Consiglio di Stato: non chiude l’ospedale di Guardiagrele. Caramanico (Pd): «ora Chiodi si dimetta»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Consiglio di stato blocca il Piano sanitario operativo e scongiura per il momento la chiusura dell’Ospedale di Guardiagrele.*OSPEDALE DI CHIETI, BOOM DI RICOVERI E I FUORI ASL SBANCANO

Una bocciatura su tutta la linea dell’operato del Commissario alla sanità, pur condita dalle cautele di ogni sospensiva, come è appunto l’ordinanza che accoglie le istanze cautelari di ricorrenti.

«Non sembrano del tutto sfornite di fondamento», scrive il Consiglio di Stato, le perplessità sollevate sulla scelta del duo Chiodi-Baraldi: per questo motivo si deve riesaminare il Piano taglia ospedali, sia alla luce dei motivi di censura sollevati, sia per il difetto di istruttoria del provvedimento adottato dalla struttura commissariale. Dunque una conferma del fatto che “5 cittadini 5” sono riusciti per il momento a battere la struttura commissariale e a dare voce e sostanza a quelle che il Consiglio di stato definisce “perplessità”.

In realtà sono state polemiche feroci e contestazioni che da mesi la politica regionale non ha ascoltato anche quando erano fondate sul buonsenso. Pare di vedere il disappunto di chi fino ad oggi ha fatto spallucce contro le critiche al Piano sanitario operativo, tutte le critiche naturalmente e non solo da Guardiagrele, perché la diagnosi del Consiglio di Stato è impietosa: “difetto di istruttoria”.

Cioè gli estensori dei provvedimenti di chiusura (in questo caso anche la Asl di Chieti, anche se è solo il braccio operativo) hanno operato a tavolino, senza tener conto della realtà del territorio, della composizione demografica dei comuni del circondario interessato, dei diritti alla salute dei cittadini, di tutti i cittadini. Proprio quello che da mesi la lista civica “Guardiagrele il bene in comune” è andata dicendo senza ottenere ascolto da parte del Centrodestra locale e regionale, che bollava come strumentali le critiche. Ora, a macchia d’olio, il problema si ripercuoterà su tutto l’Abruzzo: sia perché rimette in discussione la scelta verticistica romana di occupare militarmente la regione attraverso il commissario, sia perché ripartirà la contestazione in tutte le zone interessate dalla chiusura dei piccoli ospedali con una sana riscoperta della democrazia dal basso, sia perché riprenderanno vigore le quotazioni del Consiglio regionale finora esautorato dalle scelte di politica sanitaria. Con un’altra spada di Damocle che pende sul presidente-commissario e sulla gestione fin qui adottata: la Corte di Cassazione, con una sentenza riferita però alla Calabria, ma che estensivamente riguarda anche l’Abruzzo, ha affermato il principio che un Commissario non può prevaricare una legge regionale esistente e deve rispettare le procedure, insomma non è il padrone assoluto del destino dei cittadini. Vale per Chiodi-Baraldi, vale per Luigi Redigolo, è un annuncio di contenzioso che paralizzerà la Regione negli anni a venire. Si tratta di cancellare tutto e di ripartire: è la sconfessione di un modo di governare.

Sebastiano Calella  18/01/2011 10.09

«CHIODI HA IL DOVERE DI DIMETTERSI»

 «L’annuncio dell’accoglimento da parte del Consiglio di Stato della sospensiva, e il conseguente blocco del provvedimento di chiusura dell’ospedale di Guardiagrele deciso nel Piano Sanitario, sanciscono una volta per tutte il fallimento del Programma operativo del Commissario Chiodi». Così in una nota il consigliere regionale del Pd, Franco Caramanico, commenta la notizia che scongiura per il momento la dismissione dell’ospedale Santissima Immacolata. «Chiodi – continua Caramanico- avrebbe il dovere morale, oltre che politico, di rassegnare le sue dimissioni da Commissario straordinario alla sanità e di bloccare i provvedimenti assunti nel Piano Operativo. Sulla loro legittimità è lecito nutrire più di una riserva, tanto più alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale, secondo cui il Commissario non ha poteri legislativi e non può assumerli arbitrariamente, come invece ha fatto il Governatore della Regione Abruzzo. Non possiamo poi non chiederci cosa si nasconda dietro la strenua ostinazione da parte di Chiodi di continuare a portare avanti i suoi piani sulla chiusura degli ospedali; quali siano i reali interessi di una manovra su cui attendiamo fiduciosi la pronuncia dei giudici del Tar, chiamati il prossimo 23 marzo a esprimersi nel merito dei ricorsi presentati. Chiediamo - conclude Caramanico - che Chiodi, dimettendosi dall’incarico di Commissario alla sanità, restituisca i pieni poteri al Consiglio regionale, di fatto esautorato su una materia, quale è la sanità, di importanza cruciale per la nostra regione».

