Concorsi Regione «sospesi i bandi a tempo determinato»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Si corre ai ripari e si va verso la correzione degli «errori materiali» presenti nei bandi pubblicati a metà agosto.

CONCORSI REGIONEL'AQUILA. Si corre ai ripari e si va verso la correzione degli «errori materiali» presenti nei bandi pubblicati a metà agosto.

Ieri su convocazione dell'assessore regionale alle Risorse umane, Federica Carpineta, si sono riuniti i rappresentanti delle confederazioni sindacali regionali di Cgil, Cisl e Uil e il direttore della Struttura regionale, Claudio Di Giampietro. Dopo un intenso scambio di opinioni sui temi delle situazioni emergenti del personale, dei concorsi e delle selezioni avviate, i presenti hanno concordato sulla necessità di condividere un percorso finalizzato al rilancio della macchina amministrativa della Regione Abruzzo «che passi per una complessiva ed effettiva valorizzazione del personale regionale».

«Su precisa e dettagliata richiesta delle sigle sindacali presenti - ha precisato l'assessore - si è deciso di procedere ad una rapida modifica del bando delle cosiddette progressioni verticali nelle parti che presentano errori materiali, incongruenze e tutti gli altri vizi che non hanno rispettato le indicazioni concordate in sede di concertazione».

Per questo è stato deciso di sospendere i bandi a tempo determinato già pubblicati, «per concedere il tempo necessario alla predisposizione di percorsi selettivi più rispondenti ad una più ampia partecipazione», ha spiegato Carpineta, «e, soprattutto, per verificare tutte le possibilità di percorsi più rispondenti al superamento della situazione del precariato, anche sulla scorta dell'annunciato parere della Funzione Pubblica».

L'assessore si è impegnato a presentare alla approvazione della Giunta Regionale, entro il mese di settembre, «un pacchetto di iniziative» tra le quali anche «nuovi e trasparenti criteri per la composizione delle commissioni di concorso unitamente ad una sensibile riduzione dei costi per il loro funzionamento».

Intanto continuano ad arrivare anche a PrimaDaNoi.it segnalazioni (molte anonime) su stranezze e errori in bandi della Regione. Moltissimi si lamentano per come vengono organizzate, preparate e svolte le selezioni, in più di un caso ci sono arrivate email con i nomi dei vincitori in anticipo, segno che la preveggenza… è un virus che contaggia facilmente. Un fenomeno preoccupante, in espansione e molto ostico da raccontare senza incorrere nelle ire dei vincitori.

Ad esempio, ci fa notare un lettore, nella selezione per "specialista amministrativo" D1 vengono accettate lauree con indirizzo giuridico, politico-sociale, umanistico mentre verrebbero completamente ignorate le lauree in Economia. «C'è una tabella delle lauree accettate», racconta un lettore, «che fa veramente rabbrividire: accettano archeologia, storia antica, musicologia e beni musicali... e non possono fare domanda i laureati in economia. Eppure il programma d'esame (e quindi anche il lavoro che si andrà a fare) verte su diritto amministrativo; procedimento amministrativo ed elementi di Giustizia Amministrativo; diritto di accesso agli atti e normativa in materia di tutela della privacy; Funzioni e compiti delle Regioni; Ordinamento regionale; Nuova normativa in materia contrattuale nel pubblico impiego».

Ma anomalie ci sarebbero anche nella selezione per profilo di C1 di assistente contabile: «possono fare domanda solo i diplomati in "Diploma di Ragioniere e Perito Commerciale, Ragioniere Programmatore e Perito Commerciale, Analista Contabile, Operatore Commerciale, Tecnico della Gestione Aziendale" e non può partecipare chi ha la laurea in economia», segnala stupefatto il lettore. «Di solito si considera la laurea come titolo assorbente e quindi si può partecipare. Invece in questo caso niente fare...»
E se nei giorni scorsi i precari denunciavano di sentirsi tagliati fuori dalle selezioni e chiedevano l’applicazione della delibera di Giunta regionale n.38 del 21.1.2008, c'è chi fa notare, proprio dalla Regione, che quella delibera sarebbe stata resa inefficace, e pertanto inapplicabile, dall’articolo 3 della Legge Regionale numero 2 del 3 gennaio 2009 «che ha abrogato gli articoli 24, 25 e 26 della Legge regionale numero 17 del 24 novembre 2008 con i quali venivano approvate, sotto forma di legge, le stesse disposizioni previste agli articoli24 e 25».

«Poiché detta normativa è stata abrogata», spiegano alcuni dipendenti regionali, «appare molto difficile poter invocare un atto di Giunta praticamente sconfessato e ritirato dalla Giunta medesima e dichiarato addirittura incostituzionale dalla Corte Costituzionale».

 08/09/2010 10.12