Rifiuti, Monticelli sfida Chiodi: «voglio la verità, devono darmi i documenti»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1329

PINETO. Nelle prossime ore il Comune di Pineto chiederà ufficialmente alla Regione Abruzzo l’accesso agli atti per verificare lo stato reale della delibera di Giunta Regionale 428 dell’agosto del 2009.

Si tratta della delibera con cui è stato determinato il conferimento dei rifiuti abruzzesi nella discarica di Guglionesi, in provincia di Campobasso. Il sindaco Luciano Monticelli a questo punto è deciso ad andare fino in fondo per capire i motivi per cui non si è dato seguito a quella delibera, costringendo i Comuni della Val Fino a scaricare prima nell’impianto di Grasciano di proprietà del Cirsu e poi in quello di Cerratina a Lanciano con un aggravio di costi non indifferente.

Per il conferimento dei rifiuti a Guglionesi i Comuni avrebbero pagato 90 euro a tonnellata (più Iva). Il conferimento a Grasciano ha avuto un costo doppio, ovvero di 180 euro a tonnellata, mentre a Cerratina i Comuni stanno pagando 150 euro. «Questa situazione ci ha costretto ad individuare un debito fuori bilancio per pagare le discariche», sbotta il primo cittadino pinetese, «nel 2010 e parte del 2009 abbiamo avuto a Pineto un aggravio di costi di circa 300 mila euro. Chiederò alla Regione Abruzzo che mi vengano ridati questi soldi poiché è colpa della Giunta Chiodi se non ci è stato permesso di andare a Guglionesi visto che in base alla delibera 428 dell’agosto 2009 l’accordo con la Regione Molise era praticamente fatto».

Sul problema rifiuti era intervenuto il consigliere regionale del Pd Claudio Ruffini che in un’interrogazione chiedeva «come mai non si procede alla sottoscrizione dell’accordo che pure è stato deliberato da circa un anno nell’agosto del 2009 da parte della Regione Abruzzo, di una convenzione con la Regione Molise per l’utilizzo della discarica di Guglionesi, e con l’utilizzo di questa discarica dare la possibilità ai Comuni abruzzesi , e in modo particolare a quelli del teramano, di poter utilizzare in altro sito e forse avere condizioni migliori».

A questa interrogazione rispose il 6 luglio del 2010 l’allora assessore Daniela Stati che ricordò l’esistenza di un accordo interregionale per il conferimento dei rifiuti abruzzesi in alcuni impianti molisani. «Ho provveduto a sollecitare più volte la Regione Molise», rispose l’assessore Stati all’interrogazione di Ruffini, «con la quale a livello tecnico sono state definite tre discariche utilizzabili per un totale di oltre 40 mila metri cubi di sostanze di risulta». Stati confermò di essere in attesa che la Regione Molise a sua volta deliberasse per sottoscrivere l’accordo di programma tra i presidenti delle due Regioni.

«Ho nuovamente contattato sia l’assessore che l’ingegner Campana», disse sempre l'ex assessore, «e mi hanno assicurato che la delibera è pronta e verrà portata in giunta prima della fine dei lavori estivi».

Il sindaco Monticelli vuole quindi spiegazioni sul perché non si è dato mai seguito a quella delibera. «Qualcuno mente», conclude, «non mi fermo qui. Ho intenzione di andare sino in fondo e capire cosa realmente è accaduto. Voglio una giustizia sociale in quanto è stato creato un disagio economico ad una intera collettività. Ci sentiamo truffati e abbiamo il sospetto di essere stati prima costretti ad andare a Grasciano e a Cerratina per contribuire a ripianare i debiti dei consorzi. Venendo meno ad una forma concorrenziale e di libero mercato siamo stati soggetti quasi ad un ricatto». Sulla replica di Enrico Mazzarelli, della segreteria della presidenza della Regione, che sostiene che è stato il Molise a non volere i rifiuti abruzzesi, Monticelli dice: «Deve rispondere con gli atti ufficiali e non attraverso i giornali!»

11/01/11 10.20

*LE LETTERE DI MONTICELLI E GLI ALTRI DOCUMENTI