18/01/11 11.53

SNDACO ROCCAMONTEPIANO: «E' LA SCONFITTA DELLA SUPPONENZA»

«Al centrosinistra di Guardiagrele e al Consigliere regionale del Pd Franco Caramanico va il mio plauso, di semplice cittadino ma anche di sindaco della mia comunità, per aver condotto una battaglia importante, significativa e storica per l’affermazione del diritto alla salute sul nostro territorio», commenta Adamo Carulli, sindaco di Roccamontepiano.

«Purtroppo non posso essere grato a nessun esponente della destra di governo e del suo presidente della Regione Abruzzo che, da Commissario straordinario alla sanità, ha negato sistematicamente il confronto con i sindaci e i cittadini del territorio, compresi quelli del centrodestra. Con un atto unilaterale e la supponenza di chi pensa di decidere autonomamente le sorti della più importante istituzione abruzzese, aveva deciso di svuotare le aree interne dei più essenziali servizi di sanità e tutela del diritto sacrosanto alla salute».

«Oggi celebriamo una vittoria significativa e una sconfitta pesante della supponenza di certi esponenti di governo, di una destra che non rappresenta i cittadini e di alcuni esecutori materiali inviati da Roma o Milano per applicare le decisioni dei tavoli di governo».

18/01/11 15.16

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OSPEDALE DI CHIETI, BOOM DI RICOVERI E I FUORI ASL SBANCANO

 CHIETI. Boom di ricoveri, in questi giorni, all’Ospedale di Chieti, dove in alcuni casi si è stati costretti a ricorrere alle barelle pur di accogliere i pazienti.

«Questo fenomeno si presta a diverse letture – spiega Amedeo Budassi, Direttore Sanitario della Asl Lanciano Vasto Chieti – perché in parte è legato al periodo invernale, in cui il riacutizzarsi delle patologie croniche e la diffusione delle sindromi influenzali porta a un aumento dei ricoveri e della richiesta di assistenza in generale. Siamo davanti agli effetti prodotti dall’elevata attrattività esercitata da questa struttura, che continua a richiamare un elevato numero di pazienti, anche provenienti da altre Asl, che non si lasciano scoraggiare nemmeno dalla difficoltà, in certi periodi dell’anno, a trovare posto».

D’altra parte la presenza di barelle nei corridoi purtroppo non è una novità per quest’ospedale, che in un certo senso si trova nella condizione di far fronte a una domanda superiore alla propria disponibilità di letti.

«La mobilità attiva, dunque», continua Budassi, «ha un doppio volto, perché se da un lato ci premia sotto il profilo professionale ed economico, con un oltre 30% di pazienti che arrivano da altre Asl». E i numeri danno ragione al direttore sanitario, perché nella scorsa settimana all’ospedale di Chieti sono stati eseguiti in tutto 118 ricoveri urgenti, di cui il 32% proveniente da altre Asl:

In Clinica Medica 28 ricoveri (5 fuori Asl), Semeiotica Medica 20 (9 fuori Asl), Patologia Medica 20 (5), Pneumologia 12 (5), Neurologia 10 (5), Cardiologia 5 (4), Utic 7 (5), Geriatria 16.

Una rappresentazione efficace di come la domanda di salute sia concentrata moltissimo nel capoluogo, e che non potrebbe essere nemmeno indirizzata negli altri presidi aziendali, sostiene Budassi, perché il Policlinico «è espressione di una scelta precisa da parte dell’utenza, e anche perché, secondo una rilevazione di questi giorni, i pochissimi posti disponibili a Lanciano, Ortona, Vasto, Guardiagrele e Atessa non sarebbero stati comunque sufficienti ad accogliere l’elevato numero di richieste».

«Questi ricoveri dimostrano con assoluta evidenza l’appeal esercitato dall’Ospedale di Chieti – aggiunge il direttore generale della Asl, Francesco Zavattaro – che suggerisce, a nostro avviso, un ripensamento nella dotazione di posti letto assegnati a quest’Azienda e in particola al SS.Annunziata. Diversamente la capacità di attrazione rischia di diventare un boomerang, perché questo presidio si trova oggi ad accogliere una domanda ben superiore a quella calibrata in base al proprio territorio di riferimento, e sarebbe un vero peccato limitarne l’attività a causa di una insufficiente dotazione di posti letto e personale».

18/01/2011 17.54