Chiodi e raccomandazioni: interrogazione su scelta del manager Asl Teramo

Alessandro Biancardi

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Chiodi e raccomandazioni: interrogazione su scelta del manager Asl Teramo
TERAMO. Promesse di assunzioni e raccomandazioni da parte del presidente Chiodi. Un nuovo caso di politica clientelare del “modello Teramo”? E il Pd presenta un’interrogazione.*NOMINA VARRASSI, RISPONDE VENTURONI: «NON ESCE DAL CILINDRO DELLA MASSONERIA»

Una storia fatta di poteri forti e raccomandazioni. Una storia che ha per protagonista una lettera aperta, anzi una lettera a cuore aperto. I cui contenuti, però, sono tutt’altro che… sentimentali. Una lettera che porta alla luce, se i suoi contenuti fossero veritieri, quello che da più parti è stato definito il “modello Teramo” oppure – ma è la stessa cosa – il “modello Chiodi”: un modello basato su una politica clientelare in cui funzioni, incarichi e mansioni sono gestititi sulla base di scambi di favore e rapporti personali. Accuse gravi, che hanno indotto i consiglieri regionali del Pd a presentare un’interrogazione al presidente Gianni Chiodi.

 Protagonisti di questa storia sono da un lato l’ingegner Sabatino Casini, imprenditore ed ex manager della Asl di Teramo, dall’altro lato proprio il presidente Chiodi, destinatario di accuse  pesanti. E proprio al Governatore d’Abruzzo, infatti, che Casini ha scritto una lettera in cui racconta – e anzi ricorda – come egli stesso sia stato coinvolto in questa politica clientelare.

«Lo scorso maggio – scrive Casini nella lettera - mi fai raggiungere da una persona di tua fiducia: mi spiega che la Tua scelta sulla nomina del Direttore della Asl di Teramo cadeva su me, ma ’aveva bisogno di una sollecitazione dall’alto». Una raccomandazione in piena regola, insomma, che Casini in quel modo accetta adoperandosi, scrive ancora l’ex manager, «affinché i Tuoi desiderata trovassero degno riscontro».

Ma poi più nulla. Chiodi ha scelto diversamente preferendo Giustino Varrassi, Casini ha ‘incassato’, ma di certo ha perso fiducia nel Governatore: «Ti prego, non tentare giustificazioni – incalza Casini - attribuendo la Tua scelta ad altri e non consentire ai Tuoi collaboratori di difendere valutazioni che Tu hai fatto. Temo ci sia un problema di scarsa chiarezza nei Tuoi comportamenti politici e di relazione umana. E questo timore aumenta man mano che le persone che mi avvicinano raccontano storie simili alla mia: Tu li cerchi, gli dici di farsi sostenere, o presentare, o garantire, e poi salta fuori che sapevi già che cosa fare o che (peggio), decidi solo per esercitare un potere fine a se stesso, o per tenere lontano quelli che potrebbero farTi ombra, o quelli che sono stati amici di persone a Te non vicine, o nemiche».

Parole dure, quelle di Casini, che se raccontassero la verità sarebbero testimonianza di una gestione della politica non certo trasparente. A questo proposito i consiglieri regionale del Pd Camillo D'Alessandro, Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca hanno presentato un'interrogazione al presidente Chiodi per conoscere se corrispondono al vero le dichiarazioni di Sabatino Casini e se ciò fosse vero se è possibile conoscere qual è la persona “in alto” a cui Casini doveva rivolgersi per ottenere l'incarico di manager della Asl di Teramo. Inoltre il Pd ha chiesto a Chiodi perchè non è stato dato l'assenso alla nomina di Casini.

