Slitta ancora la Giunta regionale: il Pdl differisce e attende…

Alessandro Biancardi

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Slitta ancora la Giunta regionale: il Pdl differisce e attende…
ABRUZZO. «No, oggi non ci siamo sentiti con gli altri della maggioranza (ieri per chi legge, ndr). Mi dispiace non poterti essere più utile».

Questa laconica dichiarazione a PrimaDaNoi.it da parte del presidente Giovanni Chiodi, chiude un’altra domenica di vana attesa per il varo della Giunta regionale.

Dunque non ci sono stati contatti tra gli esponenti della maggioranza e quindi slitta ancora la conclusione del rimpasto dopo le dimissioni di due assessori. Forse se ne parla martedì o comunque in settimana e dopo quasi sei mesi di contrasti interni, il Pdl da partito del fare sembra sempre più il partito del differire.

 Come noto, infatti, anche sabato il vertice del Pdl che c’è stato a Celano dopo la manifestazione della Fondazione Magna Carta non è riuscito a sbrogliare la matassa “assessori sì-assessori no”. Eppure c’erano i massimi esponenti nazionali del centrodestra e tutti si aspettavano che la presenza contemporanea di tanti big di An e Forza Italia favorisse

l’accordo. E invece nulla di fatto: in verità Chiodi, che da tempo ha la nuova Giunta in tasca, ha insistito per definire il nuovo assetto degli assessori, ma ci sono stati irrigidimenti contrapposti dei politici locali. Da una parte c’è il senatore Fabrizio Di Stefano, che ha perso per strada due consiglieri regionali e che ha recuperato solo Alfredo Castiglione, non più tanto amato. Ciò nonostante chiede più spazio in Giunta.

Non gli basta infatti il solo Gianfranco Giuliante, di estrazione An, ma che diventa assessore in quota L’Aquila e su cui non si discute più: vorrebbe anche il capogruppo, ma Emiliano Di Matteo, attualmente vice e sostituto naturale di Giuliante, viene dalla provincia di Teramo e quindi è insidiato dal pescarese Lorenzo Sospiri.

Dall’altra parte c’è la componente forzista che preme per avere almeno il capogruppo (Lanfranco Venturoni) ed un assessore (Nicola Argirò invece che Luigi De Fanis).

Quindi solo contrasti per i rapporti di forza interna e nessun accenno alle qualità dei candidati.  La Giunta è pronta, ma si lavora agli equilibri politici interni della maggioranza.

E per fortuna che a Celano si parlava di meritocrazia alla seconda edizione della Winter school, che si è svolta venerdì e sabato sotto l’egida di Magna Carta. E’ stata una due giorni di appuntamenti culturali e di lezioni (in parte riservati a 50 giovani) che aveva come tema: “Lo Stato che cambia. Merito e Sussidiarietà: le sfide del presente”.

Un argomento affidato solo ad esponenti della cultura e della politica non abruzzesi, forse più meritevoli: il che si è tradotto in un autogol politico del Pdl che ha confermato la sudditanza coloniale dell’Abruzzo come terra di conquista, pur in presenza di tre Università. L’unica certezza uscita dalla manifestazione è stata dunque la conferma che il senatore Gaetano Quagliariello, presidente onorario della Fondazione, si candiderà in un seggio senatoriale abruzzese. E così la gemmazione di una Magna Carta locale potrebbe servire come passe-partout per accreditare come amico dell’Abruzzo il vice presidente dei senatori Pdl. Un’operazione affidata a Filippo Piccone, coordinatore regionale del centrodestra, dominus di Celano e munifico mecenate della Fondazione, di cui è presidente l’ex onorevole Antonio

Tancredi. E i problemi dell’Abruzzo? E la Giunta regionale? Dei primi ha parlato solomChiodi, ripercorrendo i temi del risanamento e dello sviluppo della Regione che gravano ormai solo sulle sue spalle. Per la Giunta tutti aspettavano la benedizione romana in trasferta a Celano, visto che il rifiuto dell’assessorato da parte di Emilio Nasuti, Fli, aveva comunque sbloccato l’organigramma che un’accettazione avrebbe complicato. Insomma questa mossa inventata da Chiodi in persona per disarticolare i finiani era anche la spia dell’insofferenza del presidente al giogo asfissiante dei partiti della sua maggioranza che continua a dare manifestazioni di conflittualità interna. In questo clima di palpabile nervosismo, pare perciò di capire che questo rinvio di qualche giorno per la nuova Giunta sarà l’ultimo concesso ad An.

Ma le vicende nazionali sempre più complicate ed alcune decisioni attese per la sanità (vedi la sentenza del Consiglio di Stato sul Piano ospedaliero) rischiano di far slittare ancora la nomina dei nuovi assessori.

 Sebastiano Calella  17/01/2011 9.02