetto esecutivo il quale, «entro una decina di giorni al massimo, verrà approvato in giunta per consentire di avviare la gara d’appalto». «Probabilmente procederemo o con la procedura negoziata o chiamando direttamente le ditte per la presentazione delle offerte», ha anticipato l’assessore Del Trecco, «poi saranno necessari al massimo 30 giorni per la verifica dei requisiti, ma, una volta individuata la ditta vincitrice, dovremo, come previsto dalla nuova normativa, attendere 35 giorni prima dell’aggiudicazione definitiva e dall’avvio dell’intervento per consentire alle altre imprese partecipanti di presentare eventuali ricorsi».

20/01/2011 9.23

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