«Siamo alle solite - dicono i consiglieri regionali - altro che meritocrazia, lotta alle lobby e riconquista della fiducia dei cittadini abruzzesi. La lettera del dottor Casini dipinge un quadro fatto di raccomandazioni, di alti poteri forse estranei alla politica e di una sudditanza del centro-destra abruzzese alla corti extra-regionali».

d.d.c.  12/01/2011 10.27

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NOMINA VARRASSI, RISPONDE VENTURONI: «NON ESCE DAL CILINDRO DELLA MASSONERIA»

L'AQUILA. Alle domande del Pd, inoltrate tramite interrogazione consiliare al presidente Chiodi, sulle modalità di selezione del manager dell'Asl di Teramo il primo a rispondere è l'ex assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni.

Ex dopo essere stato obbligato a rassegnare le dimissioni per via di quell'obbligo di dimora (arrivato dopo l'arresto per l'inchiesta Re Mida sui rifiuti e un periodo passato ai domiciliari) che non gli consentiva di partecipare ai Consigli e alle riunioni aquilane.

La nomina di Varrassi, invece, è arrivata per mano di Chiodi e stabilita a casa del presidente nel momento in cui Venturoni era già fuori dalla giunta. Ma a quella riunione politica-casalinga c'era anche lui.

«Non mi si venga a dire», mette le mani avanti oggi Venturoni, «che è opportuno non intervenire sull'argomento, visto che non sono più assessore alla sanità»

«Mi preme che sia chiara la procedura di nomina del professor Varrassi», insiste l'ex assessore, «che sia ben evidente il meccanismo e che si ribadiscano i motivi della scelta. Giustino Varrassi è stato nominato dal presidente Gianni Chiodi, come la legge prevede. Dunque, qualora Varrassi fosse stato scelto con una concordanza politica o addirittura di partito, sarebbe tutto normale. Come ben sanno gli uomini del Pd. Varrassi invece è stato nominato per motivi squisitamente tecnici. Si è ritenuto che le qualità umane e professionali, oltre al curriculum, costituissero l'amalgama giusto per la figura che deve rivoluzionale la gestione della sanità teramana».

Fu così, sostiene sempre l'ex assessore, anche con D'Amario a Pescara, con Zavattaro a Chieti, con Silveri a L’Aquila.

«Il professor Varrassi», prosegue, «non esce dal cilindro dei massoni (di cui pure ampiamente si è parlato nelle scorse settimane) , da quello della politica, da una manica di qualche amico del presidente Chiodi. Varrassi è, modernamente, lecitamente, eticamente, la risposta all'esigenza del territorio. La modernità del sistema di nomine basate su principi di scelta tecnici e di adeguatezza- ha detto ancora Venturoni- è il nuovo sistema introdotto dalla giunta Chiodi. Questo è il modo che in Regione ci siamo dati per il superamento della spartizione partitica, che finora non aveva invece scandalizzato nessuno. Incredibile: veniamo criticati e “diamo scandalo” perché miglioriamo».

E se l'ex assessore si sente legittimato a rispondere in prima persona all'interrogazione (almeno alla stampa, in Consiglio lo farà il presidente Chiodi) per Camillo D'Alessandro (Pd) «l'ex assessore dimenticando si essere "ex" cerca  di ricavarsi un ruolo all'interno di questioni relative alla Sanità  abruzzese. Probabilmente egli è esperto di spartizioni politiche a tal  punto da giustificare l'ingiustificabile. A noi non interessa chi sia  stato nominato, a noi preme sapere, per l'interesse degli abruzzesi,  delle gravi questioni sollevate dal Dott. Casini, in particolare  laddove un professionista mette penna su carta  assumendosene ogni  responsabilità, nel denunciare il fatto che il Presidente della Regione  Abruzzo lo ha invitato a raccomandarsi altrove per avere altro incarico».
 Dove di assumono le decisioni per l'Abruzzo, vuole sapere il consigliere del Pd. «Le scelte di Chiodi, non solo sulle nomine Asl, da quale "prepotente" sono dettate?  Abbiamo bisogno di una politica autonoma che sia in grado di rendere  pubbliche le decisioni prima che vengano assunte, proprio perchè non ha  nulla da nascondere».

12/01/2011 15.41

* SIMBOLI MASSONICI NEL PROGETTO VIRTUALE